I partiti pagano i propri errori | Il più grave? Sottovalutare il M5s - Live Sicilia

I partiti pagano i propri errori | Il più grave? Sottovalutare il M5s

I grillini conquistano la Sicilia e gli avversari parlano di voto di protesta. Ma l’antipolitica si è fatta politica. Al posto loro

L'EDITORIALE
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Lo stanno già derubricando come “voto di protesta”. Accrescendo così, ancora un po’, la propria distanza dalla gente. Che ha sempre votato per convinzione, per tradizione o per protesta, al netto – si intende – della fede nella clientela. Ma i partiti tradizionali e i loro dirigenti sembra non abbiano ancora compreso l’errore. Fatale, come si è rivelato in queste Politiche che segnano una cesura. Una di quelle rotture a metà tra i tempi e i fatti, che segnano i confini di un periodo.

Eppure sembra che i partiti non l’abbiano ancora capito. Bollando il successo del Movimento cinque stelle – incredibile nelle dimensioni, in Sicilia – come il frutto semplicemente del malessere sociale, della povertà e magari, già che ci siamo, dell’incultura o dei social network. L’antipolitica, come si ama definirla. Mentre la gente, ai margini della politica sta spingendo, lentamente, proprio quei partiti. Che in qualche caso cercano di inseguire i tempi come quegli uomini non più giovani che puntano, quantomeno, ad apparire “giovanili”.

Senza successo, stando a quest’ultima tornata elettorale. In Sicilia più che in altre parti. E non solo perché il “boom” pentastellato ha raggiunto dimensioni storiche: sono 54 i seggi conquistati sui 77 totali assegnati alla Sicilia. Ma anche perché quei partiti lì, quelli tradizionali, si erano illusi dopo le elezioni regionali che in fondo il pericolo fosse stato scampato. Che la marea grillina si stesse ritirando, o quantomeno arrestando, lasciando nuovamente i protagonisti di ieri, dove erano sempre stati.

Errore, errore madornale – anche per chi informa, nessuno può sottrarsi – non leggere nel risultato del Movimento cinque stelle, pochi mesi fa, i segni di qualcosa che stava montando. Errore gravissimo non comprendere che in fondo, tra Sicilia e Roma sarebbe cambiato molto, nonostante le cose fossero le stesse. Certo, a novembre la scelta del candidato governatore del centrodestra Nello Musumeci ha garantito autorevolezza e onestà sufficienti per sbarrare l’accesso di Giancarlo Cancelleri a Palazzo d’Orleans. Ma i partiti avrebbero dovuto comprendere che pochi mesi dopo la legge elettorale per le Politiche avrebbe cambiato tutto. Se si fosse votato a Roma – si ragiona ai limiti dell’assurdo, ovviamente – con la stessa legge siciliana, ci sarebbe oggi un premier di destra. E avrebbe ancora una volta assolto e ringalluzzito politici e partiti che ormai sembra abbiano poco da dire.

Ma i partiti siciliani, archiviate tra i brindisi le elezioni Regionali, hanno sottovalutato il Movimento cinque stelle. Ricominciando come se nulla fosse accaduto, con le vecchie pratiche, le solite campagne acquisti, le solite scelte compiute nei Palazzi, le solite logiche familistiche calate dentro le forze politiche, le solite facce. Le stesse forze, per intenderci, che non arrivano più ai poveri veri, a chi sta ai margini, nelle periferie. Che puntano il dito contro chi “alimenta la paura”, dimenticando di ammettere che la paura, quindi, c’è davvero. E che la “politica tradizionale” a quella paura non ha risposto con nessuna credibile rassicurazione.

Il “malessere sociale” che ha moltiplicato i consensi dei grillini al Sud non è una malattia, né un disturbo della personalità. I voti che ne sono il frutto, non sono voti di protesta, in molti casi. Perché il voto di protesta, a guardar bene, non esiste. Sono, quelli, voti politici. Genuinamente politici. Eccolo, l’errore dei partiti. Che hanno visto i loro “big”, dal lungo curriculum e dal prestigioso pedigree, cadere uno dopo l’altro, nelle sfide con “perfetti sconosciuti”, senza “nè arte né parte”, commentava qualcuno di loro. Gente che non ha mai amministrato, guidato, diretto.

Appunto.

I partiti tradizionali hanno sottovalutato proprio questo. Che la povertà, il malessere sociale, la rabbia sfogata dentro un’urna sotto forma di “ics”, è la risposta alla domanda: volete ancora chi ha amministrato, guidato, diretto in questi anni? E la risposta è stata chiara. In Sicilia, chiarissima.

