I medici sul bimbo morto allo Zen: | "Come prevenire certe sciagure"

I medici sul bimbo morto allo Zen: | “Come prevenire certe sciagure”

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La morte è sopravvenuta dopo le complicazioni di una crisi.

PALERMO – Soffriva di epilessia e gravi ritardi psicomotori il bambino che stamattina è stato trovato senza vita nel suo letto. A soli sei anni la sua vita è stata stroncata, come ha accertato il medico legale, dalle complicazioni di una crisi che sarebbe avvenuta durante il sonno. Una tragedia che ha gettato nello sconforto il quartiere dello Zen, sotto choc per la morte del piccolo che abitava con la sua famiglia in via Rocky Marciano. Adesso in molti si chiedono come sia stato possibile. La patologia del bambino era già stata diagnosticata da tempo ed era tenuta sotto controllo con cure specifiche e a lungo termine. Eppure è accaduto l’imprevedibile e anche l’intervento dei sanitari del 118 non è stato in grado di salvarlo.

“In realtà – spiega il direttore sanitario dell’ospedale dei Bambini, Giorgio Trizzino (nella foto) – si tratta di un caso molto raro, un episodio che provoca sgomento anche in noi medici. Purtroppo esistono morti improvvise dovute a condizioni non prevedibili, ma è possibile che una convulsione non venga riconosciuta o che siano presenti malformazioni di origine cardiovascolare. Quella che a volte può sembrare una ‘semplice’ crisi epilettica – aggiunge – può nascondere altro. Per questo è importante che gli esami diagnostici a cui i bambini vengono sottoposti siano completi”. “L’epilessia – prosegue il direttore sanitario del Di Cristina – è tra l’altro facilmente diagnosticabile, esistono sintomi oggettivamente riconoscibili, altri improvvisi che richiedono un intervento immediato. Ma in generale, ci sentiamo di poter tranquillizzare i genitori di bambini che hanno problemi di questo tipo, anche perché l’attività diagnostica di cui ormai disponiamo non lascia nulla al caso. L’importante è rivolgersi immediatamente al medico e in centri specialistici dopo i primi segnali di malessere del piccolo”.

E’ un caso diverso, invece, quello delle crisi epilettiche provocate da cause organiche. “Episodi del genere vengono gestiti in area d’emergenza – spiega il direttore del pronto soccorso dell’ospedale Civico, Massimo Geraci – e poi in Terapia intensiva. Sono crisi epilettiche “subentranti” che possono avere origine infettiva o vascolare, in seguito ad un trauma cranico o ad una emorragia, ad esempio. In generale è bene che il controllo sul paziente sia costante e che la famiglia abbia un medico specialista di riferimento in grado di valutare ogni sintomo di malessere e le crisi che, a volte, possono cessare spontaneamente”.

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