Il fuoco al posto delle pallottole: così la mafia cambia strategia

Il fuoco al posto delle pallottole: così la mafia cambia strategia

La Commissione regionale Antimafia oggi ha fatto tappa all'impianto di Kalat Ambiente devastato da un incendio.
CALTAGIRONE
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Il fuoco al posto delle pallottole. La criminalità organizzata avrebbe cambiato strategia. È questo uno degli aspetti emersi oggi pomeriggio durante l’audizione in trasferta dell’Antimafia regionale, presieduta da Claudio Fava. La Commissione ha fatto tappa nell’impianto Kalat Ambiente, recentemente devastato da un incendio. “Dobbiamo prendere atto che in Sicilia non sono i barbecue e le sterpaglie che determinano questi incendi – ha commentato Fava dopo l’audizione – siamo di fronte a un 98-99 percento di dolo nei roghi che sono scoppiati quest’estate”.

Gli interessi forti

Per il presidente potrebbero nascondersi “interessi forti e precisi”. Interessi che potrebbero essere collegati anche al fuoco scoppiato a Kalat. “Crediamo che questa sia un’esperienza virtuosa che fa paura, perché non è costruita sul principio del profitto ad ogni costo”. Per Fava è questa “la pista” che dovrebbe “seguire la procura”.

Il fuoco al posto delle pallottole

“In Sicilia si usano i roghi più delle pallottole – ha detto ancora il presidente della Commissione – quando c’è da contrastare avversari pericolosi o da sopprimere interessi e contenziosi “. E ancora: “c’è da fare una riflessione su quello che sta accadendo per esempio sul fotovoltaico: questa ricerca spasmodica di terreni da acquistare a €30.000 ad ettaro con 200 progetti già presentati alla regione Siciliana per impianti di fotovoltaico con forti finanziamenti e stanno per arrivare nell’assenza assoluta di misure che garantiscano una salvaguardia del territorio, quindi in condizione di totale anarchia normativa”.

Fava passa alle proposte: “Occorre una mappatura del territorio indicando limiti e prescrizioni precisi”.

“La politica non può girarsi dall’altra parte”

All’audizione della commissione erano presenti anche Giuseppe COmpagnone del Movimento Nuova Autonomia, Francesco Cappello del Movimento 5 Stelle e Anthony Barbagallo del Pd. 

“La politica non può voltarsi dall’altra parte: nel momento più difficile è doveroso difendere l’eccellenza siciliana del modello di raccolta e conferimento dei rifiuti. Il governo regionale metta a disposizione i fondi del Patto per il Sud per garantire il pronto rifinanziamento e la ricostruzione degli impianti”. ha detto il segretario regionale del PD Sicilia. “Esprimo fiducia e sono certo che gli inquirenti faranno luce sull’atto intimidatorio subito da Kalat Ambiente. E’ un momento difficile  – prosegue Barbagallo – quello che stiamo vivendo in Sicilia in cui si sviluppano roghi, in gran parte dolosi. Da qualche tempo a questa parte – conclude – la criminalità organizzata non spara ma appicca incendi”.


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