"Favorevoli alle pedonalizzazioni| Ma c'è ancora molto da fare"

“Favorevoli alle pedonalizzazioni| Ma c’è ancora molto da fare”

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"L’esperimento di estendere la chiusura di via Maqueda fino a mezzanotte sta funzionando bene, come confermano i commercianti della zona: chiediamo che questo orario venga confermato anche in futuro”.

attinasi (confesercenti)
di
4 min di lettura

PALERMO – Turismo, decoro, pedonalizzazioni, Unesco e un appello all’amministrazione comunale: “Non perdiamo un treno che rischia di non passare mai più”. Intervista al presidente di Confesercenti Palermo Mario Attinasi.

Da mesi impazza il dibattito sulle pedonalizzazioni e sulle chiusure al traffico, specie in corso Vittorio Emanuele. Esperimento riuscito, secondo voi?
“Noi siamo sempre stati favorevoli alle pedonalizzazioni in centro, perché consentono di rendere alcune aree più a misura di cittadino e di turista. Il confronto con i commercianti è sempre importante e proficuo, ma abbiamo al contempo apprezzato la determinazione con cui l’amministrazione Orlando ha perseguito questo obiettivo. Certo, c’è ancora molto da fare, ma la presenza di tanti turisti in via Maqueda e in corso Vittorio Emanuele, unitamente ai buoni dati degli arrivi a Punta Raisi e delle presenze negli alberghi, fanno vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. Anche l’esperimento di estendere la chiusura di via Maqueda fino a mezzanotte sta funzionando bene, come confermano i commercianti della zona: chiediamo che questo orario venga confermato anche in futuro”.

Cosa c’è ancora da fare?
“I commercianti hanno fatto la propria parte, accettando qualche sacrificio e rendendosi protagonisti del rilancio di via Maqueda, per esempio. Ma adesso tocca all’amministrazione: non basta creare le aree pedonali, bisogna anche curarle, arredarle e garantire la sorveglianza per evitare spiacevoli episodi. Prendiamo per esempio la pavimentazione di queste zone, rovinata dal traffico: si potrebbe cominciare con un rifacimento di strade e marciapiedi che li renda più a misura di pedone, eliminando buche e brutture varie. Quando guardiamo Palermo dobbiamo sempre farlo con gli occhi del turista, cioè di chi la vede per la prima volta: se troviamo cartacce, buche, marciapiedi rovinati, alberi non potati, cestini pieni, pali abusivi, strade colabrodo, verde incolto, macchine parcheggiate in modo selvaggio, smog, muri scrostati, è chiaro che l’opinione che ci faremo sarà assolutamente negativa. Queste cose, che all’apparenza possono sembrare piccole, rischiano invece di vanificare i nostri sforzi e la bellezza dei nostri monumenti. Per questo da tempo chiediamo al Comune un piano straordinario per il centro città che punti sul decoro, sul verde e sulla pulizia: servono due o tre turni di spazzamento al giorno, non basta quello mattutino se vogliamo evitare che i turisti camminino in mezzo ai rifiuti. Il treno Unesco passa una volta sola, non possiamo lasciarcelo scappare. E per far questo bisogna far funzionare meglio le aziende partecipate”.

Il Comune ha annunciato l’arrivo di nuovi arredi…
“Sì, ma non basta se poi non curiamo l’insieme. Bisogna investire sull’immagine di Palermo, ma non solo con pubblicità o marketing, bensì controllando che le cose vengano fatte e soprattutto che nessuno le rovini. A che serve mettere arredi nuovi nelle aree pedonali, se poi vengono puntualmente vandalizzati o spostati? A che serve istituire le aree pedonali, se poi ci passano le macchine? Il Comune deve trovare gli strumenti idonei per curare l’immagine della città nel suo insieme, dal marciapiede al verde, dall’illuminazione pubblica allo spazzamento, dal muro scrostato alla buca in mezzo alla strada o al tombino otturato. Bisogna agire in modo organico e a tappeto: oltre a via Maqueda e corso Vittorio Emanuele ci sono anche piazza San Domenico,piazza Bologni, o piazza Sant’Anna, che dovrebbe essere valorizzata meglio anche per la presenza della Gam. Finché il Comune non investirà in modo serio non lo faranno neanche i commercianti, nel timore che poi, come accaduto in passato con i gazebo, le regole vengano stravolte”.

I turisti, comunque, non mancano…
“E per fortuna, vorrei aggiungere. Palermo affronta una crisi drammatica, la deindustrializzazione del nostro territorio purtroppo è sempre più evidente, i finanziamenti regionali e nazionali sono in diminuzione: come facciamo a non capire che il turismo, anche congressuale, è la sola possibilità di creare nuovi posti di lavoro? Per questo serve un piano di rilancio che non si limiti al solo periodo estivo: dobbiamo destagionalizzare puntando su eventi, iniziative e manifestazioni da finanziare anche con l’imposta di soggiorno. Il Comune sostiene di aver incassato cifre considerevoli, ma attendiamo ancora che qualcuno ci dica come le stiamo impiegando. Dobbiamo organizzare adesso un cartellone per i prossimi anni, così da dare l’opportunità agli operatori turistici di organizzarsi e di vendere pacchetti ad hoc. Serve una sinergia tra il Comune, gli albergatori, le grandi istituzioni culturali cittadine, gli operatori privati e le associazioni di categoria, altrimenti non andremo da nessuna parte”.

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