PALERMO – Soldi del gruppo per finanziare il partito. Secondo i magistrati, durante il mandato da capogruppo Mpa Nicola D’Agostino avrebbe violato la legge sul finanziamento ai partiti: con i fondi dell’Ars, infatti, sarebbero stati pagati l’affitto e della manutenzione della sede regionale dell’Mpa nella centralissima via Libertà (più di 24 mila euro), più altri contributi al partito per convegni e manifestazioni per un totale di oltre 12 mila euro.
L’accusa, però, è anche di peculato. Secondo gli inquirenti, infatti, D’Agostino e il consulente del lavoro Raimondo Sciascia, indagato con lui, avrebbero versato indennità o rimborsi “di troppo” ai dipendenti Lorenzo Cascio, Pietro Galluccio, Giuseppe Greco, Salvatore Messina, Giuseppe Pellegrino, Maurizio Pitarresi e Davide Satariano. A D’Agostino, inoltre, sono stati contestati i rimborsi concessi a Ivan Trovato e Antonino Doria e la quindicesima mensilità versata a Francesco Ballarò, Giovanni Cacioppo e Agostino Fragapane. Nell’elenco delle accuse, passato in rassegna nel dettaglio nel numero di “S” in edicola, anche l’acquisto di un Blackberry 9900, una cena istituzionale del gruppo con un conto da 1.120 euro e un rimborso spese carburante da 1.500 euro per un’auto del gruppo.

