Femminicidio a Troina, l’ex marito in carcere: le minacce e i colpi di pistola

Femminicidio a Troina, l’ex marito in carcere: le minacce e i colpi di pistola

Ieri pomeriggio un lungo interrogatorio. Mariella Marino, la vittima, aveva 56 anni.

TROINA (ENNA) – Un inseguimento in mezzo alla strada, davanti al supermercato. Le urla strazianti della vittima spezzate dagli spari di una pistola calibro 7,65. E poi la fuga dell’assassino, Maurizio Impellizzeri, 59 anni. Ha raggiunto casa sua. Per qualche minuto deve forse aver pensato a un modo per riuscire a farla franca, ma i carabinieri lo hanno raggiunto e bloccato. 

La denuncia della vittima

Intanto la vittima, sua moglie Mariella Marino, 56 anni, era morta quasi sul colpo. Lei lo aveva lasciato oltre un anno fa ma Impellizzeri non era andato via dalla casa coniugale e non si rassegnava, secondo quanto trapela, alla fine del matrimonio. Moglie e madre dei suoi tre figli, tutti adulti, era stata costretta a tornare a vivere dall’anziana madre.

E qui lo scorso ottobre aveva dovuto sporgere denuncia contro l’ex marito. L’accusa: atti persecutori. Stalking. Lui l’avrebbe perseguitata per un periodo breve, tale da costringerla a vivere con un perdurante stato di ansia e preoccupazione per le minacce e un comportamento molesto. Ma non aveva precedenti penali. E per questo non è stato arrestato. Per questo, col patteggiamento, ha preso 8 mesi, pena sospesa. 

Il motivo della mancata applicazione di misure cautelari, in realtà, era pure un altro: quella terribile minaccia proferita da Impellizzeri, quel “ti ammazzo, ti sparo”, aveva messo in allarme i carabinieri, ma non era stata trovata nessuna arma. I carabinieri lo avevano perquisito, avevano controllato a casa sua, al lavoro, in macchina, dappertutto, ma nulla. E inoltre ovviamente non aveva armi registrate a suo nome.

La pistola con matricola abrasa

L’arma è stata rinvenuta subito, nella tarda mattinata di ieri dai carabinieri: una pistola con matricola abrasa. I bossoli corrisponderebbero a quelli trovati sulla scena dell’omicidio. Erano nella disponibilità dell’arrestato. A quel punto il trasferimento in caserma. Qui l’arrivo del sostituto procuratore Michele Benintende, che fa parte del pool diretto dal procuratore di Enna Massimo Palmeri.

Perché lo sentissero tuttavia serviva la presenza del suo legale. Ma l’avvocato, Elvira Gravagna, ha rinunciato all’incarico: “Non me la sento”. “Ci siamo visti fino a venerdì scorso – ha raccontato – e mi ero raccomandata di non avvicinarsi alla moglie, proprio perchè c’era un percorso di riabilitazione. Non mi aspettavo che potesse accadere una tragedia simile”. 

Il nuovo avvocato è il penalista del foro di Catania Mirko La Martina, che è giunto in caserma nel primo pomeriggio. L’interrogatorio è durato alcune ore e il contenuto è coperto dal più stretto riserbo. L’arresto per omicidio volontario è scattato in semi-flagranza di reato e per questo si andrà ora dinanzi al gip per l’udienza di convalida. Uscendo dalla caserma, l’avvocato non ha voluto rilasciare dichiarazioni. 

Quando lo hanno portato in caserma, Impellizzeri aveva fatto qualche ammissione. Non si conoscono invece i contenuti dell’interrogatorio, dinanzi al pubblico ministero e alla presenza del suo legale. Si tratta di materiale, fanno notare fonti investigative, coperto da segreto. 

Un commento intanto è stato affidato alle agenzie dalla ministra della Famiglia Eugenia Roccella. “Possiamo lavorare per una rapida approvazione in Parlamento del disegno di legge varato dal governo che punta proprio sulla necessità di intervenire tempestivamente sulle situazioni di rischio”, ha commentato. “Non sappiamo se tutte le tragedie riusciranno a essere evitate – ha concluso – ma di certo molte vite potranno essere salvate”.


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