È la stessa rabbia che ha affossato un Partito democratico che nell’Isola si muove, ormai, solo “di rimbalzo”, tra le liti delle correnti, i renziani e i non renziani, le goffe danze tra il sostegno diretto ai governi di Crocetta a le demonizzazione delle stesse giunte, i tentativi spesso falliti di nascondere l’ipocrisia del proprio trasformismo.

È la rabbia – che è politica – che ha gettato alle soglie della soglia il partito di Piero Grasso: per tanti, evidentemente, solo un’altra faccia di quel mondo (per carità, basta con la casta) rappresentato dal renzismo e dal Pd.

Quel mondo dei professionisti della politica che non rappresenterebbero un male in sé, se non riducessero la propria arte, solo per fare un esempio legato alle recenti vicende, in un impegno profuso nella spartizione dei collegi blindati, su cui piazzare magari gente mai vista in Sicilia.

È la stessa rabbia – che ha una natura politica – che ha spinto fuori dal parlamento nazionale i candidati siciliani del centrodestra che si cimentavano nei collegi uninominali: presidenti dell’Ars, europarlamentari, assessori regionali, deputati uscenti. Tutti sconfitti. Un 28-0 che ha il sapore di una rivincita storica, di un capovolgimento del mondo a 17 anni dal 61-0 berlusco-cuffariano. Una sconfitta dovuta probabilmente anche al fatto che lì, dove si confida ancora nelle ormai appannate capacità di un logoro e stanco leader, hanno provato a raccontare la storia del “rinnovamento” seguendo il filo delle dinastie. “Ecco i giovani di Forza Italia” raccontano da qualche mese. Sperando che nessuno si accorga che nel frattempo erano stati semplicemente sostituiti i padri – in qualche caso non più presentabili – con figli, nipoti, cugini e nuore.

E ancora parlano di “protesta”, confidando nel fatto che chi protesta, prima o poi si stancherà di farlo. E non potendo accettare il fatto che possa esistere un’antipolitica che si fa politica. Prendendo il posto loro. Nonostante gli scandali che non hanno risparmiato il Movimento, nonostante le sue contraddizioni, le sue opacità, i toni in qualche caso violenti, il giustizialismo portato fino ai limiti del diritto, le commistioni tra pubblico (il gioco democratico) e il privato (la società che ne è alla guida), le oscillazioni a volte politicamente sospette.

La gente di Sicilia ha comunque preferito questo, alla “vecchia, rassicurante politica”. E un segno, illuminante, insieme al ciclone Cinquestelle, è la crescita della Lega nell’Isola. Qui dove la politica che teme gli effetti elettorali del malessere, della povertà, della rabbia di cui è anche responsabile per incapacità o malafede, è riuscita a far attecchire persino chi sputava contro il meridionale.

Nell’attesa di conoscere la parabola leghista, intanto, la Sicilia è dei Cinquestelle. Ai quali adesso si chiede di dimostrare di essere in grado di fare. Di non essere, come dicono gli altri, solo protesta. Di far fruttare, in atti concreti, la politica che è dentro l’antipolitica. Evitando, magari, di compiere l’errore commesso dai “vecchi partiti”: sottovalutare la gente. La stessa gente che si stancherà anche di loro, se non vedrà seguire i fatti alle parole. Se vedrà tradita ancora una volta quella fiducia che qualcuno si ostina ancora a definire “protesta”.

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    Come fecero con Prodi, nel Pd facciano un’ assemblea con voto segreto per valutare l’appoggio al M5S.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

    Esattamente. Molta, troppa spocchia nei confronti dei grillini. A cominciare dalla “fondamentale” questione del congiuntivo. Più li si sfotteva, più crescevano.La stessa, identica spocchia che si ebbe nei confronti di Berlusconi nel 94.
    La spocchia in politica non ha mai pagato.
    Ennio Tinaglia

    il reddito di cittadinanza, ovvero assistenzialismo al 100%, ha fatto colpo su gran parte degli elettori anche di centrodestra.

    L’Italia non vorrebbe mai più corrotti e consociazionisti, questo è il segnale principale.
    Certo sarà difficile, molto difficile, ritrovare
    Berlinguer e Moro.

    Ottima e lucida analisi. Qualche dubbio sulla possibilità che la lezione venga capita dalla nostra prestigiosa classe politica locale.

    C’è però anche un fattore determinante.La vecchia classe politica non promette più nulla,giustamente e per paura del voto di scambio.Tu non prometti niente e io voto 5 Stelle.Siamo un popolo che vuole essere preso in giro dal politico per votarlo.Questo bisogna ammetterlo.

