Il caso Ciancio a Catania | Ordine dei giornalisti parte civile

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Il Consiglio dell'Ordine ha presentato al gup del tribunale etneo la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento che vede imputato di concorso in associazione mafiosa il direttore-editore del quotidiano 'La Sicilia'.

PALERMO – Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha presentato al Gup del Tribunale di Catania la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento che vede imputato di concorso in associazione mafiosa il direttore-editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. “Tale scelta, operata nell’assoluto rispetto del principio della presunzione di non colpevolezza – si legge in una nota dell’Ordine – mira a tutelare la categoria dei giornalisti siciliani, il decoro e il prestigio dell’Ordine e la dignità personale e professionale dei dipendenti della Sicilia e del gruppo editoriale guidato da Ciancio, fortemente lesi dalle gravissime imputazioni addebitate al loro direttore-editore. Questo perché i direttori dei quotidiani hanno un fondamentale ruolo di garanzia e di cerniera tra l’Ordine e gli iscritti, nell’ottica e con l’obiettivo del rispetto delle norme di legge, deontologiche, disciplinari e contrattuali”.

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia sottolinea che “è da sempre impegnato nella lotta contro la mafia, anche nel ricordo degli otto colleghi assassinati da Cosa nostra”. “Auguriamo al collega Ciancio – conclude la nota – di poter dimostrare di non essersi messo a disposizione dell’associazione criminale o di singoli suoi rappresentanti, mediando con esponenti della politica e della pubblica amministrazione. Ma fino a quando la contestazione sarà questa, noi non potremo che stare dalla parte processuale opposta alla sua, a tutela anche dei giornalisti suoi dipendenti, estranei alle contestazioni dei magistrati e capaci di fare sempre il proprio dovere”. Ad assistere l’Ordine di Sicilia è l’avvocato Dario Pastore, del Foro di Catania.

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