Finto tamponamento a Zia Lisa |Tre turiste fiorentine derubate

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Il presidente della Fipet Roberto Tudisco ha raccolto la testimonianza delle tre donne come esempio di quanto accade a Catania. Si chiede l'intervento di Sindaco e Prefetto.

la denuncia
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3 min di lettura

CATANIA – Derubate attraverso il sistema del “finto tamponamento”. E la disavventura di tre donne fiorentine arrivate a Catania per una vacanza: La FIPET-CIDEC attraverso il suo Presidente Roberto Tudisco ha raccolto la testimonianza delle tre turiste per sollecitare le istituzioni a maggiori interventi in termini di sicurezza. “Le tre donne atterrate a Catania Fontanarossa – si legge in una nota inviata alla stampa – e noleggiata un’auto le signore si sono ritrovate nelle zone di Zia Lisa dove sono state affiancate da un commando di soggetti ben organizzati che attraverso un finto tamponamento con uno scooter hanno fatto fermare le donne con urla e minacce, poi un complice irrompendo dentro l’auto ha prelevato borse e bagagli. Le signore sono riuscite ad arrivare in questura dove hanno sporto la denuncia con l’amaro in bocca.

“Scippi, furti d’auto, estorsioni e furberie varie nei confronti del povero turista di turno sono pane quotidiano come si evince anche da molti siti internet esteri – denuncia Tudisco – che sconsigliano Catania come meta e dalle decine di denunce quotidiane sporte presso la Questura ed il comando dei Carabinieri”.

“Che la criminalità – continua Tudisco –  ed il degrado siano dilaganti nei confronti dei turisti lo testimonia anche il gesto degli uomini delle forze dell’ordine che hanno deciso – di tasca propria- di creare una brochure in diverse lingue per aiutare il turista ad evitare brutte sorprese. Un quadro desolante se si considera che Catania ha come reale e – forse unica- prospettiva di reddito il Turismo. Gli uomini delle forze dell’ordine devono essere implementati per recuperare legalità nella città evitando episodi di tal fatta che macchiano il nome di Catania e che si diffondono a macchia d’olio in tutto il mondo. Chiediamo al Prefetto ed al Sindaco Bianco, – si legge ancora – che ricordiamo è stato anche Ministro dell’Interno e che dunque ben conosce questa realtà, di intervenire con un adeguato dispiegamento di forze perché non possiamo davvero permetterci che vinca la delinquenza e che i turisti ricordino la nostra Città solo per tali gesti.

Inoltre nel denunciare tale situazione peraltro risaltata alla stampa internazionale attraverso l’articolo su “ Le Parisienne” e non solo, il nostro sindacato – aggiunge il presidente della Fipet – si interroga sulle misure adottate dalle Istituzioni per salvaguardare la reputazione catanese

La nostra provincia non riesce ad essere competitiva rispetto ad altre realtà, non si riesce a creare un flusso turistico costante ed offrire servizi all’altezza di una Città europea – dato che ci vantiamo di essere tale- per questo chiediamo all’amministrazione – conclude Tudisco – di conoscere la destinazione dei fondi relativi alla tassa di soggiorno pagata dai turisti poiché a detta del D.L 23/2011 il gettito derivante da tale imposta dovrebbe essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali , speriamo infatti che l’assessore Orazio Licandro voglia aderire alla nostra richiesta di informazioni e delucidare la cittadinanza e gli operatori commerciali sulle iniziative intraprese in tal senso”.

 

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