    L’unica cosa veloce che Di Maio deve fare è accreditare il reddito di cittadinanza a tutti coloro che l’hanno votato. Se l’accredito lo fa online (come fa tutto anche mangiare) è in tempo reale.

    Magistrale!! Complimenti Dott. Sabella
    Ha tradotto in parole il mio pensiero.

    Mi permetto di correggere tutti , I PARTITI HANNO COMMESSO IL GRAVISSIMO ERRORE DI SOTTOVLUTARE GLI ELETTORI , stesso errore che il movimento cinque stelle non deve commettere, I SICILIANI SANNO DI AVERE IN MANO UN TREMENDA ARMA IL VOTO E IL GOVERNO MUSUMECI DEVE OERARE PER LORO IN CASO CONTRARIO I SICILIANI DARANNO UN ULTERIORE DIMOSTRAZIONE DELLA LORO FORZA

    Non è più un “fenomeno improvviso” e la “pancia” c’entra poco. IL Movimento 5S è un partito che fa politica e che ha selezionato la propria classe dirigente per “occupare” elettoralmente i presidi di rappresentanza istituzionale. L’elettore ci ha detto questo e senza troppi giri di parole. LO ha fatto con piccolo ma deciso colpo di matita. Pace per chi non c’è più e che mi auguro abbia compreso definitivamente che, per dirla con Guccini, “un altro giorno è andato”. Comincia un nuovo capitolo della terza fase di questa nostra ostinata Prima Repubblica. Un nuovo ciclo dalla premessa lunga già 10 anni e che si appresta, dato l’abbassamento della media anagrafica, a reggere per almeno un altro ventennio. Smettiamo di spruzzare pregiudizi e valutiamone le azioni per quello che l’elettorato ha deciso che sono: il Partito di maggioranza. Fermo restando il diritto di ciascuno di esprimerne liberamente il gradimento!

    una vita in vacanza con il reddito di cittadinanza, rarararara………rarararara

    Notizie della Capra “persa” dal ciuffo assai mosso?

    Ah, potessimo ripetere le elezioni regionali ora…altro che Musumeci!

    Non il reddito di cittadinanza,ma la stanchezza della corruzione,dei servizi publici non funzionanti,delle tasse troppo elevate,e della politica che non cerca la media borghesia a portato alla vittoria del 5 stelle e Lega. i vecchi partiti non parlavano con la media borghesia facendola impoverire il risultato è che si è impoverito il paese a scapito di tutti. Se i partiti non collaborano e sono presuntuosi finirà la vittori assoluta di 5 stelle o ora o tra 5 anni. Alla fine Lega e Berlusconi sono opposizione farebbero meglio a governare il paese trovando accordo con il primo partito italiano.

    Se devo essere sincero, a me starebbe benissimo anche etichettare i risultati elettorali come la manifestazione di “voto di protesta” e di “antipolitica”. Mi starebbe benissimo se da parte dei politici vi fosse serietà, quella serietà per la quale ad una protesta di questa portata e ad un ricorso in massa all’antipolitica dovrebbero conseguire dimissioni altrettanto massive.

    In linea di massima, io sono d’accordo sul fatto che la “generica” cittadinanza, senza competenze specifiche, non sia in grado di giudicare l’operato di professionisti; e questo vale per avvocati, medici, ingegneri… dovrebbe valere anche per i professionisti della politica, ma qui i risultati parlano chiaro. Non occorre avere competenze specifiche per constatare la totale inadeguatezza di questa classe politica di “professionisti”; sono sufficenti le mille difficoltà (economiche, sociali occupazionali) cui dobbiamo, ormai, far fronte nel quotidiano.

    Per cui, a me sta benissimo anche il “voto di protesta”; quello che non mi sta bene è la reazione dei “professionisti” della politica al voto di protesta,

    Siamo??? Ma il voto ti contraddice, se dovessi dire chi tra i vecchi politici mi sembra affidabile, a parte qualche nome del PD, sarei, sono… orientato verso chi farà il suo secondo ed ULTIMO mandato…che ha da perdere???? Che clientelismo politico potra’ mai fare??? Vedi… non vogliamo promesse , vogliamo che il paese ci dia delle opportunita’…spostiamo il fuoco sull’Italia, costruiamo un paese che ci faccia rimanere qui … chiediamo solo di potere dare una mano al paese… e chi resta sta ancora aspettando .

    ci spero nel reddito di cittadinanza,li ho votati soprattutto anche per questo

    Questo è un punto di vista parziale. Il punto di vista completo sarebbe un altro.

