Piantedosi, Vannacci e la sicurezza in Sicilia

Il ministro Piantedosi e le telecamere, ma è arrivato il generale Vannacci

Matteo Piantedosi
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Le parole del ministro e le critiche
IL RACKET
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“In Prefettura a Palermo, è stata condivisa l’opportunità di procedere a una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi e si è convenuto di rafforzare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza, con l’installazione di ulteriori sessanta telecamere nell’area urbana”. Parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera.

Non ha detto solo questo il ministro, ma il passaggio citato ha sollevato più di una perplessità. Tommaso Dragotto, imprenditore con l’azienda nel mirino degli attentati, è stato diretto, secondo il suo costume: “Le sessanta telecamere annunciate per Palermo dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi? Inutili, nel caso del rogo alla nostra sede sono state riprese tre persone a volto coperto”. Obiezione inappuntabile.

Ci pare – e l’abbiamo scritto – che il governo nazionale debba chiarsi le idee su quello che sta davvero accadendo a Palermo. Serve una maggiore presenza dello Stato che sia percepita, efficace e concreta. Trattare l’emergenza come una vicenda normale di ordine pubblico sarebbe un errore fondamentale, in termini generali.

E lo sarebbe, per il centrodestra, anche dal punto di vista politico, con la conferma di una impressione, più o meno fondata, di incertezza. Tanto più che sono sbarcati, in Sicilia, nuovi soggetti politici capacissimi di fare leva sulla questione.

Per esempio, il generale Roberto Vannacci ha dichiarato, proprio a Palermo: “Quest’Isola ha dei grandissimi problemi legati alla sicurezza, al lavoro, alla scuola, alla ricerca e all’immigrazione. Questi sono i temi che, guarda caso, Futuro Nazionale sta affrontando più di ogni altro partito. Probabilmente il nostro movimento è anche, da un punto di vista sociale, l’unica novità politica del panorama italiano negli ultimi quindici anni. Ecco perché i siciliani sono così curiosi”. 

Tanti temi caldissimi. Ricordiamoci, fra tutti, la parola ‘sicurezza’. Diventerà la parola d’ordine delle prossime campagne elettorali. Bisognerà capire gli scenari e la capacità del governo di arginare una comprensibile inquietudine, con i fatti. A cascata la trama politica ne sarà certamente condizionata, in un senso o nell’altro. Ne riparleremo.

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