Il consiglio dice sì alla Reset| Nasce la società 'salva-Gesip'

Il consiglio dice sì alla Reset| Nasce la società ‘salva-Gesip’

Ieri sera Sala delle Lapidi ha approvato lo statuto della nuova azienda al termine di una seduta lampo. Soddisfazione del sindaco. Numerosi i rilievi critici dei revisori dei conti.

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PALERMO – E’ nata ufficialmente la Reset, la nuova società consortile attraverso cui Palazzo delle Aquile che metterà in comune con Rap e Sispi alcuni servizi come la gestione del canile municipale, la manutenzione degli edifici, la pulizia delle spiagge, la cura del verde anomalo ma anche portierato, pulizia degli uffici, cimiteri, trasporto disabili e città dei ragazzi. In pratica, in buona parte, le competenze che una volta erano della Gesip, che viene così mandata definitivamente in soffitta: i 1.570 dipendenti rimasti, fino a dicembre 2014 in Cig e in servizio al Comune, verranno suddivisi in due gruppi. Una prima tranche di 950 entrerà in Reset dal 2 gennaio, il resto rimarrà sotto ammortizzatori sociali per 5 mesi per poi trasferirsi nella consortile.

Ieri il consiglio comunale, con una seduta praticamente lampo, poco meno di due ore, ha approvato lo statuto che adesso passerà dal notaio e consentirà l’accensione di un mutuo da 3 milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti per aumentare il capitale sociale, per ora fermo a 1. Altri 29 milioni (23,7 senza iva) serviranno per personale (22,3 milioni nel 2015, 26,6 nel 2016 e 27 nel 2017), spese varie e investimenti. Un voto senza alcun patema d’animo: dopo la relazione (assai critica) del Revisori dei Conti, giunta nel pomeriggio, le commissioni hanno espresso parere, i capigruppo si sono incontrati col sindaco e il centrosinistra si è chiuso in conclave. Cominciata poco prima delle 20 con la relazione del sindaco Orlando, la seduta è terminata intorno alle 21.30.

Praticamente un tour de force, con le opposizioni che non si sono stracciate le vesti: alla fine i sì sono stati 27 (tra cui Idv, Leva democratica, Mimmo Russo e Giuseppe Federico di Forza Italia), 6 astenuti del Pd e nessun contrario. Insomma, Sala delle Lapidi approva senza se e senza ma (appena un emendamento tecnico e due ordini del giorno) il piano di Leoluca Orlando per Gesip, confermando un sostegno all’azione dell’amministrazione praticamente trasversale e senza alternative. Il Comune potrà contare, quindi, su una nuova azienda, anche se consortile, che di fatto si somma a Rap, Sispi, Amat, Amap e Amg.

E adesso cosa accadrà? L’amministrazione dovrà praticamente correre: c’è, oltre al mutuo, da approvare in consiglio comunale il contratto di servizio di Reset (il consiglio sarà convocato il 22, 23, 29 e 30), strappare la nuova Cig al ministero del Lavoro e firmare i contratti dei dipendenti. Tutto entro il 31 dicembre, termine entro il quale bisognerà discutere con i sindacati del monte ore, di livelli e anzianità e nominare presidente e cda. Poi bisognerà applicare i 150 pensionamenti nelle aziende (400 fino al 2017), mandando a riposo obbligatoriamente chi ha maturato i requisiti grazie all’accordo raggiunto con i sindacati, condizione necessaria per far quadrare i conti e garantire a 950 dipendenti, da subito, 900 euro al mese netti più gli assegni familiari per tutti. Se le partite di risparmio Iva e Irap andranno in porto, si potranno anche aumentare le ore. Gli altri 620 dovrebbero rientrare dal primo giugno, sempre che qualcuno non decida di andare via prima approfittando dei decreti delegati del Jobs Act.

Tutto liscio? Non proprio. I revisori dei conti (solo Cosimo Aiello e Antonino Mineo, perché manca la firma di Germana Greco così come sul piano assunzioni), infatti, non hanno mancato di evidenziare numerose criticità: l’iter normativo non è di immediato raccordo, né di univoca interpretazione, inoltre l’affidamento diretto di servizi può avvenire solo con società a capitale interamente pubblico (cosa che Reset non è, visto che il 2% va a due partecipate). Inoltre i tagli previsti da Cottarelli, sebbene ancora non codificati in leggi, vanno in tutt’altra direzione e limitano di molto la possibilità di creare nuove Gesip. I revisori non hanno espresso parere sulla congruità dei costi, visto che manca ancora il contratto di servizio, e hanno evidenziato che non si capisce ancora che impatto avrà la cessione di rami d’azienda di Gesip e Gesip servizi. E come se non bastasse, auspicano un piano di trasferimento dei lavoratori in altre aziende (che ancora non c’è) e sottolineano come non si evidenzi l’impatto sulla spesa del personale del Comune (che, grazie anche alle altre assunzioni, aumenterà di quasi 40 milioni l’anno), né sul rispetto del Patto di Stabilità. Infine i revisori si dicono assai scettici sulla possibilità di risparmiare su iva e Irap e anche per le altre partecipate di affidare nuovi servizi alla Reset, visto che quelli esternalizzati sono regolati da contratti con terzi che, in caso di rescissione, potrebbero fare causa.

