CATANIA – Per la Procura il fascicolo sulla presunta “gettonopoli” al Comune di Catania va archiviato. La pm Magda Guarnaccia oggi lo ha ribadito in aula al presidente del Gip Nunzio Sarpietro nel corso dell’udienza fissata per decidere sull’inchiesta che vede indagati consiglieri comunali e segretari comunali per i reati a vario titolo di truffa, peculato e falso in atto pubblico. Il collegio difensivo si è unito alla richiesta della Procura chiedendo al giudice di procedere con l’archiviazione dell’indagine.
Il Presidente Sarpietro ha invitato gli avvocati a depositare memoria difensiva o un’integrazione a quella già inoltrata alla cancelleria dell’ufficio Gip entro il termine di 15 giorni. Inoltre ha disposto l’invio del verbale di udienza al Comune di Catania, riconosciuto come parte offesa nel procedimento.
La decisione del presidente Sarpietro potrebbe arrivare tra fine novembre e inizio dicembre: tre sono le ipotesi possibili. Il Gip potrebbe inviare gli atti al pm ordinando un’integrazione investigativa, archiviare o disporre l’imputazione coatta per gli indagati. La prima opzione, però, è la più improbabile visto che già la prima richiesta di archiviazione era stata rigettata: il Gip in quella fase aveva ordinato al pm non solo un supplemendo di indagine ma anche l’iscrizione nel registro degli indagati dei consiglieri comunali e dei segretari.
L’inchiesta è stata aperta “d’ufficio” dalla magistratura catanese a seguito della pubblicazione di un articolo che raccontava di una conferenza stampa convocata dal Moviemento 5 Stelle per denunciare “anomalie” e “stranezze” sulle presenze dei consiglieri comunali tra il 2014 e il 2015. Il fatto che la denuncia sia prima stata indirizzata alla stampa avrebbe – secondo la Procura – non permesso di poter avviare significativi accertamenti di tipo tecnico che potessero accertare le contestazioni ipotizzate dai pentastellati.
Quasi tutto il consiglio comunale è stato iscritto nel registro degli indagati. Sebastiano Anastasi, il presidente della VI commissione Ludovico Balsamo, Andrea Barresi (difeso dall’avvocato Daniele Napoli), Santi Bosco e Giuseppe Catalano i primi del lungo elenco. Sono difesi dagli avvocati Vanessa Belfiore e Lucino La Terra Albanelli i quattro consiglieri comunali Carmelo Coppolino, Agatino Lanzafame, Maurizio Mirenda e Salvatore Spadaro. Completano la lista Michele Failla (presidente II commissione), Rosario Gelsomino (presidente IV commissione), Salvatore Giuffrida (presidente VII commissione), Agatino Lombardo (presidente X commissione), Antonino Manara, Erika Marco (presidente VIII commissione), Giovanni Marletta, Ausilia Mastrandrea, Alessandro Messina, Giuseppe Musumeci, Carmelo Nicotra, Niccolò Notarbartolo (presidente V commissione), Vincenzo Parisi (presidente I commissione), Riccardo Pellegrino, Alessandro Porto, Elena Ragusa (presidente XII commissione), Francesco Saglimbene, Ersilia Saverino, Carmelo Sgroi, Carmelo Sofia (presidente III commissione), Massimo Tempio, Salvatore Tomarchio (presidente IX commissione), Francesco Trichini, Agatino Tringale, Elisabetta Vanin, Antonino Vullo, Lanfranco Zappalà (presidente XI commissione).
I segretari comunali coinvolti nel caso sono: Piera Caruso, Vittorio Canzonieri, Daniela Catalano, Salvatore Distefano, Sebastiana Ferrara, Maria Emanuela Furnò, Marcello Gasparini, Giuseppe Germenia, Flavio Giuffrida, Francesca Impellizzeri, Stefano Leone, Maria Assunta Marino, Antonio Marotta, Luigia Pettinato, Nunzia Piazzi, Emanuela Pirrone, Giuseppe Raciti, Giuseppa Rigaglia, Giuseppa Sottile e Rosalba Sottile. Tra gli avvocati del collegio difensivo dei segretari comunali Francesco Navarria e Claudio Galletta.

