Gli “ascari” e le incognite in aula: Musumeci e il peso dei partiti

Gli “ascari” e le incognite in aula: Musumeci e il peso dei partiti

Commenti

    I 5 eletti nel M5S ed ora approdati alla corte di Musumeci saranno una delle cause della rottura insanabile di questo governo tenuto ancora in piedi dalla forza del mastice del potere….
    Se ci sarà una presa di coscienza, da parte degli addetti ai lavori, sulla intelligente proposta di Carmelo Lopapa per la ricostruzione della politica in Sicilia per la salvezza di una Terra offesa giornalmente da camaleonti famelici di potere credo che qualcosa di buono potrebbe venirne fuori.
    Anche Musumeci si è rivelato un flop per il Popolo siciliano è ciò lo dimostra come la demagogia e la sete di potere prevalgono fino al punto, ad esempio, che Tancredi possa collaborare con Scilla e Foti con Scavone…..

    Se quelli della maggioranza li chiama “ascari”, gli ultimi propostisi alla sua corte li dovrà chiamare, considerata la calura, “ascaretti”.

    Ho dimenticato di aggiungere: che figura – il resto lo lascio all’ovvietà – …questi ascaretti dell’ultima ora

    Avventurieri in cerca della pagnotta consentita da elettorato quiestante

    LA VALIGIA PRONTA HAI….. LA DESTRA BOCCERA’ LA TUA CANDIDATURA IO SONO IL PRIMO A NON VOTARTI , TI DEVONO VOTARE I TUOI ALLEATI DI SINISTRA ……

    Musumeci sarà ricordato soltanto perché ha fatto sistemare l’entrata dell’edificio della Presidenza della Regione. Il resto è nulla.

    Ma chi bella sistemata!!! Sembra il giardino della casa del boss delle cerimonie! Lui e coloro che l’apprezzano occorrerebe che andaste a studiare un pò di storia dell’architettura, ivi iclusa la precedente e l’attuale Soprintendente ai BB.CC. e AA.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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