Insomma, secondo i revisori i soldi previsti potrebbero essere meno del previsto mettendo così a rischio gli altri 620 dipendenti che dovrebbero passare dal primo giugno, anche se il sindaco ha più volte rassicurato che le ipotesi iva (per la quale serve ancora il via libera dell’Agenzia delle entrate) e Irap non intaccano l’equilibrio finanziario del piano che si poggia sui pensionamenti. Inoltre la Reset dovrà essere una società pubblica a tutti gli effetti, con tutti gli obblighi normativi che ne conseguono.

In questo modo si avvia alla soluzione la tormentata vicenda Gesip, l’azienda nata nel 2000 con il commissario Guglielmo Serio e i cui lavoratori da oltre due anni sono in cassa integrazione. Una vertenza che ha pesantemente segnato questa prima metà di sindacatura Orlando, che sul successo del suo piano si gioca moltissimo.

LE REAZIONI

“Dopo le ruberie, il fallimento e lo sfascio di Amia è nata la Rap, salvaguardando i lavoratori e dando vita ad una azienda sana che sta rendendo e renderà servizi sempre più efficienti – dice il sindaco Orlando – dopo le ruberie, l’insolvenza e lo sfascio di Gesip è nata la Reset che salva i livelli occupazionali e che può e deve divenire una azienda di respiro metropolitano per rendere servizi essenziali ed efficienti per la vivibilità delle città. Un’altra buona pratica, ormai modello in campo nazionale, di come sia possibile uscire dal tunnel della mala amministrazione. Vi è ancora molto da fare, ma adesso anche per Palermo e per Reset si apre una stagione di difficoltà ma anche di prospettiva positiva, in un Paese dove ruberie e mala amministrazione – a cominciare dalla Capitale- producono licenziamenti e disservizi”.

“Con la costituzione della Reset – dice Pierpaolo La Commare del Mov139 – si segna una importante tappa del processo di riorganizzazione delle partecipate, puntando alla razionalizzazione di costi e servizi in ottica area metropolitana. Va evidenziato che fin dall’inizio della questione ormai ex Gesip, l’amministrazione si è presentata a tutti i tavoli di concertazione regionali e nazionali avendo chiaro il percorso pluriennale che avrebbe portato alla soluzione della vertenza. In un Paese in cui troppo spesso ci si presenta a Roma limitandosi a dire “aiutateci, non sappiamo come fare”, bisogna sottolineare questa “best practice” del comune di Palermo che sta facendo giurisprudenza in Italia fungendo da modello per molti comuni. Un ringraziamento particolare al consiglio e alle sigle sindacali che hanno accompagnato questo processo, ma soprattutto ai lavoratori per i sacrifici che hanno fatto e che hanno reso possibile tutto questo “.

“Si tratta di un atto che abbiamo votato convintamente per due motivi – dicono i consiglieri Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti – la messa in sicurezza di 950 lavoratori e delle loro famiglie, che da oltre due anni pagano gli errori dei politici del passato, e il fatto che si tratti di un percorso che tende, alla lunga, a internalizzare molti dei servizi che le partecipate oggi affidano a terzi consentendo notevoli risparmi. Sono stati approvati all’unanimità anche due ordini del giorno, da noi sottoscritti e presentati, che impegnano l’ amministrazione a redigere un piano industriale nell’ottica di rendere servizi migliori alla città e a equiparare questi lavoratori a quelli delle altre partecipate, in un futuro quanto più breve possibile. Idv si dimostra così, ancora una volta, a fianco del sindaco Orlando nell’attuazione del programma elettorale per il bene della città”. “Il centrodestra è uscito dall’Aula, a eccezione di Federico e Russo, lasciando al centrosinistra la responsabilità di votare – dice Occhipinti – anche se il Pd si è astenuto: in poche parole, la maggioranza uscita dalle urne si è ritrovata compatta”.

