Idee d'impresa: |turismo relazionale - Live Sicilia

Idee d’impresa: |turismo relazionale

L'idea è quella di formare dei perfetti “padroni di casa” che conoscano profondamente il proprio territorio e lo sappiano però guardare con l’occhio e gli interessi di un viaggiatore curioso ed esigente. Un Virgilio 2.0.

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Premessa. “Potremmo vivere di turismo” è il luogo comune dei siciliani che non hanno la più lontana idea di come venga vista la Sicilia dall’esterno. Mi capita da sempre di fare da guida ad amici di altre regioni o stranieri che vengono a visitare la Sicilia o anche, più semplicemente, di predisporre per loro degli itinerari redatti in base al tempo che intendano trascorrere nell’isola, alla stagione e ai diversi gusti e interessi. Mi ha sempre colpito registrare, alla loro partenza, reazioni opposte. Quelli che assisto personalmente (prelevandoli all’aeroporto, conducendoli in auto per strade meno trafficate, portandoli in giro per monumenti seguendo percorsi particolari e scegliendo oculatamente tempi, luoghi, tragitti, ristoranti degni della licenza, ecc.) al momento della partenza, con un tantino di sincera invidia, mi dicono: “vivi in un paradiso!” Quelli che invece si avventurano per proprio conto, prima di ripartire, mi chiedono sconcertati una sola cosa: “ma come fai a vivere in quest’inferno?”

Ecco un problema/opportunità del turismo in Sicilia, tra l’inferno in cui sconsolatamente si riduce al paradiso che potrebbe invece essere grazie ad un Virgilio che ti accompagni sapientemente. La Sicilia non rientra tra le prime destinazioni in Italia del turismo di fascia alta, nonostante le innegabili potenzialità. Ciò è dovuto ai collegamenti aeroportuali, alle inadeguate strutture ricettive (in miglioramento) e soprattutto alla professionalità degli operatori (sempre abbastanza scarsa, salvo eccezioni). Come in un circolo vizioso, sappiamo attrarre -salvo poi lamentarcene- solo turismo “mordi e fuggi” oppure tentiamo una competizione, persa in partenza per via dei prezzi, con mete turistiche “low cost” (Tunisia, Croazia, Grecia, Egitto, …). Il nostro mercato potenziale andrebbe quindi riorientato verso la fascia medio-alta e il c.d. “turismo relazionale” potrebbe da subito trasformare in un’opportunità imprenditoriale ed occupazionale la situazione in cui attualmente versa l’offerta turistica di qualità, colmando, in termini di servizio, molte delle lacune di sistema lamentate.

