Gli studenti incontrano il capitano |Angelillo e il maggiore Tocci - Live Sicilia

Gli studenti incontrano il capitano |Angelillo e il maggiore Tocci

Racket e mafia è il tema del sesto incontro del progetto “A tu per tu”, ultimo appuntamento del 2008 oggi a Villa Filippina. Protagonisti del dibattito il capitano Angelillo e il maggiore Tocci dei carabinieri, e i ragazzi del liceo classico Garibaldi. L’importanza di cooperare con le forze dell’ordine, la differenza fra il lavoro vero dei carabinieri e quello proposto dalle fiction, la correlazione fra disoccupazione e criminalità: questi gli argomenti che hanno rappresentato il fulcro della discussione.

“La parte fondamentale del nostro lavoro – ha detto Tocci – non è quella repressiva, ma la propaganda del tema legalità. Bisogna fare crescere la fiducia nelle forze dell’ordine, perchè il mancato apporto di un cittadino fa fare un passo indietro alla collettività”. Una studentessa ha chiesto se è vero che chi denuncia il pizzo per cinque anni è esentato dal pagare le tasse, a rispondere Angelillo: “Si questo ed altri incentivi, come il rimborso dei danni subiti, sono previsti dalla legge. Ma ritengo che non debba essere questa la molla che deve fare scattare la voglia di denunciare le estorsioni, è una cosa che va fatta per acquisizione di una consapevolezza e per il desiderio di cambiare lo stato delle cose. Ora si inizia a parlare anche di meccanismi sanzionatori, e io ritengo risultino più adeguati, per cui chi non denuncia il pizzo viene escluso da iniziative portate avanti dallo Stato o dalla Regione”. Altra domanda, la relazione fra disoccupazione e criminalità. “Indubbiamente – ha detto Tocci – il non riuscire a mantenersi e a sostentare la propria famiglia può essere un incentivo ad arruolarsi con i criminali, per un senso di sfiducia nelle istituzioni”. Come riconoscere un mafioso è stata un’altra curiosità degli studenti. “Il legame fra la vecchia mafia e quella nuova, i colletti bianchi per intenderci – ha detto Angelillo – , è ancora vivo. La cosa importante in questo momento è seguire le modificazioni per potere riconoscere il nemico anche in futuro”.
Il sacrificio di chi combatte la mafia è stato pure al centro del dibattito. “Io lavoro in via Perpignano, verso Boccadifalco – ha spiegato Angelillo – e diversi colleghi vivono negli alloggi della caserma con le loro famiglie,questo ritengo sia un grande sacrificio. I figli crescono in un ambiente non ottimale, le mogli sono costrette a prendere la macchina per raggiungere i supermercati, quindi condividono la propria responsabilità con le famiglie. Questo vi deve fare capire che tanta gente crede nel valore della giustizia”. Una ragazza ha chiesto poi di illustrare le differenze fra le tante fiction sulle forze dell’ordine e il loro modo effettivo di operare. “Naturalmente la realtà televisiva è falsata – ha detto Angelillo -, magari viene data più rilevanza al momento dell’arresto che alla fase investigativa e organizzativa che nella realtà necessitano di molto più tempo e attenzione”. Ad organizzare gli incontri l’Associazione culturale Villa Filippina in collaborazione con la Provincia Regionale di Palermo, il Banco di Sicilia e Sviluppo Italia Sicilia.

di Joey Borruso


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