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Fibrillazioni in Sicilia Futura |Tutti i nomi in campo

Chi arriverà secondo dopo D'Agostino?

REGIONALI 2017
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CATANIA – Pareva pronta a essere consegnata anzitempo, la lista di Sicilia Futura. La defezione di Ketty Rapisarda Basile, che ha preferito concorrere in ultimo con l’Udc per Nello Musumeci, è la spia di come sia profondamente mutata nella filosofia la competizione Ars rispetto a cinque anni fa. La diminuzione del numero dei deputati, passati da 90 a 70, e il vento dei sondaggi che dà il candidato presidenziale del centrosinistra Fabrizio Micari in affanno, pesano eccome sulla scelta dei singoli concorrenti. Il caso di Sf non è a sé e ci dice della difficoltà di praticare l’immagine ciclistica dei gregari che spingono il capitano, soprattutto se questo è Nicola D’Agostino. Non fosse altro che per lui la segreteria regionale del movimento fondato con Totò Cardinale non è solo un titolo onorifico, ma la certificazione di un consenso elettorale che dai tempi della militanza autonomista è dato in ascesa.

Che possa arrivare secondo, è un’ipotesi che i bookmaker non prendono neanche in considerazione. La testa della lista è blindata e di accessi diretti all’Ars non ce n’è che uno. Perché allora scendere in campo? L’ex sindaco di Tremestieri i suoi conti li avrà fatti, tanto da transitare dall’altro lato dello scacchiere a mercato ancora aperto. Probabilmente, anche l’opzione di arrivare alle spalle di D’Agostino le sarà sembrata proibitiva. Già, perché la vera competizione in quel di Sicilia Futura sta proprio lì. I boatos dicono infatti che nelle palla di cristallo del leader acese si scorgono due possibili scenari futuri: l’ingresso nel listino del presidente e (o) un biglietto aereo per Roma da staccare la prossima primavera col Pd. A quel punto un posto sarebbe libero.

Sarà però il tempo a chiarire il quadro. I futuristi sono tutti a caccia di voti, compreso il capolista. A D’Agostino infatti non basterà l’ampio bacino di partenza acese per chiudere facilmente la partita. La vicinanza con il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, paradossalmente può risultare un handicap: il rischio che i malumori per la gestione della macchina amministrativa possano riversarsi sul voto Regionale è tutt’altro che improbabile. Si pesca quindi anche nel Calatino e a Catania, dove può contare sull’appoggio strategico di Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac.

Ma Catania è anche il territorio di due che a quel secondo posto ci vogliono arrivare a tutti costi. Entrambi consiglieri comunali, entrambi battezzati nelle acque della politica universitaria: il cattolico Agatino Lanzafame, vicino all’appena nominato assessore a Misterbianco, nonché segretario provinciale di Sf, Matteo Marchese; e il radiologo già latteriano Carmelo Coppolino. Ci crede anche Andrea Messina, che di San Giovanni la Punta è stato per ben due volte sindaco, eletto con maggioranze bulgare. Voci dicono che dal comune etneo sono pronti a votarlo in blocco, anche se l’ex primo cittadino dovrà fare i conti con un fattore non da poco: la candidatura di Giuseppe Toscano, che della sua maggioranza faceva parte, in zona centrodestra.

La competizione è larga e sono i territori a poter fare la differenza. L’ex sindaco di Vizzini, Marco Aurelio Sinatra, cercherà di riscattare la sconfitta del giugno scorso, con la corsa all’Ars. Il deus ex machina di Maniace, Salvatore Pinzone, tenta il piazzamento a Palermo, blindando il territorio che per ben due volte lo ha visto primo cittadino e oggi presidente del consiglio comunale. Anche le quote rosa voglio giocarla per vincere. A partire da Serafina Perra, moglie del sindaco di Calatabiano, Giuseppe Intelisano. Tra le donne, in lista pare sempre più probabile la discesa in campo della stilista Mariella Gennario, che ci riprova dopo l’esordio di cinque anni fa con l’Udc.

 

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Commenti

    Sicilia Futura non ha futuro politico elettorale. In Sicilia la gente sta iniziando a comprendere che tutta questa corsa per essere eletti non interessa a nessuno. Una cosa è certa che la gente a molti di questi nomi citati nell’articolo non li vota nemmeno sotto tortura.
    La Sicilia del riscatto e della rinascita vera sostiene con forza e determinazione la candidatura a Presidente della Regione Nello Musumeci del centrodestra.
    Il centrosinistra è votato al suicidio politico dopo i 5 anni di malgoverno Crocetta con la corresponsabilità al 100% del PD e di Alfano.
    Forza Musumeci che si vince e alla grande.

    Mi chiedo:ma perchè qualcuno dovrebbe votare questa listina e qualcuno dei suoi rappresentanti?A che scopo?Cosa rappresentano?Solo poltrone e incarichi per pochi eletti.Il resto è aria fritta.

    Altro che Sicilia Futura. SICILIA FITURA.

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