PALERMO – Furono arrestati e sospesi dal lavoro. Ora sono stati assolti dalla terza sezione penale del Tribunale. Rosario Zummo, responsabile dell’area tecnica ed amministrativa del patrimonio dello Iacp, e il funzionario Mario Palumbo, non commisero alcuna induzione indebita per ottenere soldi da un imprenditore edile. Rischiavano sette anni di carcere.
La denuncia si sgretola
Ed è stata proprio la denuncia dell’imprenditore a non reggere al vaglio del collegio presieduto da Fabrizio Lo Forte. Si era aggiudicato una commessa in via Gino Zappa, nel rione Zen, nell’ambito del cosiddetto “Bando periferie”. Raccontò di avere ricevuto la proposta: spartirsi 70.000 euro con i funzionari dello Iacp fingendo di fare i lavori.
L’incontro al bar con i funzionari Iacp
Quindi fece da agente provocatore e registrò un incontro con i funzionari dell’Istituto autonomo case popolari dentro un bar vicino alla Camera di commercio. La registrazione doveva essere la prova chiave ed invece non c’era alcun riferimento esplicito ai lavori. “Non poteva esserci perché non c’era stato alcun accordo illecito”, hanno spiegato gli avvocati Fabrizio Biondo e Maurilio Panci.
Altro che lavori fantasma
Decisiva è stata un’altra prova della difesa. I lavori che si era aggiudicato l’imprenditore ammontavano a 20 mila euro, cifra nettamente inferiore ai 70 mila della fantomatica spartizione illecita. Perché si sarebbe inventato questa storia? Forse per via dei controlli da parte dei funzionari dello Iacp che avevano fatto emergere delle inadempienze da parte dell’imprenditore.
C’è un terzo imputato giudicato in un altro processo. La Corte di appello di Palermo aveva confermato la condanna a due anni inflitta al geometra Roberto Federico, anche lui presente all’incontro al bar. La Cassazione ha però annullato il verdetto e si sta celebrando un nuovo processo d’appello.