“Forza Italia vota sì alla Reset – dice il capogruppo Giulio Tantillo – per salvaguardare quei lavoratori che da due anni vivono con l’incubo e l’incertezza del futuro, soprattutto per le loro famiglie. Abbiamo mantenuto l’impegno di non opporci sui grandi problemi con ricadute sul lavoro quali Rap e Gesip, per consentire al sindaco di lavorare con serenità. Rimangono sulla nuova società alcune ombre, basti pensare che non tutti i lavoratori entreranno nella consortile ma solo 950. Quindi il nostro impegno sarà costante finché tutti i lavoratori saranno garantiti. Saremo vigili su criteri di scelta del personale della prima fase, i criteri devono essere certi e uguali per tutti, senza ingerenze. La politica ha garantito i lavoratori, ma il disco verde lo darà la città e questo avverrà se i servizi funzioneranno. I cittadini chiedono una Palermo in cui si respiri la gioia del vivere… molto si dovrà ancora fare, ma iniziamo così”.

“L’approvazione della nuova società consortile Reset rappresenta un atto dovuto per il mantenimento in servizio dei lavoratori Gesip che hanno sofferto lunghi mesi di incertezze e apre la possibilità di uno sviluppo positivo anche per la riorganizzazione delle partecipate – dice in una nota il gruppo del Pd – il Partito Democratico ha sempre mantenuto la presenza in Aula garantendo il numero legale per tutto l’arco dell’importante seduta, anche se ha scelto la linea dell’astensione in relazione ad alcuni profili di incertezza presenti nella delibera . Ci auguriamo che questo sia il primo passo di vera garanzia per i lavoratori e per una riorganizzazione della qualità dei servizi ai cittadini”.

“Altro che resettare Palermo, con la nuova consortile il sindaco Orlando ha dichiarato il game over per i cittadini che saranno costretti a pagare con le proprie tasse un altro carrozzone in cambio dei soliti scadenti servizi”. Lo dice il consigliere del Pd Sandro Leonardi, commentando l’approvazione da parte del consiglio comunale della consortile Reset. “Sono preoccupato per tutti i lavoratori del Comune e delle partecipate, e finanche per gli stessi lavoratori Gesip – conclude Leonardi – perché il piano non ha la necessaria sostenibilità finanziaria”.

“E’ con estremo rammarico che evidenziamo gli incresciosi episodi verificatosi ieri presso l’Aula Consiliare – dice il segretario Ugl terziario Salvo Barone – probabilmente il Presidente del consiglio non conosce nella sua interezza le norme inserite nel Regolamento del Consiglio Comunale in merito alla partecipazione pubblica alle sedute d’Aula. Forse i cittadini e i rappresentanti delle associazioni hanno molto più rispetto dell’Aula di chi dimostra di non averne. Ieri sera è stato disposto da Orlando, nella qualità di presidente pro-tempore del Consiglio Comunale, lo sgombero totale dello spazio dedicato al pubblico. Rammentiamo che gli articoli 30 e 31 del Regolamento del Consiglio consentono al Presidente di disporre dello sgombero totale dello spazio riservato al pubblico, solo nei casi più gravi, forse però stranamente i cittadini presenti avevano la pecca di stare nel totale silenzio. Oppure la gravità è rappresentata dall’essere il rappresentante sindacale dei dipendenti della Gesip? Sta di fatto che la seduta non era tecnicamente una “seduta segreta” considerando che veniva trasmessa in diretta televisiva e che è stato commesso un grave danno alla democrazia di questa Città, fra l’altro commessa dal maggiore rappresentante pro-tempore dei Consiglieri, dal quale ci aspettiamo le scuse ufficiali sia personali che per la Organizzazione Sindacale che Rappresento. In riferimento alla seduta d’Aula, è palese che trattasi di un atto formale e indispensabile per avviare l’iter previsto ma ancora da concertare tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali aziendali. Mi duole apprendere che i due Ordini del Giorno approvati all’unanimità non siano degli Emendamenti. Peccato, sarebbe stata l’opportunità per dimostrare ai lavoratori tutti che questo Consiglio Comunale per la prima volta si avvicinava alle esigenze dei lavoratori, ma come al solito si lascia alla Giunta la scelta delle posizioni da assumere, nel bene e nel male. Sarà compito delle Organizzazioni Aziendali riuscire a trovare una posizione condivisibile a tutela dei lavoratori, che qualora non dovesse raggiungersi vanificherebbe tutti i sacrifici fatti dai lavoratori fino ad oggi. Quindi nessuna soddisfazione da esprimere”.

“Grande soddisfazione – dice Piero Giannotta della Cisal – ma questo è solo il primo passo non solo per la tutela dei livelli occupazionali, ma anche per una razionalizzazione dei servizi. Speriamo si apra un nuovi capitolo in questa città, evitando sprechi. Saremo sempre disponibili al dialogo nel perseguire percorsi costruttivi”.