    Ci sono delle risorse economiche
    C’è una crisi economica ed occupazionale

    Il politico sfrutta ambedue a scopo clientelare, per creare il suo serbatoio di voti; credo non ci sia bisogno di nominare esplicitamente categorie, cooperative, etc., vero?

    Utilizzare le medesime risorse per evitare di gettare nello sconforto (o peggio) chi ha difficoltà nell’ottenere un’occupazione, per un lavoro perso o mai avuto, oltre ad essere più giusto ed equo dal punto di vista sociale, ridurrebbe enormemente il clientelsmo, che è una delle cause del periodo terribile in cui viviamo.

    Non è “populismo”: è integrità. Almeno in teoria. Poi il fatto che faccia capolino il “populismo” nel passaggio dalla teoria al progetto pratico è un’altro discorso.

    I Partiti hanno commesso l’errore di candidare i parlamentari che non hanno mai fatto nulla per la Sicilia elenco : insolito Schifani, il solito Cascio, il solito Tantillo, il solito Scoma, la solita Prestigiacomo la neo quarantenne solita Giammanco , Il segretario della Prestigiacomo Alicata, il segretario di MIccihe. Ma non è il reddito di cittadinanza il problema è che non hanno capito capito in FI nulla , zero, Micciche non ce la fa non ce la può fare ma ci prova sempre a rovinare la Sicilia

    Se il M5S si dimostra più intelligente del CentroDestra
    e non abbocca alla polpetta avvelenata di Renzi
    (che invece il CentroDestra pare avere ingoiato …
    visti gli inutili e dannosi-per-se-stesso attacchi ai grillini)
    alle prossime Elezioni non ci sarà spazio per nessun altro
    e il Movimento arriverà oltre il 50% anche al Nord.

    Più che “Opinionista” dovresti cambiare il tuo nick in “razzista”
    questa è una delle “polpette avvelenate” sparse da Renzi
    e subito ingoiate dagli stupidi del Centro Destra.
    Ma come si fa ad accettare addirittura di Auto-Denigrarsi
    dando ragione al sempre più diffuso razzismo anti-Sud
    ben alimentato da questi anni di Crocettismo-Lombardiano-Miccichettiano?

    La verità è che i Siciliani si sono etra-rotti le palle di tutti questi politicanti
    che hanno lasciato la nostra Isola a sprofondare …
    MA QUALE REDDITO DI CITTADINANZA???
    I SICILIANI NON VOGLIONO CHE I LORO FIGLI DEBBANO EMIGRARE!

    “Prestigiosa” in senso lato … immagino
    eheheheheheehehehehehehhehhehehe

    L’unica cosa che un “Siciliano” degno di questo nome dovrebbe fare
    sarebbe quello di alzare la schiena e rendersi capace di esprimere
    un pensiero che non sia solo una squallida replica del razzismo strisciante
    che gli ultimi decenni di mala-politica hanno fatto crescere in Italia.

    Questo “Tafazzismo” da parte di chi si crede in grado di “esprimere”
    idee che manco ha fa male solo alla Sicilia … ma a quanto pare il
    masochismo in Sicilia ha degli aedpti … tutti al Bar Sport.

    La Campana d’allarme è suonata e forte!

    Musumeci lo ha capito? Spero di si … per lui e per la Sicilia.

    Miccichè lo ha capito? Sicuramente no … ma della Sicilia non gli frega niente perciò…

    “stato sociale”, vatti a leggere, visto che scrivi senza sapere, che cosa significa e come si applica il reddito di cittadinanza.

    opinionista di che? si vada a studiare in che cosa consiste e come si applica il reddito di cittadinanza.

    Continuare a dire da parte di uno come Schifani e uno come Miccihe e uno come Scoma e una come la Prestigiacomo o una come la Giammanco che i 5 stelle hanno vinto perché voto di protesta continuano solo a dimostrare che loro sono distanti anno luce da i problemi dei cittadini ed infatti non li hanno capiti e non li hanno mai risolti . Magari farsi da parte loro e candidare chi i problemi dei citati li capisci e prova a risolvere sarebbe stato meglio, Ora a casa a breve andrete a casa state sereni

    La gente del Sud ha punito l’arroganza e lo strapotere dei soliti noti, nonostante tutto però, molti di loro hanno resistito all’estinzione. Questo rappresenta certamente un grosso problema per il futuro governo. È chiaro però che ci sono due variabili dipendenti: la prima, una alleanza del vecchiume ( FI + PD) porterebbe i 5 stelle alle prossime elezioni al 60 %. La seconda è la possibilità che la Lega possa chiudere un accordo subalterno con i 5 stelle per lanciare un segnale nuovo al paese, nel contempo fagocitare la componente di FI, anche e soprattutto alla luce della breve durata del Berlusconismo.

