Gay Pride, non facciamo | la guerra tra poveri - Live Sicilia

Gay Pride, non facciamo | la guerra tra poveri

Il nostro modello di pensiero politico è questo: anche se noi siamo vittime di discriminazioni, non dimentichiamo mai che precari, disoccupati, migranti, donne, giovani senza futuro stanno male quanto e più di noi.

Le idee
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Dopo la partecipatissima conferenza stampa di sabato 16 marzo al Teatro Massimo, dedicata al lancio ufficiale del Pride Nazionale di Palermo, era ovvio che a raccogliere attenzione e curiosità sarebbe stata soprattutto la divertente foto del Sindaco Orlando col boa rosa. E che quindi la maggior parte dei commenti di lettori e lettrici si sarebbe concentrata sulla partecipazione delle Istituzioni al Pride. Sempre, purtroppo, con la solita solfa offensiva: “Perchè, con tutti i problemi che ci sono in città, il Sindaco si occupa di gay e lesbiche e trans? Perchè con tutti i disoccupati, i poveri, i problemi della Gesip le Istituzioni comunali e regionali si interessano al Pride?”.

Potrei far notare quanto questi commenti siano ricchi di crudeltà e di disprezzo verso i problemi di una comunità priva di Diritti e costantemente discriminata, secondo il classico stile della guerra tra poveri; basato sul principio che il mio nemico non è chi sta meglio di me, bensì solo chi sta male come me o peggio di me. Ma non lo faccio, perchè preferisco evidenziare un altro aspetto. Noi gay e lesbiche e trans che costruiamo il Pride di Palermo abbiamo sempre accolto le rivendicazioni di tutti i soggetti discriminati e/o offesi. Il nostro modello di pensiero politico è questo: anche se noi siamo vittime di discriminazioni, non dimentichiamo mai che precari, disoccupati, migranti, donne, giovani senza futuro stanno male quanto e più di noi. E chiamiamo tutte/i loro accanto a noi affinché chi presta attenzione al Pride senta anche la loro voce.

Noi ricordiamo che esistono anche le vite degli altri; e non ci poniamo mai con l’arroganza di chiedere “perchè con tutti i problemi che affliggono le persone gay e lesbiche e trans le Istituzioni si occupano sempre e solo degli altri?”. Ecco, e lo dico senza alcuna modestia, mi piacerebbe che chi insulta Sindaci e Presidenti, quando per un attimo si ricordano che oltre a precari e disoccupati e migranti esistono anche le persone Lgbt, avesse il cuore e l’umiltà di imparare un po’ da noi e dalla nostra capacità di ascolto e di inclusione.

*(Portavoce Coordinamento Palermo Pride)


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