Falcone: 'Limiti del Frecciabianca non possono offuscare risultati raggiunti'

Falcone: ‘Limiti del Frecciabianca non possono offuscare risultati raggiunti’

Commenti

    Che fa, parliamo d’altro?

    MA DOVE VIVE QUEST’INDIVIDUO SUL PIANETA PAPALIA? I RISULTATI RAGGIUNTI…..

    Ma quali risultati ad AGRIGENTO Boooo

    Signor Falcone, ma si rende conto delle sciocchezze (la parola corretta è un’altra, ma c’è la censura) che dice??? Ma la conosce la situazione delle rete ferroviaria siciliana??Ha mai viaggiato in treno??? E a proposito dei trasporti, le pare normale che ci vogliono più di dieci anni per rifare 60 (SEssanta!!!) km della Palermo Agrigento ancora immobilizzata? Ma la percorre l’autostrada Palermo catania dove sono di più i km in corsia unica che in corsie normali?? Con tutte le gallerie lunghe ad una corsia?
    Ma ce l’ha la dignità di stare zitto?? Altrimenti se ne stia OGNI GIORNO nei cantieRi A LAVORARE!!!

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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