PALERMO – Una sentenza destinata a incidere nel panorama economico e amministrativo di Palermo.
Il Consiglio di giustizia amministrativa, presieduto da Ermanno de Francisco, ha annullato alcuni articoli fondamentali del cosiddetto “Regolamento antievasione” adottato nel 2019 dalla giunta Orlando.
Cosa prevede il regolamento comunale
Il regolamento comunale, adottato sulla base dell’art. 15-ter del D.L. 34/2019 prevede, in presenza di presunte irregolarità tributarie anche superiori a 1.000 euro, che le imprese vengano prima sospese e poi private definitivamente delle licenze.
Il Cga, ribaltando il giudizio del Tar, ha ritenuto illegittimo il regolamento, stabilendo che il “Decreto Crescita” adottato dal governo Renzi, sulla scorta del quale l’ex sindaco Orlando aveva approvato il regolamento antievasione, consente solo di non concedere nuove licenze ma non può determinare la sospensione o la revoca di attività già autorizzate.
Ciò comporta la “violazione del principio di irretroattività delle norme regolamentari”, la “introduzione di sanzioni atipiche e sproporzionate, lesive della libertà d’impresa”; il “difetto di istruttoria, con mancata considerazione di pagamenti effettuati o situazioni in via di regolarizzazione”.
Il Cga ha inoltre chiarito che i regolamenti comunali non possono trasformarsi in strumenti di pressione indiretta. Gli effetti sono immediati: l’annullamento degli articoli del regolamento fa cadere sospensioni e revoche delle licenze.
Il ricorso di un’impresa
Tra i casi più significativi, quello di un’impresa alberghiera assistita dagli avvocati Giovanni Puntarello e Riccardo Costa dallo Studio Legalit, che aveva subito prima la sospensione e poi la cessazione dell’attività: provvedimenti oggi annullati. Numerose imprese possono tornare operative.
L’impresa alberghiera ha già annunciato un’azione di risarcimento danni nei confronti del Comune di Palermo per il periodo di chiusura forzata, con possibili ricadute anche per altri operatori economici colpiti da analoghi provvedimenti.
Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite.
I legali: “Messa la parola fine ad una brutta pagina di storia amministrativa”
“È stata messa la parola fine ad una brutta pagina di storia amministrativa del comune di Palermo: l’amministrazione comunale non può pensare di incrementare le entrate tributarie impendendo a commercianti ed imprenditori di continuare a lavorare – spiega l’avvocato Puntarello – poiché l’effetto del regolamento annullato ha finito per essere diametralmente opposto a quello che si prefiggeva di perseguire”.

