Fattoria abusiva e materiale rubato |Guai per una donna di 57 anni

Fattoria abusiva e materiale rubato |Guai per una donna di 57 anni

Fattoria abusiva e materiale rubato |Guai per una donna di 57 anni

L'avvocato della donna interviene per precisare che la sua assistita non è vicina al clan “Cappello”.

RETTIFICA
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CATANIA – Pannelli coibentanti di provenienza furtiva. Li ha rinvenuti la polizia in un podere nella Piana di Catania, di proprietà di una donna, D.A. G., classe 1961, pluripregiudicata per reati contro il patrimonio, nonché appartenente ad una nota famiglia mafiosa riconducibile al clan “Cappello”,  deferita alla locale Autorità giudiziaria per riciclaggio di beni di provenienza illecita.

Gli agenti hanno potuto verificare, attraverso l’ausilio di alcune fotografie, che il materiale contenuto nel casolare, in parte utilizzato per la copertura del tetto, era identico a quello oggetto di furto. In particolare, dalle immagini è emersa la presenza di numerosi dettagli (dimensioni, colore, forma delle maniglie, ed altro) che hanno confermato, la coincidenza del materiale rinvenuto con quello oggetto di furto.

Inoltre, all’interno del podere, è stata riscontrata la presenza di una piccola azienda zootecnica abusiva, con pollame vario e capi di suino non regolarmente censiti. Per tale ragione, la polizia ha richiesto la collaborazione dei veterinari della locale A.S.P. i quali hanno provveduto a sanzionare la proprietaria  per abusi inerenti la tenuta di animali di allevamento. Infine, gli agenti hanno trovato all’interno della proprietà anche un cane di razza “Pitbull”, privo del microchip.

LA RETTIFICA DEL LEGALE:

In riferimento all’articolo “Fattoria abusiva e materiale rubato Guai per una donna di 57 anni”, pubblicato dal Vostro quotidiano on line in data 6 febbraio 2018 alle ore 16:45, lo scrivente, avvocato Gabriele Celesti del foro di Catania, quale difensore a ciò incaricato della signora D.A.G., con la presente intende precisare quanto segue:

–         la signora D.A.G. non è un soggetto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, avendo unicamente riportato una condanna, risalente ad oltre quindici anni or sono, per il delitto di ricettazione.

–         La signora D.A.G. non è “appartenente” ad alcuna famiglia mafiosa riconducibile al clan “Cappello”, non annoverando condanne e/o pendenze per reati associativi di stampo mafioso ed essendo quindi l’asserita “vicinanza” della stessa a consorterie mafiose sprovvista di ogni consistenza giudiziaria e penale.

–         Nessuna “piccola azienda zootecnica abusiva” è stata rinvenuta all’interno della proprietà della signora D.A.G., ma unicamente tre suini, due papere ed alcune galline che, in ragione del loro numero e delle stesse modalità di detenzione, non costituiscono certamente un’azienda zootecnica, essendo essi destinati a soddisfare unicamente le esigenze personali del proprietario e dei suoi prossimi congiunti.

–         Quanto al materiale rinvenuto, oggetto della denunzia a piede libero elevata a carico della signora D.A.G., si verificherà nella opportuna sede processuale la lecita provenienza di tale materiale, non potendo certo essere sufficiente a dimostrarne la provenienza furtiva la mera somiglianza o l’identità delle forme esteriori con quelle di materiali oggetto di un precedente furto, stante anche la non unicità dei materiali in questione, prodotti in serie industriale, e la facile reperibilità degli stessi nel mercato dell’usato.

Si chiede, pertanto, di Volere verificare la fondatezza della notizia divulgata e, in caso di mancato riscontro del contenuto della stessa, di procedere alla pubblicazione della rettifica nelle forme stabilite dalla legge.

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