Gli insulti al "nemico" come metodo per il consenso - Live Sicilia

Gli insulti al “nemico” come metodo per il consenso

Allora, mi pongo e pongo una domanda: sono mutati i parametri per definire il valore e la credibilità di un politico?
SEMAFORO RUSSO
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Nel concordare parola per parola con l’articolo di Roberto Puglisi (“Caro ‘Scateno’, ma sei sicuro di fare la cosa giusta?) devo confessare che non sono stati gli insulti del candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca nei confronti di un giornalista, del suo giornale (rei, afferma, di diffondere notizie false a danno delle sue liste) e degli organismi rappresentativi della stampa ad attirare la mia attenzione.

Ognuno, politico o non, si qualifica secondo l’immagine di sé che vuole o può offrire alla gente. Mi ha piuttosto impressionato ciò che probabilmente sta dietro la sortita dell’ipereccitato De Luca. Sì, perché il costante (e legittimo) obiettivo dell’ex sindaco di Messina, spesso salito agli onori della cronaca per simpatiche bizzarrie di vario genere, è quello di far lievitare i consensi verso la sua candidatura e, basta leggere i numerosi commenti al famoso video in cui si viene sommersi da una valanga di volgarità indirizzate al giornalista di cui sopra, sembra riuscirci, usando senza scrupoli, è il caso di dirlo, ogni mezzo.

Allora, mi pongo e pongo una domanda: sono mutati i parametri per definire il valore e la credibilità di un politico? Io pensavo che fosse importante la limpidezza della propria storia, ciò che hai realizzato nelle istituzioni o, se neofita in politica, nella tua vita sociale e professionale; pensavo fosse importante lo stile, il garbo, insomma l’eleganza con la quale porti avanti le tue idee, proponi i tuoi argomenti, sostieni le tue ragioni, magari con fermezza, per carità, quando credi di aver subito un torto. Pensavo, anche, apoteosi della mia ingenuità, che i politici avessero il compito di indicare all’opinione pubblica, all’elettorato, dando l’esempio, i principi e i valori della nostra Costituzione, come la sacralità della libera informazione, il rispetto dell’avversario, la scelta del confronto democratico e civile, mai velenoso, evitando, al contrario, di stimolare istinti e comportamenti violenti (seppure violenza “semplicemente” verbale).

Sbagliavo. Vuoi apparire un buon politico, credibile e in grado di cambiare le cose nella terra del Gattopardo martoriata da politicanti e malapolitica? Scegli un nemico, facci sopra un video e riempilo di insulti, più pesanti sono meglio è. Sarai per il popolo il rivoluzionario che la Sicilia attendeva da decenni e potresti vincere. Facile, no?


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