PALERMO – “Comincia malissimo il giovane Genovese la sua carriera di deputato: furbetto e spregiudicato come il signor padre. Più che di impresentabili qui si tratta di irricevibili! Si allunga l’elenco dei neodeputati indagati o arrestati e siamo ancora lontani dall’insediamento dell’Ars”. Lo afferma il deputato all’Ars della lista “Cento Passi” Claudio Fava commentando l’indagine per riciclaggio di denaro aperta dalla Procura di Messina nei confronti di Luigi Genovese, 21 anni, recordman di preferenze alle ultime regionali siciliane, eletto nelle file di Forza Italia, figlio dell’ex deputato Francantonio, condannato a 11 anni per corruzione. “Le colpe dei padri – conclude Fava – forse non ricadono sui figli. I conti correnti all’estero e le proprietà immobiliari invece sì, stando all’inchiesta della magistratura”.(ANSA).
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“Avevamo detto che moralmente era sbagliato, invitando Musumeci e Fi a non candidare persone del genere perché avrebbero ereditato cose poco edificanti, a prendere le distanze”. Così Giancarlo Cancelleri in diretta Facebook, parlando di Luigi Genovese, indagato dalla procura di Messina per riciclaggio di denaro. “Ci sono tre gradi di giudizio. – aggiunge -. Tengo care le parole di Pier Luigi Davigo, secondo cui un politico indagato dovrebbe essere fatto dimettere dal suo partito, in modo da dare ai magistrati la possibilità di processare un cittadino normale. E’ questo è quello che la politica dovrebbe fare”. “Quando avviene una roba del genere il M5S mette le persone alla porta, – conclude – noi non siamo immuni ma possiamo uscirne bene, quando si ha un comportamento quadrato”. E ancora: “Non voglio parlare più di arrestati, di condannati né di indagati, qua il problema di fondo è che manca il governo. Avete sentito parlare di assessori, di gente che vuole risolvere i problemi della Sicilia. Io leggo di litigi continui. La regola, che si sono dati, è ogni 3,5% preso di un partito scatta un assessore, che cos’è il manuale Cencelli applicato alle percentuali? Si stanno spartendo le poltrone. Non stanno mettendo sul piatto le competenze. Qui non è la Sicilia messa al centro ma la poltrona”.
Sul caso di Luigi Genovese “andava esercitata una diversa azione di controllo da parte della politica, che anzichè essere solo preoccupata di vincere le elezioni dovrebbe esserlo di vincerle con il voto dei cittadini onesti”. Lo ha detto Rosy Bindi presidente della commissione antimafia a margine degli Stati Generali della Lotta alle Mafie questo pomeriggio a Milano. Con il caso del neo eletto consigliere regionale siciliano, oggi destinatario di un avviso di garanzia con l’ipotesi di riciclaggio, “si ripropone il tema della qualità del personale politico. Dal punto di vista giudiziario il giovane Genovese non era tracciabile perchè il suo caso era sottoposto a segreto istruttorio”.(ANSA).

