PALERMO – L’accusa di detenzione clandestina di un fucile non regge. Driss Mozadir è stato assolto dal Tribunale presieduto da Donatella Puleo.
È passata la linea difensiva dell’avvocato Gianluca Corsino, secondo cui non c’era prova che fosse l’imputato a possedere l’arma e soprattutto che fosse stato lui a modificarla.
L’accusa aveva chiesto quattro anni di carcere che, se fosse stata accolta, rischiava di complicare di parecchio la situazione processuale di Driss Mozadir. L’imputato, considerato legato al clan di Bagheria, fu arrestato in un blitz antimafia e condannato. Nel corso della perquisizione era saltato fuori il fucile per il quale è finito di nuovo sotto processo. Ora l’assoluzione.


