Forza Italia, il futuro incerto e il laboratorio siciliano - Live Sicilia

Forza Italia, il futuro incerto e il laboratorio siciliano

In attesa di capire chi sarà il successore di Silvio Berlusconi e se il partito reggerà alla scomparsa del suo leader, una delle poche certezze è che in Sicilia qualcosa si sta muovendo.
LO SCENARIO
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PALERMO – Il futuro di Forza Italia è un nuovo capitolo tutto ancora da scrivere. In attesa di capire chi sarà il successore di Silvio Berlusconi e se il partito reggerà alla scomparsa del suo leader, una delle poche certezze è che in Sicilia qualcosa si sta muovendo. Complici le elezioni Europee del prossimo giugno sembrerebbe profilarsi il tentativo di mettere su un laboratorio centrista. 

La stella polare è il Partito Popolare Europeo che nel panorama del centrodestra vede soltanto Forza Italia all’interno della compagine. Un fatto che rende comunque attrattivo il partito siciliano che potrebbe diventare il perno di un’alleanza con gli uomini di Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo e Saverio Romano. 

Del resto, il nuovo corso del partito siciliano si è dato questa mission in tempi non sospetti (secondo il mantra dell’apertura al mondo moderato) e ha stretto da mesi un patto con il mondo che fa riferimento a un altro democristiano doc, Salvatore Cardinale. Un esperimento siciliano che vedrebbe la propria guida in Renato Schifani. Uno schema messo nero su bianco da Totò Cuffaro. 

Un patto fra centristi “per raggiungere il 30% in Sicilia e il 10% a Roma riequilibrando il peso di Fratelli d’Italia e Lega”. “E’ Schifani il leader della composizione che io immagino. Spero che faccia il leader di quest’area, non dentro ma accanto a FdI”, ha dichiarato al GdS quantificando l’operazione anche in termini di punti percentuale. “Possiamo raggiungere il 30% in Sicilia e il 10% a Roma”, ha detto l’ex presidente della Regione che nei fatti prova a tirare la volata di Renato Schifani. Non è un mistero, del resto, che il presidente sta giocando una partita nazionale per affermarsi nell’olimpo della nuova Forza Italia riaffermando il peso della classe dirigente del Sud. 

Una guerra di posizione il cui esito dipenderà dai nuovi assetti nazionali (reggerà l’asse Tajani-Fascina o scenderà in campo Marina Berlusconi?) per recuperare lo slancio dopo che è sfumata la nomina di coordinatore del Sud Italia sulla quale il governatore aveva puntato le sue fiches. 

Nei prossimi giorni si rimescoleranno le carte e si dovrà arginare la possibile emorragia di transfughi anche se l’orientamento che sembra prevalere in casa meloniana è di congelare i passaggi di ex azzurri almeno fino alle Europee. Anche perché Fratelli d’Italia necessità di un appiglio con il Ppe per mettere in campo il sodalizio tra popolari e conservatori che potrebbe stravolgere i tradizionali equilibri di Bruxelles.  


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