I nomi al centro del dossier |Le reazioni di alcuni consiglieri

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Il consigliere del gruppo Misto Ludovico Balsamo difende su Facebook. Così come Lanfranco Zappalà del Pd.

la reazione
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5 min di lettura

CATANIA -Rompono il silenzio alcuni consiglieri comunali dopo la pubblicazione dei nomi al centro del dossier dell’Antimafia Regionale-

LUDOVICO BALSAMO:  “Non vorrei passare per un innocente in silenzio. Per me si tratta solo ed esclusivamente di un brutale tentativo di distrarre l’opinione pubblica da fatti gravissimi. L’inefficienza e l’inutilità del governo regionale e di tutta la sua deputazione è oltre ogni ragionevole livello del buon gusto. Il parlamento regionale con il più alto costo del mondo intero si è rivelato assolutamente incapace di legiferare in favore della nostra terra ed è talmente ingiustificabile che non sanno più come distrarre la popolazione da questa realtà.

Una regione come la nostra non vede leggi in favore del turismo, dell’ agricoltura, nel settore dei rifiuti e nessuno dei 90 deputati (eccezione fatta per l’ on. Ferrandelli) trova un sussulto di dignità rinunciando a questo ruolo di attore all’ ingrasso. 16000 euro al mese per 90 deputati, spese di rappresentanza, fondi ai gruppi consiliari e svariati privilegi del tutto ingiustificabili sono stati mantenuti e consacrati da questa casta che non intende assolutamente rinunziare e per distogliere l’ attenzione non fa che tagliare altrove parlando di sprechi, privilegi, mafia e nefandezze varie ma sempre e solo degli altri.

Si sì degli altri. Chi sono questi altri di cui si parla? I famosissimi consiglieri comunali dell’isola. Quelli che con facilità si concedono ogni 2-3 mesi in pasto ai leoni. Quelli a cui la nostra democrazia ha demandato l’imprescindibile funzione ispettiva sull’operato dell’amministrazione locale. Quelli che per tutto il loro mandato girano il territorio quartiere per quartiere ascoltando ciò che il popolo ha da dire. Quelli a cui sono state tagliate le indennità 4-5 volte negli ultimi 7 anni. Quelli che al momento del voto vengono corteggiati con proposte e promesse di ogni tipo.

Quelli che magari per dignità rispondono sempre al telefono e mantengono lo stesso numero telefonico da sempre. Quelli che rappresentano l’ultima spalla su cui potersi appoggiare in un momento di disperazione in cui tutti noi siciliani ormai ci siamo ritrovati. Quelli che non chiudono la loro sede di patronato e continuano tutto l’anno a ricevere la gente ed offrire loro ascolto e servizio. Quelli che sono sempre più spesso chiamati a votare bilanci e delibere rischiose dalle varie amministrazioni e che spesso lo fanno incrociando le dita solo per non mandare in dissesto là propria città. Quelli che con un’indennità ormai irrisoria magari devono sacrificare parte del loro stipendio per mandare avanti la loro attività politica.

Quelli che quando tornano a casa spesso si ritrovano a dover giustificare alla moglie del perché continuano a impegnarsi per il bene comune gratuitamente sacrificando lavoro ed affetti. Quelli che oggi con una vergognosa approssimazione vengono etichettati come dei poco di buono amici o parenti di mafiosi sulla base di una LETTERA ANONIMA.

Ricordo a me stesso che lo strumento della lettera anonima è uno strumento proprio di chi non ha il coraggio di denunciare pubblicamente le proprie convinzioni e potrebbe anzi essere usato proprio dalla criminalità organizzata per ingenerare dubbi e confusione. Il dato più grave di tutta questa vicenda resta comunque un altro e cioè la mortificazione che la nostra magistratura subisce da tutto un sistema composto da prestigiatori, giornalisti e speculatori.

L’esigenza di far parlare degli altri da parte del parlamento regionale siciliano ha superato anche le osservazioni della procura che doveva essere l’unico attore interessato all’argomento in questione. Mi auguro che la magistratura riesca rapidamente a fare chiarezza sull’intera vicenda. In bocca al lupo a tutti i miei colleghi infangati dai giornali ai quali auguro di affrontare con serenità la gogna mediatica in cui sono stati cacciati dalla pessima gestione di un episodio legato ad una lettera anonima.

LANFRANCO ZAPPALA’:  “Stiamo molto attenti. Non posso stare in silenzio per ciò che sta accadendo al Consiglio Comunale. Certamente tutto ciò fa male alla Città ma ancor più alla politica ed alla sua credibilità. Vorrei spiegare però il mio pensiero: Quando seppi che la Commissione Regionale Antimafia accese una luce verso il Comune di Catania puntando l’attenzione su 5 Consiglieri Comunali. Fui il primo in Aula nel dire che occorreva stare attenti nel fare i nomi, ma nello stesso tempo dissi che non si poteva gettare quest’ombra su tutti senza farne. A mio giudizio occorreva solo fare una cosa: le opportune indagini andavano fatte in “gran segreto”..e poi magari una volta avuto la certezza su tutto e su tutti procedere con le giuste azioni. Oggi tutto questo non è purtroppo avvenuto. Sono stati fatti i nomi e mi dispiace vedere i miei colleghi non potersi difendere dinanzi a questi attacchi giustamente mediatici. Quello che posso dire sui mie colleghi, con cui ho condiviso anni in Consiglio , che mai, dico mai, ho visto azioni sporche o azioni verso interessi personali. Con alcuni ho anche un rapporto di vecchia amicizia avvenuta in tanti anni di Consiglio, con altri un po meno, ma mai ho visto qualcosa che si muovesse a favore del malaffare attraverso azioni portate in Aula o in Commissione. Spero che possano difendersi nelle sedi opportune e spiegare come stanno veramente le cose, ma da un lato chiedo ai giornalisti ed anche alla gente (di seria c’è ne tanta) di non infangare nessuno, di ” Stare Attenti” se non si ha prima la certezza su tutto. Certo non è un momento sereno ne tantomeno facile su molte cose, tutto ciò fa solo male ad una Città che non merita di essere come purtroppo molti sciacalli la dipingono su tutte le testate giornalistiche solo “Mafiosa”. Catania è ben altro, fatta dalla maggior parte di persone per bene che non vogliono piegarsi a questo schifo di sistema che ha fatto gia’ male, molto male a questa meravigliora Terra.”

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