Idea di impresa. Formare dei perfetti “padroni di casa” che conoscano profondamente il proprio territorio e lo sappiano però guardare con l’occhio e gli interessi di un viaggiatore curioso ed esigente, che parlino la sua lingua, che abbiamo grande dimestichezza con le tecnologie digitali e la navigazione in rete perché è con la rete che si pescano oggi i turisti migliori. Immagino un sito internet efficiente ed accattivante con cui cominciare a distanza la relazione con il viaggiatore prima dell’arrivo in Sicilia, rilevando gusti, interessi (natura, mare, archeologia, gastronomia, avventura, sport, cultura, shopping, ecc.), budget di spesa e sapendo quindi suggerire le migliori “dritte” sulla tipologia di albergo da prenotare, i luoghi da visitare, le cose da fare, le cucine da scoprire, con la disponibilità anche ad accompagnarlo personalmente, se gradito, al di fuori dei consueti circuiti “per turisti”. Il cuore dell’impresa sarà costituito da un data base continuamente aggiornato da operatori senior, con conoscenze ed esperienza diretta su cosa si possa suggerire nel tempo (per 365 giorni l’anno) e nello spazio (tra Sicilia orientale ed occidentale, incentrandosi necessariamente sui poli aeroportuali di accesso: Palermo/Trapani e Catania). Le esigenze fondamentali sono: dove dormire, dove mangiare, cosa fare e cosa vedere. Gli operatori junior gestiranno la relazione con il viaggiatore e saranno disponibili anche ad accompagnarlo in loco. L’offerta spazierà quindi da (A) semplici consigli dispensati on-line dagli operatori junior attraverso “app” di approfondimento scaricabili per smart phone o tablet che sostanzino una vera e propria scheda tecnica (continuamente aggiornata dai senior) su un luogo, un percorso, una “dritta”, un albergo, un ristorante, un monumento, ecc. Le app avranno un costo minimo, ma saranno rivendute tante volte a parità di sforzo per la loro produzione e aggiornamento mentre l’accompagnamento verrà fatturato a tariffa oraria. (B) “Pacchetti” per viaggiatori che preferiscano delegare l’intero o parte del programma di viaggio dove il margine del servizio deriverà dalla negoziazione dei prezzi con le controparti (alberghi, servizio di noleggio di veicoli con conducente, ristoranti, ecc.) agendo di fatto da micro tour operator con altissima capacità di personalizzazione. (C) Servizi accessori come il noleggio, per la durata della permanenza in Sicilia, di un tablet (es. Ipad) con scheda SIM domestica, contenuti e utilità precaricate di interesse del viaggiatore: si pensi, oltre a notizie storiche, culturali, ecc., ad un e-book come “Il Gattopardo” nella lingua del viaggiatore (magari un indiano o un brasiliano) o ad un film ispirato ad altra opera letteraria siciliana (se disponessimo poi di una decente banda larga dopo tanti soldi pubblici buttati in spese inutili, ma questa è un’altra storia…).

Ulteriori dettagli. Una scelta di campo auspicabile sarebbe quella dell’assenza di conflitti di interesse: si viene pagati solo dal cliente in modo da assicurare la massima indipendenza di giudizio su quanto si suggerisce. Il profilo del Virgilio in questione è giovane, dinamico, con attitudini relazionali e, necessariamente, poliglotta: dovrebbe esprimere il meglio del senso dell’ospitalità e della cortesia, tipica della cultura siciliana anche di fronte al cliente più esigente. Un profilo adatto per attitudini potrebbe essere rappresentato da chi è orientato all’insegnamento, ma anche agli sport o ai percorsi più avventurosi. I contenuti multimediali personalizzati potrebbero essere prodotti o acquistati da società specializzate come la palermitana InformAmuse, start up del Consorzio Arca. Tali contenuti potrebbero poi essere riversati in un CD/DVD oppure in una pagina on-line come “souvenir” utile al passaparola sul servizio offerto, integrati magari da foto geolocalizzate scattate dal viaggiatore stesso. Il profilo dell’operatore senior è invece sicuramente più maturo, con esperienza e competenza su cosa dovrebbe offrire un albergo 5 stelle o un ristorante di qualità, tale da poter documentare attraverso foto e annotazioni puntuali la scheda tecnica da riversare nelle app. Non si tratterebbe infatti di riportare l’intera offerta turistica siciliana, bensì di farne un’attenta e motivata selezione secondo precisi criteri (es. hotel di charme, grandi hotel, hotel per famiglie, sul mare, ecc.) suscettibili di promozioni e retrocessioni. La reputazione di un servizio in rete si conquista così.

Sinergie di mercato. Oltre che con i partner tecnologici sui contenuti, il servizio in questione presenta una naturale sinergia con i villas operator che selezionano case vacanza di particolare fascino per una tipologia di viaggiatori che amano calarsi pienamente nello stile di vita siciliano e per i quali si appronterebbero di fatto quei servizi tipici del concierge degli alberghi di lusso. Se disponessimo poi un vero turismo congressuale (servirebbe un centro congressi, ma anche questa è un’altra storia), tale servizio sarebbe particolarmente adatto alla permanenza di familiari e accompagnatori.

