PALERMO – Ammonta circa 300 milioni di euro il plafond che la Sicilia potrebbe restituire a Bruxelles, almeno questa è l’area definita “a rischio” dal dirigente del Dipartimento programmazione, Vincenzo Falgares, che ha fatto il punto sulla spesa certificata del Fesr 2007-2013, nel corso dell’audizione in commissione Ue dell’Ars, presieduta da Concetta Raia (Pd). “Tutta colpa del blocco dei pagamenti”, ha sostenuto Falgares, riferendosi ai problemi che si verificarono a dicembre nel sistema di trasmissione della Regione, “proprio nel pieno dell’accelerazione del caricamento dei beneficiari”. In realtà, in questo momento, mancano all’appello un miliardo e 200 milioni di euro ancora da registrare rispetto al budget assegnato al Fesr, pari a 4,359 miliardi. Ai commissari, tuttavia, Falgares ha detto che stima in 500 milioni il volume di pagamenti in fase di registrazione, mentre altri 400 milioni saranno “recuperati” attraverso i cosiddetti ‘progetti retrospettivi”, si tratta di interventi completati o avviati attraverso altre fonti di finanziamento ma che la Regione, che sta agendo in raccordo con lo Stato, può inserire all’interno degli Apq (accordi di programma quadro) in modo da colmare il gap di spesa certificata rispetto a quella assegnata e poter chiedere i rimborsi a Bruxelles, fondi che poi dovranno essere reinvestiti nelle stesse misure.
Rispetto al budget di 4,359 miliardi di euro, la Regione siciliana, al 30 novembre del 2015, ha certificato una spesa pari a 2,733 miliardi, il 63%. All’11 gennaio di quest’anno, il beneficiario, cioè chi realizza l’intervento finanziato con risorse comunitarie, ha caricato sul sistema pagamenti per 4 miliardi e 66 milioni di euro, mentre l’amministrazione, al momento, ha registrato 3,77 miliardi e ha validato, col bollo del dirigente generale, 3,315 miliardi, pari al 76%. Rimane da registrare dunque 1 miliardo e 200 milioni circa. E’ il quadro tracciato dal dirigente della Programmazione, Vincenzo Falgares, nel corso dell’audizione in commissione Ue all’Ars. Il dirigente ha stimato altri 500 milioni in fase di pagamento. Per colmare il gap, la Regione, supportata dallo Stato, sta valutando quali progetti retroattivi (finanziati con altre fonti) mettere in capo al Fesr 2007-2013: nella disponibilità della Regione ci sono 199 progetti retroattivi, per 773 milioni, di cui 109 sull’edilizia scolastica, ma per Falgares alla fine la quota ‘recuperata’ dovrebbe attestarsi su 400 milioni. Gli eventuali rimborsi che la Regione otterrebbe così da Bruxelles dovranno essere riprogrammati dopo il 31 marzo del 2017.
*Aggiornamento ore 18.13
“La Regione ha certamente delle responsabilità nei ritardi della spesa dei fondi Ue ma qui il problema dei problemi è l’intera organizzazione del sistema Sicilia, comuni inclusi: dal monitoraggio ai controlli, al sistema informatico. E poi la questione del personale: 4.800 regionali andranno in pensione, 800 i dirigenti che andranno via, nei comuni spesso non c’è personale qualificato e formato nella materia. L’amministrazione è veramente in grande difficoltà, da qui al 2017 il mio dipartimento si svuoterà, rimarrò solo”. E’ l’allarme lanciato dal dirigente del dipartimento Programmazione della Regione, Vincenzo Falgares, nel corso dell’audizione in commissione Ue dell’Ars, presieduta da Concetta Raia (Pd). Falgares ha fatto il punto sul Fesr 2007-2013 e ha sottolineato le difficoltà che la Regione avrà con la nuova programmazione 2014-2020.
*Aggiornamento ore 19.21
Se da Bruxelles arriva l’ok all’assunzione da parte delle Regioni di personale con competenze per la gestione dei meccanismi di spesa dei fondi comunitari, in Sicilia la nuova opportunità, se nulla cambierà, non potrà essere colta. “C’è il blocco delle assunzioni”, avverte il dirigente della Programmazione, Vincenzo Falgares, che stamani ha illustrato in audizione davanti alla commissione Ue dell’Ars problemi e criticità della Regione e dell’intero sistema Sicilia. Falgares ha spiegato che le assunzioni sono previste nell’ambito della nuova programmazione 2013-2020, ma l’attuale normativa in Sicilia non lo consente. Il dirigente, quindi, ha rivendicato la scelta di avvalersi di assistenza tecnica esterna, “46 professionisti grazie ai quali, a supporto del personale interno, abbiamo dato un grande accelerata alla spesa comunitaria”. Per la nuova programmazione, Falgares ha parlato di “un periodo di un anno di transizione” da gestire, in attesa che si chiuda la procedura Consip per l’assistenza tecnica.

