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“Grave immagine della Sicilia”| Saguto, lo Stato chiede i danni

L'avvocatura generale: "Grave l'immagine che si è data in tema di sequestro e gestione dei beni confiscati"

IL CASO
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PALERMO – Danni patrimoniali e di immagine sono stati chiesti dall’avvocatura dello Stato, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Laspina, nel corso dell’udienza del processo sul cosiddetto Sistema Saguto, per la presidenza del consiglio, il Ministero della Giustizia, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e per la Regione.

“In questo processo è stato dimostrato che l’esercizio della giurisdizione si è tradotto in un uso distorto della funzione giurisdizionale (in violazione delle norme costituzionali) ed in una lesione dei diritti dei soggetti coinvolti dalle misure di prevenzione – ha detto Laspina – Sappiamo che ormai non c’è più nulla nei conti della famiglia Saguto ma tutte queste costituzioni di parte civile si tradurranno in azioni per la responsabilità dei magistrati che, in caso di accoglimento, saranno poste a carico della presidenza del consiglio e quindi della collettività”.

“Grave l’immagine che si è data in tema di sequestro e gestione dei beni confiscati soprattutto in un territorio come quello siciliano – ha aggiunto – Questo è stato il primo processo dove l’avvocatura generale ha dato la possibilità alle amministrazioni giudiziarie di avvalersi dell’avvocatura dello stato, questo in ragione degli interessi coinvolti e perché bisogna rieducare le aziende sottoposte ad amministrazione giudiziaria alla legalità. Per le quattro amministrazioni giudiziarie chiedo il risarcimento dei danni patrimoniali e infine mi associo alle richieste di condanna”. (ANSA)

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Commenti

    C’è un tema che i giornalisti d’inchiesta non mi pare che abbiano mai affrontato: quello della legalità, doverosa per tutti, ma imprescindibile per taluni, dell’operato di coloro che gestiscono i beni confiscati. Cioè: hanno le carte a posto, pagano il personale con criteri corretti, dicono il vero sui prodotti venduti come provenienti dai terreni confiscati? Il dubbio che vi possa essere qualche smagliatura andrebbe fugato. Dopo un’attenta verifica.

    Spero che paghino,anche con i sequestri dei beni,tutti coloro che risulteranno colpevoli x ripagare non solo l’immagine della Sicilia ma anche e soprattutto coloro che sono stati rovinati da questo ignobile sistema.

    Misteri del…. coronacinavaiurus

    Dov’era lo “Stato” quando la Saguto & C. scorazzavano alle spalle di tante aziende….! Troppo comodo, prendere le “distanze” adesso…!!!

    Qualunque sia la sentenza emerge anche un altro dato: la distanza tra il mondo della magistratura ed il mondo reale. Codesto magistrato operava in buona fede? allora non sapeva nulla delle materie e dei problemi che doveva affrontare e chi si doveva nominare per seguire l’immenso patrimonio confiscato. Se davvero colpevole di quanto accusato, allora chi l’ha scelto? Con quale procedura è stato selezionato? Il marcio sta nelle istituzioni e questo prendere le distanze dimostra solo che una volta trovato il caprio espiatorio tanti altri possono considerarsi al disopra di tale negatività.

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