Gemelli era al Senato |il giorno dell'emendamento

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Palazzo Madama:l'imprenditore presente la mattina, discussione nel pomeriggio. Renzi risponde al M5S.

Il caso trivelle
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1 min di lettura

ROMA – “A seguito di verifiche sugli accessi ai Palazzi, risulta che Gianluca Gemelli era presente in Senato il giorno 27 novembre 2014 in mattinata. I lavori della 1a Commissione – Affari costituzionali si sono svolti nel pomeriggio. Si ricorda che durante lo svolgimento delle sedute non è comunque consentita la presenza di persone estranee all’interno delle aule delle Commissioni”. E’ quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del Senato. Il Fatto quotidiano aveva scritto che il giorno in cui si discuteva l’emendamento su Tempa Rossa Gemelli fosse a Palazzo Madama. Gemelli è l’imprenditore siracusano compagno della ministra dimissionaria Federica Guidi, coinvolto nell’indagine della procura di Potenza, che sta mettendo sotto pressione mediatica il governo. Oggi il ministro Graziano Delrio in un’intervista, tra l’altro ha negato che Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria, abbia sponsorizzato presso di lui la conferma di Alberto Cozzo come commissario straordinario dell’autorità portuale di Augusta, circostanza raccontata nelle intercettazioni da uno degli indagati. Il ministro ha anche detto di pretendere la verità su un presunto caso di dossieraggio ai suoi danni. Intanto, il Movimento 5 Stelle hiede al capo dello Stato di fermare il voto sulla riforma costituzionale, o almeno farlo slittare a dopo il voto sulle mozioni di sfiducia al governo Renzi depositate in relazione alla vicenda “Trivellopoli”. Dura la replica di Matteo Renzi ai pentastellati: “Capite con chi abbiamo a che fare? Sono semplicemente incredibili menzogne. Loro pensano che basti ridirle perché gli italiani ci credano. Ma non è così: gli italiani sanno riconoscere chi fa teatrini e chi fa politica. Solo che noi dovremo ogni giorno dire e ribadire che quella non è la verità. Dovremo chiedere che quando arriveranno i processi per le loro incredibili e squallide accuse, loro rinuncino alle immunità parlamentari per essere giudicati, da cittadini come amano essere chiamati”.

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