    Anche le altre regioni meridionali hanno votato come in Sicilia perché aspettano dal 1860 la vera, concreta Unità d’Italia. Ma attenzione, chi sputava contro il Sud e contro le differenze umane continuerà a farlo perché possiede un gran fiuto e la destrezza tipica del cacciatore di voti. Noi meridionali siamo diversi, più vicini alla Grecia che alla Padania, non sentiamo alcun bisogno di sentirci vicini al razzismo.

    Avrei qualcosa da obiettare riguardo all’equazione “tu non prometti niente = io voto cinquestelle”.
    In primo luogo, il fatto che “la vecchia classe politica non promette più nulla” è un’affermazione che non ha un riscontro reale. Potrei fare decine di esempi, ma probabilmente il commento non verrebbe pubblicato; prendo allora ad esempio qualcosa di ben conosciuto, e cioè i forestali di Crocetta.

    In secondo luogo, l’equazione, oltre all’innegabile ed evidente marciume della classe politica, estenderebbe tale carenza di principi morali anche all’elettorato: “poichè io volevo qualcosa e tu non me l’hai data, io per danneggiarti voto cinquestelle”. E’ un principio speculare a quello del cartello dell’ambulatorio citato nello stupidario medico: “vi avevo indicato un candidato e non lo avete votato. D’ora in poi, in questo ambulatorio non si faranno più certificati falsi”. Ma questo è lo stupidario; mi consenta di affermare che non mi riconosco affatto in questa immagine.

    Per quel che mi riguarda, l’equazione è “io VOGLIO votare per chi non promette niente = voto cinquestelle”

    La “protesta”, se di protesta si tratta, non è contro la scomparsa del clientelismo; è contro il clientelismo

    E’ alquanto improbabile, ma dovete sperare che non si formi un asse Lega 5 stelle. Per la serie signor Robespierre si faccia da parte.

    Piragna in nome omen.

    Chi ancora parla di voto di protesta non ha ancora ben capito cosa sta succedendo.
    Cominciamo dai voti della coalizione di cdx. Forza Italia ha dimezzato i suoi consensi mentre la lega di Salvini li ha incrementati sensibilmente. Mai era successo, da quando Bossi fondò la Lega Nord, che Berlusconi venisse superato e messo in panchina. Chi vuol intendere intenda. Fratelli d’Italia non si schioda dai suoi numeri. Il PD, non perché come concezione, come pedigree dei suoi fondatori, come valori non andasse bene. Il responsabile della sua polverizzazione è uno solo e si chiama RENZI. Un ambiziosissimo bulletto toscano che ha confuso il significato di centro sinistra con il suo smisurato ego e che molto probabilmente si era iscritto al PD convinto che fosse FI. Gli unici che hanno ancora votato PD sono gli appartenenti ad una certa elite imprenditoriale, i cosiddetti “salotti buoni” delle città, gli ultimi radical chic italiani. Lontanissimi dalle periferie, riparati nei loro appartamenti di lusso preoccupati dalle oscillazioni del mercato e dallo spread. Infatti vedi chi ha vinto a Milano.
    La cartina del voto ha disegnato una nuova Italia politica. Non più nord e sud. Non più la parte che lavora e paga le tasse per i meridionali sporchi e cattivi. La nuova cartina indica L’Italia che vuole una politica liberista, perché proprietaria di tutte le migliori infrastrutture produttive nazionalie, e quindi capace di reagire alla crisi e ripartire. E il meridione, dilaniato, ridotto in miseria dalla crisi e da una classe politica cieca sorda e arrogante. Continuamente sfruttato e relegato al ruolo di ignorante zappaterra perchè così lo accontenti con poco e lo manipoli senza sforzo. Ecco cosa rappresenta il voto al Movimento 5 Stelle. Addirittura alcuni commentatori, dopo il ko elettorale, si sono risvegliati leghisti, contro l’assistenzialismo meridionale e siciliano in particolare, manca poco e accusano i 5 Stelle di voto di scambio, dimenticandosi, con la peggiore disonestà intellettuale possibile, chi ha sfornato in trent’anni forestali, formatori, PIP e quant’altro. Saluti e buon governo agli italiani.

    Il DIBATTISTA nella sua campagna elettorale, ha sempre sostenuto che in SICILIA i voti si hanno perchè ci sono delle LOGICHE. E ORA ???????

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