Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Fino a pochi giorni fa erano instancabili lavoratori definiti Eroi e magari Santi.
Oggi finiscono gli instancabili, gli EROI e i SANTI!!!!!!!!!
Siamo strani veramente.
Non ci sono parole per definire questi ….sciacalli
e domani quando tutto finirà ritorneranno i tagli alla sanità , i concorsi bloccati da 20 anni,
il lavoro a progetto e a partita iva ,e i politici dalla memoria corta saranno ancora li
Purtroppo l’esasperazione del pericolo creata involontariamente dai media, per soggetti tendenzialmente vigliacchi e deboli si trasforma in ossessione di essere contagiati. È successo al vicino dell’infermiera, ma succede anche nelle aziende e negli uffici. E magari quegli stessi che hanno paura vanno con escort o hanno relazioni pericolose. Come il geloso muore cornuto, l’ossessionato andrà a finire contagiato. Dimenticavo, grazie a tutte le infermiere/i.