“Ritengo che questa soluzione, che finalmente risolve la questione relativa all’Iva consentendo un enorme risparmio di spesa, sia quella corretta, nonostante il processo di assorbimento dei lavoratori sia graduale – dice Nadia Spallitta del Mov139 – in prima battuta confluiranno infatti 950 lavoratori e solo da giugno in poi gli ulteriori 620 (mentre sono 150 quelli che hanno goduto dell’esodo incentivato). Il costo della società sarà di circa 29 milioni, con un capitale sociale iniziale di 1 milione di euro destinato ad essere incrementato di ulteriori 3 milioni previa acquisizione di un mutuo (già deliberato dal Consiglio). Auspico che alla consortile, oltre Rap e Sispi, possano aderire anche le altre società comunali, con il conseguente risparmio dell’Iva e con la razionalizzazione di alcune prestazioni offerte dalla Reset. Parliamo dei servizi di manutenzione, pulizia, custodia, vigilanza dei beni immobili, cura del verde, logistica e trasporti, supporto amministrativo e organizzativo e servizi connessi alla gestione delle aree naturali protette. Condivido la ratio del provvedimento, rivolto soprattutto a salvaguardare i livelli occupazionali e in ottemperanza a precisi obblighi di legge, idoneo altresì a garantire una condizione lavorativa stabile riconoscendo loro la dignità e diritti, valori imprescindibili e previsti anche dal nostro sistema costituzionale. Auspico, sotto il profilo economico, che la consortile sia in grado di autofinanziarsi migliorando anche la situazione retributiva dei propri dipendenti”.

La Cgil di Palermo esprime soddisfazione e apprezzamento per l’approvazione da parte del consiglio comunale della delibera finalizzata alla costituzione della società consortile Reset. “E’ un fatto positivo. Per 950 lavoratori dal primo gennaio si apre la possibilità di terminare con la cassa integrazione in deroga e di uscire dal bacino degli ammortizzatori in deroga per rientrare in un’azienda con un lavoro. Passaggio che per gli altri 620 operai ex Gesip è previsto a partire dal giugno 2015 – dichiara il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo – Auspichiamo che nella nuova azienda non si ripetano i vizi e la cattiva gestione che hanno portato al fallimento della Gesip. La Cgil chiede di essere convocata dall’amministrazione comunale per definire tipo e modalità di servizi da programmare e assegnare ai lavoratori, servizi che siano di qualità e utili per la città. Si passerà quindi al successivo passaggio, la discussione che riguarderà l’organizzazione del lavoro, con la scelta degli uomini migliori nei posti di responsabilità, per evitare i giochi di appartenenza politica che hanno caratterizzato in passato la gestione della Gesip”.

“La nascita della Reset, la società consortile che prende il posto della Gesip, rischia di trasformarsi in un grande bluff e di provocare un sempre maggiore malcontento sia tra i dipendenti che tra i cittadini palermitani”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “L’aumento delle tasse, imposto dal sindaco Orlando purtroppo con la complicità di una parte dei miei colleghi consiglieri, ha costretto i palermitani a pagare le aliquote più alte d’Italia per finanziare anche gli stipendi degli operai dell’ex società da tempo in liquidazione, provocando le giuste proteste tra chi paga regolarmente le imposte, che invece sperava di avere servizi migliori, come ad esempio strade e piazze pulite e scuole degne di una paese civile. Ma così purtroppo non sarà. Anzi, il numero degli scontenti aumenterà dopo che il sindaco ha dimezzato lo stipendio a 950 ex Gesip, mentre gli altri 620 dovranno continuare ad accontentarsi della cassa integrazione garantita dallo Stato, nella speranza che Roma non chiuda i rubinetti dei finanziamenti. Insomma, il sindaco cerca di accontentare tutti, ma ottiene l’effetto contrario. Inoltre, sorge il dubbio sui criteri in base ai quali saranno scelti i due gruppi, che da un lato potrebbero agevolare chi ha una maggiore anzianità di servizio, ma dall’altro potrebbero penalizzare chi si ritrova con una famiglia numerosa a cui non potrà assicurare un dignitoso mantenimento. Insomma, tutta l’operazione, che lo ricordo ha suscitato forti perplessità da parte dei revisori dei conti del Comune, si candida a rivelarsi l’ennesimo bluff della giunta Orlando, che scarica su tutta la cittadinanza i propri fallimenti”.

“Il primo passo è stato fatto nella approvazione della nuova società consortile Reset, attendiamo la convocazione del sindaco per concludere con un accordo positivo salvaguardando i posti di lavoro, anzianità, livelli”. Lo dicono gli rsa Gioacchino Tortorici, Giuseppe Milazzo, Umberto di Raffaele.

 


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