Indagati eccellenti per la frana di Niscemi, le reazioni della politica

Frana di Niscemi, indagati eccellenti: le reazioni della politica

Niscemi
I commenti dopo la notizia giunta da Gela
L'INCHIESTA
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PALERMO – Tredici indagati per la frana di Niscemi e tra questi anche gli ultimi quattro presidenti della Regione. La prima reazione politica arriva dal fondatore di Controcorrente e deputato all’Ars Ismaele La Vardera. “Sono stato uno dei pochi a dire chiaramente che la frana di Niscemi potesse avere responsabilità della politica – dice -. Ora la magistratura dovrà accertare se sia così, ma i documenti che abbiamo diffuso, il Pai primo tra tutti, sono inequivocabili”.

La Vardera: “Chi ha sbagliato faccia i conti con la giustizia”

La Vardera poi prosegue: “Dopo che ho recuperato quel documento, la politica ha cominciato a scaricare la responsabilità a cascata e per fortuna la Procura è intervenuta. Ora chi ha sbagliato dovrà fare i conti con la giustizia. La posizione più grave a mio avviso è quella di Musumeci che oggi ricopre anche l’incarico di ministro, forse dovrebbe fare passo indietro”.

Galvagno (FdI): “Rinnovo ogni stima ai presidenti”

“La vicenda relativa alla frana di Niscemi, che ha scosso non poco tutta la comunità siciliana, è complessa ed articolata nel tempo e sarà anche questa indagine della magistratura a confermare la buona condotta, nei rispettivi anni di amministrazione, dei presidenti della Regione di cui ho potuto constatare la correttezza sia durante la mia esperienza parlamentare sia da libero cittadino ed ai quali, oggi, rinnovo ogni stima”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno.

Assenza (FdI): “Servirà a fare chiarezza”

“L’inchiesta sulla frana di Niscemi servirà in ogni caso a fare chiarezza, accertando eventuali responsabilità ma anche certificando il buon operato di chi, invece, si è concretamente impegnato contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei rischi”. Lo afferma Giorgio Assenza, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia.
“Il presidente Renato Schifani ha già sottolineato di avere operato sempre con correttezza e senso delle istituzioni e noi siamo convinti che saprà dimostrare la propria estraneità alle accuse. Riteniamo che lo stesso farà anche il suo predecessore Nello Musumeci di cui ben conosciamo le doti di ottimo e scrupoloso amministratore – aggiunge – Più in generale auspichiamo che ciò avvenga anche per gli altri ex presidenti della Regione e pure per i direttori e funzionari di cui apprezziamo le competenze tecniche e l’abnegazione nello svolgimento del proprio lavoro”.

Bonelli: “Atto d’accusa alla politica”

Sugli sviluppi dell’inchiesta della procura di Gela interviene anche il deputato di Avs e leader di Europa verde Angelo Bonelli. “La notizia che tra gli indagati per la frana di Niscemi ci siano i presidenti della Regione siciliana che si sono succeduti dal 2010 al 2026 è un atto di accusa alla politica che, in questi decenni, ha dimenticato le vere priorità del Paese”, afferma. “Non è sciatteria, ma una grave incapacità da parte di chi ha governato, non investendo nella difesa dal rischio idrogeologico e affidando il destino delle persone alla sorte, come in una roulette russa”, aggiunge Bonelli.

“A Niscemi la frana e la sua pericolosità erano note da anni e, nonostante questo, non si è fatto nulla – ancora Bonelli -. A partire da chi ha avuto responsabilità dirette, come l’attuale ministro Musumeci, che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Giorgia Meloni lo ha voluto alla Protezione civile, un ministro che, da presidente di Regione ha approvato il condono edilizio e non è stato in grado di utilizzare i fondi del Pnrr per mettere in sicurezza Niscemi”.

E ancora: “Durante la gestione Musumeci-Schifani, su 1,2 miliardi di euro destinati al dissesto idrogeologico, solo 400 milioni sono stati utilizzati. Questo è il dato che racconta più di ogni parola il fallimento di una classe dirigente”. Secondo Bonelli “Musumeci e Schifani devono dimettersi, non per aver ricevuto un avviso di garanzia, ma perché si sono dimostrati inadeguati e incapaci di svolgere funzioni pubbliche così delicate”. Bonelli si rivolge infine alla premier Giorgia Meloni: “Come può essere ministro della Protezione civile chi, da presidente di Regione, aveva sul proprio tavolo una relazione che segnalava i gravi rischi della frana di Niscemi e non ha fatto nulla?”. 

Falcone: “Solidale con Schifani e i tre ex presidenti”

“Abbiamo appreso con stupore dell’iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e dei suoi predecessori, nell’inchiesta relativa alla frana di Niscemi. Senza entrare nel merito delle contestazioni e con il massimo rispetto del lavoro della magistratura, credo che il presidente Schifani, il ministro Musumeci e gli ex presidenti coinvolti sapranno dimostrare l’assenza di qualsiasi negligenza o omissione volontaria. Esprimo vicinanza umana e istituzionale, auspicando che il lavoro degli inquirenti possa procedere con rapidità e chiarezza, nell’interesse di tutti e soprattutto dei cittadini di Niscemi”. Lo dichiara l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione FI al Parlamento europeo.

