Fazioni, liti e guerre intestine | La Palermo scomoda dei 5 Stelle - Live Sicilia

Fazioni, liti e guerre intestine | La Palermo scomoda dei 5 Stelle

Nel capoluogo non solo gioie ma anche dolori per il movimento. Due anni fa lo scoppio dell'affare firme false, ora il caso Forello

L'analisi
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PALERMO – In principio furono i cosiddetti ‘nutiani’, scagliatisi due anni fa contro la nouvelle vague del Movimento cinque stelle a Palermo e poi finiti in disgrazia dopo lo scoppio del caso firme false. La storia, adesso, si ripete: un altro ex candidato sindaco, Ugo Forello, che viene destituito dal ruolo di portavoce e di fatto messo alla porta del movimento a poco meno di 24 ore dalle sue esternazioni in difesa dei giornalisti, attaccati invece dal vicepremier e capo politico Luigi Di Maio. Palermo, capitale di una Sicilia che tenne a battesimo il boom grillino alle Regionali 2012 e alle Politiche 2013, capace di regalare il pieno di deputati e senatori alle recenti urne del 4 marzo, torna a rappresentare un problema per una forza nel frattempo entrata nelle stanze romane del potere.

Dopo l’addio di Igor Gelarda, eletto nelle file grilline ma passato alla Lega al termine di duri scontri con i compagni di viaggio di un tempo, all’ombra di monte Pellegrino nasce un nuovo caso che torna a formulare macroscopici punti interrogativi sulla democrazia interna ai Cinquestelle e che rischia, così come in quell’ultimo scampolo di 2016, di danneggiare l’immagine del movimento. Due anni fa, a pochi giorni da ‘Italia 5 stelle’ sul prato del Foro italico, fu un servizio de ‘Le Iene’ a sollevare un caso rimasto ancora oggi aperto con il rinvio a giudizio di 14 persone, tra cui proprio l’ex candidato sindaco del 2012, Riccardo Nuti, diventato parlamentare un anno dopo, e le colleghe a Montecitorio Giulia Di Vita e Claudia Mannino. Tutti e tre rappresentanti di quell’ala pionieristica del movimento in città, soppiantata nel frattempo proprio da Forello e da chi, come loro, ha frequentato da sempre le riunioni grilline nel capoluogo, Adriano Varrica. Il passaggio non fu indolore e i nutiani accusarono Forello di essere dietro al meccanismo che portò all’inchiesta firme false chiedendo anche l’espulsione di Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, i due ex parlamentari regionali che collaborarono con i magistrati ammettendo quanto avvenuto poco prima della presentazione delle liste per le Amministrative 2012 a differenza, invece, dello stesso Nuti e degli altri che hanno sempre negato ogni addebito.

Veleni e accuse si intrecciarono per mesi. I sospetti su Forello caddero e arrivò la sospensione per Nuti, Mannino e Di Vita, nel frattempo in rotta con i vertici nazionali che puntarono sulla coppia formata dal cofondatore di Addiopizzo e da Varrica. Un tandem che, dopo il lusinghiero risultato delle Amministrative 2017, ha portato al boom delle Politiche 2018: nel capoluogo il Movimento cinque stelle ha spazzato via ogni velleità degli altri partiti  e adesso, però, quella coppia sembra arrivata al capolinea. Forello, infatti, lancia accuse precise via social: “Si è svolta una riunione ‘carbonara’ senza me e senza la collega Giulia Argiroffi che avrebbe dovuto sostituirmi alla conclusione della sessione di bilancio. Tutto ciò rappresenta un gravissimo sgarbo politico e istituzionale avvenuto, guarda caso, all’indomani della mia pesa di posizione sugli attacchi indifferenziati ai giornalisti”. Fin qui la propria versione dei fatti, poi l’affondo che lascia presagire una nuova guerra intestina a Palermo: “Non vorrei che dietro tutto ciò ci fosse la mano dei vertici del movimento, certo è un fatto notorio che quello che, allo stato illegittimamente, verrebbe indicato come capogruppo (Antonino Randazzo, ndr) è persona di fiducia e legata a doppio mandato con il deputato all’Ars, Giancarlo Cancelleri, e il deputano nazionale Adriano Varrica“.

Una frase che mette nel mirino in un colpo solo il plenipotenziario di Di Maio in Sicilia e il neo deputato nazionale, nuova stella del firmamento grillino a Palermo. Con Varrica, infatti, collabora Geo Guccione, socio insieme con Randazzo della CreaGest Srl che vede come terza proprietaria Maria Alessandra Costantino, già designata assessore da Forello e adesso all’interno della segreteria di Cancelleri a Palazzo dei Normanni. In quello stesso ufficio anche Claudia La Rocca, un altro nome storico del grillismo in una Palermo che non è soltanto gioie ma anche dolori per il movimento.

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Commenti

    Questo movimento ci sta facendo rimpiangere la prima repubblica. Non conoscono la libertà di pensiero e non conoscono la democrazia.

    I radical chic non ci sono solo nel PD ma anche nei cinque stelle, qualche opportunista ora vuole farsi epurare per poi finire nelle braccia del sindaco. I cinque stelle a parer mio non andranno da nessuna parte e qualcuno dal loro interno per motivi certamente suoi lo ha capito in anticipo e tende a fare la vittima, l’Italia, Palermo di questi politici che cambiano casacca a convenienza non ne ha bisogno.

    Diamo per buono e scontato che Forello abbia ragione, non sarebbe il caso di sentire qualche altra campana, fermo restando che ce ne vuole a pensare che il Movimento 5 stelle vacilli per la vicenda Forello

    Il “Movimento” 5 Stelle non esiste in Palermo. Per favore, non classifichiamolo tale. E’ solamente un’espressione linguistica astratta priva di contenuti, di organizzazione, di schemi, di energie intellettive, di obiettivi, avuto riguardo a Palermo e ai palermitani. Il Movimento in Palermo è una parte da recitare a soggetto nel poco tempo che gli rimarrà da vivere culturalmente, amministrativamente, politicamente.

    mi auguro che questi improvvisati e sprovveduti grillini si estinguano presto e si ritorni ad un governo serio di centrodestra con salvini leader

    Ugo,
    prenditi la tua bella barca a vela e goditi il mare.

    Con Gelarda è successa la stessa cosa , solo che guarda caso il mandante o tanto meno causa scatenante della sua uscita era proprio lui, e ora si lamenta di riunioni carbonare …….la ruota gira ….

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