"Grave immagine della Sicilia"| Saguto, lo Stato chiede i danni

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Commenti

    C’è un tema che i giornalisti d’inchiesta non mi pare che abbiano mai affrontato: quello della legalità, doverosa per tutti, ma imprescindibile per taluni, dell’operato di coloro che gestiscono i beni confiscati. Cioè: hanno le carte a posto, pagano il personale con criteri corretti, dicono il vero sui prodotti venduti come provenienti dai terreni confiscati? Il dubbio che vi possa essere qualche smagliatura andrebbe fugato. Dopo un’attenta verifica.

    Spero che paghino,anche con i sequestri dei beni,tutti coloro che risulteranno colpevoli x ripagare non solo l’immagine della Sicilia ma anche e soprattutto coloro che sono stati rovinati da questo ignobile sistema.

    Misteri del…. coronacinavaiurus

    Dov’era lo “Stato” quando la Saguto & C. scorazzavano alle spalle di tante aziende….! Troppo comodo, prendere le “distanze” adesso…!!!

    Qualunque sia la sentenza emerge anche un altro dato: la distanza tra il mondo della magistratura ed il mondo reale. Codesto magistrato operava in buona fede? allora non sapeva nulla delle materie e dei problemi che doveva affrontare e chi si doveva nominare per seguire l’immenso patrimonio confiscato. Se davvero colpevole di quanto accusato, allora chi l’ha scelto? Con quale procedura è stato selezionato? Il marcio sta nelle istituzioni e questo prendere le distanze dimostra solo che una volta trovato il caprio espiatorio tanti altri possono considerarsi al disopra di tale negatività.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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