Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Bravo Marco , preciso e puntuale. Speriamo solo che non rimanga un avvertimento. Mario
Onestamente…
Con tutto il rispetto, non è che ci voleva l’On. Forzese, o qualcun altro, per dire che vanno pulite le caditoie con la TASK FORCE.
Di TASK FORCE ne ho viste passare, da funzionario tecnico del Comune, una quantità infinita… che poi hanno dato risultato per lo più uguale a… ZERO!
Bisogna TOGLIERE lo stipendio a dirigenti e funzionari… quando non raggiungono l’obiettivo.
E se lo raggiungono lo devono mantenere per almeno TRE ANNI.
O tutto va a catafascio…
Un saluto a tutte e a tutti.
Si, bravo davvero; proprio i suggerimenti da esperti mancavano, visto che per pulire le caditoie, oltre che i vigili del fuoco, possiamo invitare la marina l’esercito e l’aeronautica, e continuiamo a lasciar poltrire e pascere in cattività tutti i poltronisti e gli amministratori che certa politicanza conosce benissimo e che ha contribuito e contribuisce ancora a regnare.