Fiat, Venturi ammette:| "Cerchiamo investitori stranieri" - Live Sicilia

Fiat, Venturi ammette:| “Cerchiamo investitori stranieri”

L'assessore regionale all'Industria su Termini Imerese
di
2 Commenti Condividi

“La Regione sta muovendo i passi necessari per entrare in contatto con alcune grosse case automobilistiche che potrebbero suberntrare alla Fiat a Termini Imerese”. Così l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi, in un’intervista a Repubblica, ammette che si sta ormai pensando al dopo-Fiat e promette novità a cominciare con il prossimo anno.

“Occorre rilanciare il settore automobilistico nell’Isola – continua Venturi – la posizione del governo regionale è quella di puntare sulla produzione di veicolo ecologici che abbiano una diffusione mondiale. Non possiamo disperdere il patrimonio di maestranze e di prosfessionalità di Termini”. Ma nessun nome, “sarebbe prematuro, possi dire che ci stiamo muovendo per contattare gruppi automobilistici di diverse parti del mondo, ma ne sapremo di più ad inizio anno”.

Poi un pensiero alla vertenza con Fiat che ormai non lascia spazio a grandi speranze. “Sui famosi milla euro in più che costerebbero le auto prodotte a Termini attendiamo ancora spiegazioni da Marchionne (amministratore delegato Fiat, ndr). Il presidente Lombardo,nel corso del vertice, gli ha chiesto di spiegare i motivi di questi presunti costi aggiuntivi ma non ha ottenuto risposta. Sarebbe però interessante – chiude Venturi – capire i motivi per cui, pur avendo lo stabilimento in riva al mare, scelgono di imbarcare le auto a Catania”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

2 Commenti Condividi

Commenti

    La FIAT è riuscita a monopolizzare il settore, acquisendo negli anni Autobianchi, Piaggio, Alfa Romeo e Lancia, ovvero praticamente l’intero mercato dell’auto in Italia, potendo avvantaggiarsi di questa situazione di egemonia interna, che le ha consentito di fare “il brutto ed il cattivo tempo” sempre, contando sulla possibilità di “fiscalizzare” i propri costi di produzione in cambio della garanzia occupalzionale che interessava ai politici.
    Il mondo è cambiato, però. E queta crisi ha dato la spallata finale.
    Adesso, pare che, finalmente, in Italia qualcuno si sia ricordato che il principio primo della competitività sui mercati è la concorrenza e che ciò potrebbe risolvere molti dei nostri attuali problemi elevato costo di produzione e di stagnazione economica.
    Pensiamo al settore della telefonia e di Internet, ad esempio. Da quando il mercato è stato liberalizzato e insieme a Telecom (la vecchia SIP), sono arrivate Tiscali, Fastweb, Wind-Infostrada, Telepiù ed altri minori, i costi delle nostre bollette sono calati vertiginosamente, a parità di servizio.
    Ciò significa che, in generale, le precedenti tariffe erano molto più alte di quanto in realtà avrebbero potuto essere.
    Stesso discorso vale per altri settori economici, compreso ovviamente quello dell’auto.
    Insomma, stiamo tornando alla realtà.
    Lentamente (come al solito, nel nostro Paese)………………… ma ci stiamo tornando.

    PERCHE FIAT CHIDE TERMINI?
    Fiat e governo serbo hanno concluso l’accordo, del settembre 2008, per la cessione della maggioranza della Zastava alla casa di Torino.La firma fara’ ripartire il progetto di una joint venture tra la Fiat e il governo serbo (Fiat Automobili Srbija) a cui Fiat avrebbe dovuto conferire il 67% di Zastava, lasciando la rimanente quota all’esecutivo governo. L’investimento nella Zastava era stato rimandato per la crisi finanziaria. Si prevede una produzione di 200.000 unita’ all’anno dal 2010.

    Ricapitolando in italia si prende gli incentivi sulle tasche dei cittadini, gli operai sono sulle spalle dello stato visto l’enorme uso della cassa integrazione dato che le macchine si fanno all’estero; pero! bravo sto menager.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.