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    La prossima idea d’impresa: il teletrasporto. mi raccomando…

    Ottimo, sono da sempre convinto dell’importanza di promuovere il rafforzamento e la diffusione di un ecosistema favorevole alla nascita e allo sviluppo di imprese e alla diffusione della cultura del capitale di rischio in Sicilia. Sulla base della mia esperienza personale, considero possibile questo obiettivo soprattutto favorendo una collaborazione tra le generazioni e la messa in rete di tutte le iniziative simile con le relazioni personali.

    ecco…proprio la forma di turismo relazionale che Donato Didonna descrive nel suo articolo e di cui così bene ne ipotizza l’organizzazione, è quella che le aziende agricole dell’Associazione GUSTO DI CAMPAGNA adottano dal 2008 . Gli imprenditori agicoli di Gusto di campagna utilizzano la pratica del Turismo Relazionale Integrato per far conoscere, “sul campo” e attraverso un sistema di rete, l’eccellenza dei prodotti agricoli delle loro aziende insieme al patrimonio culturale, paesaggistico, e di umanità dei nostri territori rurali, in un’offerta integrata! Partecipando al network OFFICINA DI CULTURA RURALE collegato a Gusto di campagna, si possono organizzare tutti i servizi di cui si parla nell’articolo.

    Continuiamo a pensare ai precari?

    Caro Donato,
    apprezzo molto i tuoi articoli e questo parla di un settore a me particolarmente caro, ma per portare avanti la tua ottima iniziativa legata al turismo relazionale, per me unica vera via di salvezza del turismo siciliano, bisognerebbe coordinare molte menti, molte professionalità e purtroppo, ho imparato a mie spese che la Sicilia è terra di accoglienza ma non di cooperazione, quindi, mio malgrado, dubito molto che una buona idea come la tua decollerebbe in Sicilia. Aggiungo inoltre che la ridicola legge sulle guide turistiche consente solo a chi ha regolare patentino di guida, ragione per cui se io accompagnassi dei turisti davanti alla cattedrale e dessi loro qualche informazione in merito, rischierei un verbale di 3000 € per esercizio abusivo di professione. Quindi complimenti per l’idea, ma la realizzazione concreta la vedo molto difficile.

    A parte questo, ho un sacco di idee per applicazioni di turismo, faccio molto turismo relazionale perchè ho 2 case vacanza ma non riesco a sviluppare, almeno fino ad oggi, progetti più consistenti vicini alla tua idea.

    Il problema evidenziato é reale: personalmente sarei favorevole all’abolizione del valore legale dei titoli di studio, degli albi e ordini professionali perché rischiano sempre più di favorire rendite di posizione e barriere all’accesso (se bisogna aspettare un bando ad esempio) a scapito del merito. Deve contare, più che il pezzo di carta o il distintivo, la reputazione: se cerco una guida a New York o a Parigi leggo in rete il giudizio degli utenti e scelgo quello più referenziato, competente, disponibile ed equo nel prezzo. L’attività in questione é rivolta ad un profilo medio-alto da selezionare nel grande bacino della disoccupazione intellettuale: se la Regione volesse essere veramente di aiuto al turismo di qualità (viaggiatori, non turisti) dovrebbe migliorare l’accesso alla banda larga e magari utilizzare le risorse della formazione professionale per sfornare profili adatti al turismo relazionale.

    Questo progetto -esattamente in questi termini- l’ha strutturato Leonardo Urbani divulgandolo senza alcuna gelosia al punto che adesso, dieci anni dopo, sembri una novità…

    Di turismo relazionale, definizione ormai comune anche nei documenti di marketing territoriale, il prof. Urbani che conosco e stimo, è stato sicuramente tra i primi a farne uso. Definizione a parte, rivendico -da siciliano d’adozione- una pratica di ospitalità almeno trentennale ispirata a tale visione mentre l’idea di impresa in questione è incentrata sull’utilizzo di app per comuni tablet e smart phone con cui non credo che il prof. Urbani abbia molta dimestichezza. In comune con il prof. condivido l’importanza della gratuità delle idee perché il loro scambio ci arricchisce e perché vengano fatte proprie da chi abbia voglia di metterle in pratica che è la cosa che più conta. Alla società siciliana serve fare, non già accontentarsi di dire o di aver detto!

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