Finiti i soldi per le Riserve naturali | La Regione: “Chiudete subito”

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Il dipartimento ambiente agli enti che gestiscono 21 siti: "Entro sabato sospendete ogni attività".

PALERMO – “I soldi sono finiti. Arrangiatevi”. È questa la brutale sintesi di una nota che il dipartimento Ambiente ha recapitato ai direttori di 21 riserve naturali siciliane. Mancano i soldi, insomma. E il dirigente generale Maurizio Pirillo lo mette nero su bianco nella sua nota: la somma prevista in bilancio, cioè 859 mila euro in tutto, “non consente la copertura finanziaria per l’intero esercizio 2016 delle spese di gestione delle riserve naturali affidate a codesti enti”. Per questo motivo, gli enti stessi vengono invitati a “sospendere qualsiasi attività dal prossimo 16 aprile 2016”. Qualora volessero proseguire comunque l’attività, prosegue la nota di Pirillo, “potranno utilizzare eventuali risorse di altra provenienza”. Si arrangino, insomma.

Gli enti in questione sono le associazioni ambientaliste, dal Wwf a Legambiente, che gestiscono, appunto, 21 siti in tutta la Sicilia. Dalle Macalube di Aragona, all’Isola di Lampedusa, passando per Torre Salsa, Monte Pellegrino e le Saline di Trapani. “Una scelta assurda – protesta la direttrice delle Saline, Anna Giordano – ci viene comunicato appena tre giorni prima che dobbiamo chiudere”. Il problema, come detto, è legato ai fondi stanziati dalla Regione: in passato circa 3,8 milioni di euro l’anno, scesi ad appena 859 mila. “Ci era stato assicurato – prosegue Giordano – che le somme mancanti sarebbero state recuperate in occasione di una manovra di assestamento. Che ancora non è stata fatta. Ma quello che più ci preoccupa – prosegue – è assistere alla mancanza di una volontà politica”. A dire il vero, nella nota di Pirillo si fa espressamente riferimento a un “eventuale assestamento del bilancio che preveda un incremento della dotazione finanziaria”. Ma per il momento, i soldi sono quelli.

Così, da sabato le riserve possono chiudere, o, se vogliono, potranno andare avanti accollandosi i costi della gestione. Una decisione che arriva dopo la chiusura di altre sei strutture, per le quali la convenzione era scaduta già il 31 dicembre del 2015.

“Ma adesso come facciamo? – si chiede la direttrice delle Saline – nel frattempo noi abbiamo in piedi convenzioni, obblighi, ai quali dovremo rispondere di tasca nostra. Il rischio – aggiunge Giordano – è che queste aree finiscano per essere vandalizzate o soggette a bracconaggio. Senza contare i disastri che possono essere compiuti da un turismo aggressivo. Noi abbiamo cambiato il volto di queste riserve che vent’anni fa, in qualche caso, erano poco più che discariche”. Ma non solo. Lo sviluppo di queste zone avrebbe avuto anche un positivo impatto economico. “Solo nella zona di Trapani – prosegue Giordano – sono sorti nuovi bed and breakfast, un albergo, senza contare l’indotto dei pullman che trasportano le migliaia di persone che vengono qui ogni anno. Tutto questo – conclude – mentre alla Regione assistiamo a sprechi milionari. Qui servirebbe invece un investimento minimo per salvare tutte queste aree”.

Domani le associazioni verranno ascoltate dall’assessore all’ambiente Maurizio Croce che ha convocato gli enti “urgentemente”. “Si ripristinino immediatamente – l’appello del capogruppo all’Ars di Sicilia Futura, Giuseppe Picciolo – i fondi per la gestione dei parchi e delle riserve aambientalistiche della Sicilia, erroneamente dimezzati, Non possiamo rischiare di buttare al vento venti anni di conservazione del territorio – aggiunge – e pertanto il Parlamento con la commissione Bilancio si attivino per rimpinguare il capitolo per arrivare alla gestione ordinaria del personale e la manutenzione di queste aree che caratterizzano la Sicilia in tutto il mondo. Bene ha fatto l’assessore Croce – conclude Picciolo – a convocare per domani il tavolo con tutte le associazioni ambientalistiche ed il presidente Crocetta a dare la totale disponibilità ad affrontare questa problematica che è stata evidentemente sottovalutata dagli uffici della ragioneria regionale”.

*Aggiornamento ore 16.54
L’assessore all’Ambiente della Regione Siciliana, Maurizio Croce, ha convocato le associazioni ambientaliste per una riunione urgente, domani alle 10.30, con lo scopo di affrontare la questione della sospensione delle attività in 21 riserve naturali a partire dal 16 aprile. A Intimare lo stop, per mancanza di fondi, è stato il dirigente del dipartimento Ambiente della Regione, Maurizio Pirillo, con una nota trasmessa ai gestori delle aree.

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