Di Paola (M5s): “La giustizia faccia il suo corso”

“Apprendiamo dalla stampa del fascicolo aperto per disastro colposo sulla frana di Niscemi dal procuratore di Gela. Ribadendo la nostra più completa fiducia nella magistratura, auspichiamo che la giustizia faccia presto il suo corso, facendo piena luce sui punti oscuri della vicenda. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi”. Lo afferma il coordinatore regionale del M5s all’Ars, Nuccio Di Paola.

Montalto e Giambrone (Avs): “Gli ex presidenti sono stati a guardare”

“I presidenti della Regione e i responsabili della Protezione civile della Sicilia dal 2010 a oggi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Gela per la frana di Niscemi e per tutto quello che non hanno fatto in questi anni per evitarla. Per tutti l’accusa è disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. A fronte di un finanziamento di più di dieci milioni di euro – probabilmente rimasti nelle casse della Regione – nulla è stato fatto e ora migliaia di persone hanno perso tutto”. Lo dicono Pierpaolo Montalto, segretario regionale Sinistra Italiana-Avs, e Fabio Giambrone, portavoce regionale Europa Verde-Avs.
“Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani, tutti indagati per essere stati a guardare mentre a Niscemi si consumava una tragedia. Fin dal 1997, era infatti chiaro cosa stesse accadendo e quale sarebbe stato l’epilogo, eppure niente è stato fatto – aggiungono – Le denunce, gli appelli, persino i progetti operativi della Protezione civile e le relazioni dei tecnici non sono serviti a nulla. Le procure faranno il proprio lavoro, le indagini chiariranno le responsabilità penali, ma quelle politiche sono enormi, incontestabili e sotto gli occhi di tutte e tutti”.
Per Avs “l’intera classe dirigente che ha governato la Sicilia negli ultimi decenni ha la totale responsabilità del disastro di Niscemi e delle vite distrutte di migliaia di cittadine e cittadini”. “È arrivato il momento che le siciliane e i siciliani facciano piazza pulita di questo ceto politico inetto e corrotto – concludono – la nostra regione, con il suo territorio bellissimo ma complesso, ha bisogno di attenzione, cura e competenze per sanare storiche criticità e affrontare le nuove sfide urgenti che i mutamenti climatici ci impongono”.

Barbagallo (Pd): “Musumeci si interroghi sull’opportunità di restare”

“Per settimane, dopo la frana di Niscemi, abbiamo dovuto sorbirci le ‘lezioncine’, abbastanza supponenti ed arroganti, del ministro Musumeci e del capo della protezione civile siciliana, Salvo Cocina che bacchettavano i sindaci ed alludevano a specifiche omissioni e responsabilità da parte degli Enti locali. Oggi però, dall’alto della sua esperienza, Musumeci dovrebbe interrogarsi sull’opportunità di continuare a restare ministro della Protezione Civile, essendo indagato per una ipotesi di reato, commesso quando era Presidente della regione siciliana ma che è anche una materia di competenza del ministero di cui è a capo ”. Lo ha dichiarato ai cronisti a margine del dibattito alla Camera sul Dl Maltempo, il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo.

Morfino (M5s): “Musumeci e Schifani si dimettano”

“A Niscemi non c’è solo una frana. C’è il risultato di anni di scelte sbagliate, di silenzi, di responsabilità mai assunte. Oggi emergono indagini che coinvolgono anche Nello Musumeci, Ministro per la protezione civile, e Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia. E allora una domanda diventa inevitabile: dov’era chi doveva controllare mentre il territorio cedeva e i cittadini restavano esposti al rischio?”. Così in un post su Facebook la deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo M5s in commissione Ambiente.

“Qui non parliamo di fatalità, ma di prevenzione che non c’è stata, di interventi mai fatti, di un territorio lasciato solo – aggiunge -. Ed è sempre così. Finché non succede qualcosa, tutto viene rimandato. Poi, quando accade, si cercano giustificazioni. Ma i cittadini di Niscemi non hanno bisogno di giustificazioni. Hanno diritto alla sicurezza, a risposte, alla verità. Chi ha responsabilità istituzionali non può voltarsi dall’altra parte, né aspettare che sia la magistratura a fare chiarezza al posto della politica. Perché governare significa assumersi responsabilità, sempre, anche quando è scomodo. E oggi il punto è uno solo. Se emergono responsabilità, devono esserci conseguenze. Musumeci e Schifani si dimettano per rispetto di un territorio fragile, di una comunità che chiede ascolto, di chi vive ogni giorno con la paura che la terra, sotto i piedi, possa cedere ancora”.

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