ROMA– “Io penso che il servizio pubblico non debba avere limiti all’informazione, ma deve imporre un diverso grado di responsabilità e di serietà. Non si può banalizzare la mafia, non si ci si deve prestare a operazioni commerciali e culturali di questo tipo, e una puntata riparatoria non giustifica, anzi sembra mettere sullo stesso piano il punto di vista della mafia e quello dello Stato”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo alla Luiss in merito all’intervista di Salvo Riina a ‘Porta a Porta’.
“Anche se il conduttore dice di aver incalzato con le domande, non è riuscito ad ottenere risposte che non fossero quelle prevedibili di un mafioso figlio di un mafioso, portatore di un codice di omertà che ha dato un’eccezionale prova di forza, difendendo strenuamente gli aspetti umani di quel padre che è e deve passare alla storia come un “mostro sanguinario”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo all’università Luiss a un convegno sulla mafia.
“Quando sono andato alla Rai la liberatoria me l’hanno fatta firmare sempre prima, anche quando abbiamo fatto delle registrazioni. Ho sentito che lui ha firmato dopo aver visto il filmato” segno del “grande rispetto anche da parte della Rai. Forse aveva timore che gli fosse sfuggito qualcosa di compromettente?”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo all’università Luiss Guido Carli al convegno ‘Lotta alle mafie: ieri, oggi, domani’ in merito al fatto – raccontato dall’editore del libro di Salvo Riina – secondo il quale il figlio di Totò Riina ha firmato la liberatoria alla sua intervista a Porta a Porta dopo averla vista e ascoltata.
“Riina jr è stato reticente e omertoso, ha raccontato menzogne e ha mandato messaggi pericolosi e inquietanti senza essere contrastato dal conduttore”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia, nell’audizione ai vertici Rai, la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. “Quell’intervista – ha proseguito – ha prestato il fianco al negazionismo e al riduzionismo del fenomeno mafia, e non sappiamo se quelle parole siano indirizzate ai clan o anche minacce versoi pentiti”. La presidente dell’Antimafia ha ricordato che dopo la vicenda Casamonica (altra puntata di ‘Porta a porta’ l’estate scorsa, ndr), dalla Rai erano venute assicurazioni che qualcosa di simile non si sarebbe ripetuto. E invece ora c’e’ quest’altra vicenda. “L’annuncio della puntata riparatrice da parte della Rai è un messaggio gravissimo. Fa pensare che si possa mettere sullo stesso piano la mafia e la lotta alla mafia. Il dubbio è che il rimedio sia peggiore del danno”. Lo ha detto il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, nel corso dell’audizione dei vertici Rai.
“Abbiamo chiesto spiegazioni, perché se il presidente del Senato deve dare prima la liberatoria e Riina la dà dopo qualche spiegazione ci deve essere data. Io firmo sempre prima quando vado in tv, mai dopo. Le liberatorie si danno sempre prima perché altrimenti si lascia il pallino in mano a chi la deve firmare dopo”. Così la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, rispondendo a margine della audizione dei vertici Rai a una domanda sulla liberatoria data da Riina jr solo al termine dell’intervista con Vespa.(ANSA)

