Il "partito Bacigalupo", |da 40 anni in Parlamento - Live Sicilia

Il “partito Bacigalupo”, |da 40 anni in Parlamento

"S", da domani in edicola già acquistabile online, ricostruisce la curiosa storia del club calcistico palermitano: da Marcello Dell'Utri a Ferdinando Latteri, alla prossima new entry al Senato Piero Grasso, la squadra ha sempre espresso almeno un parlamentare dal 1976.

Da "S", già acquistabile online
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PALERMO – Avrà anche perso Marcello Dell’Utri, ma in Parlamento ci rimane. Come del resto è sempre stato dal 1976 a oggi. La strana storia della Bacigalupo, il club calcistico balzato agli onori delle cronache perché Dell’Utri disse di avervi conosciuto Vittorio Mangano, è una vicenda a due facce: un epilogo non particolarmente glorioso sui campi di calcio – dove dopo i fasti di inizio anni Settanta, con l’approdo in quinta serie, è arrivato l’addio alle competizioni – ma una straordinaria costanza nelle aule di Camera e Senato.
Già, perché se Marcello Dell’Utri, che della squadra fu dirigente negli anni Sessanta, non è stato ricandidato, a tenere alta la bandiera della società in Parlamento ci penserà uno che quarant’anni fa fu un (non eccelso, dicono) mediano di spinta. Il suo nome è Pietro Grasso e, al di là dell’imprevidibilità del voto, scommettere sulla sua elezione è abbastanza scontato: l’ex procuratore antimafia è capolista del Pd nella lista laziale per il Senato, e quindi perché non entri a Palazzo Madama il suo partito dovrebbe fermarsi al di sotto del 3%. Improbabile.
Grasso, però, è solo il quarto parlamentare espresso dal club palermitano. Non stupisca la circostanza: la squadra, formata pescando fra i ragazzini di una delle scuole d’élite del capoluogo, il Gonzaga, fu arricchita in un secondo tempo con le giovani promesse di un’altra scuola dell’alta società, il Don Bosco. Così, a farsi allenare da un giovanissimo Zdenek Zeman, arrivarono fra gli altri Emilio Alessi, Edoardo Governale, Giuseppe Lanza di Scalea, Angelo Giglio, Gianfranco Vizzini. Fu lui, dicono, a reclutare il fratello, Carlo: l’ex ministro, a sua volta non ricandidato alle politiche di febbraio, non lasciò un grande ricordo calcistico, ma fu il primo a sbarcare in Parlamento, nel 1976, mentre gli altri cercavano di riconquistare la Promozione, l’equivalente dell’attuale Serie D, raggiunta appena qualche anno prima.
Poi in Parlamento arrivò Ferdinando Latteri: una prima volta fra il 1987 e il 1994, una seconda nel 2006. Furono in quegli anni, fra il 2006 e la morte di Latteri, quelli di massimo splendore del “partito Bacigalupo”, che addirittura arrivò ad esprimere, per due legislature, un deputato (Latteri) e due senatori (Vizzini e Dell’Utri). Ora, invece, tocca al solo Grasso. Almeno fino alla prossima discesa in campo.

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Commenti

    “Era famoso perchè, anche quando c’era fango, non si schizzava mai”
    cit. Marcello Dell’Utri da I padroni delle Città di Curzio Maltese

    Grande Bagicalupo chi parla e sparla no conosce la storia. Il Sig. marcello Dell’utri ci rimetteva soldi e tempo.

    …….non è altro che una storia della nostra Palermo, anzi di una Palermo che non c’è più ….
    La Bacicalupo…..!
    Molti dei giovani calciatori dell’epoca avevano il destino già tracciato dalle loro famiglie, o meglio famigghie!

    Alla luce del risultato conquistato e delle capacità dimostrate, avrebbero fatto meglio nel continuare il gioco del calcio…
    Perché per il resto, anche grazie a loro, Palermo e il suo gioiello più prezioso Mondello,
    Sono diventate il fantasma di loro stesse….
    È finito tutto…..anche la speranza se ne andata !!

    E per questo li ringraziamo, come si farebbe con un anziano nobile all’indomani delle elezioni per la repubblica!

    Il vostro tempo sta per scadere Ve ne accorgerete presto, torneranno i Gattopardi!
    A ridare dignità a chi la merita…….

    ma Latteri che c’entra?

    Da giovane giocai per tanti anni nella “Stella Maris” (oggi Parmonval) allora presieduta dall’Avv. Salvatore Matta, giocavo centravanti ed avevo il “vizio del goal” ed alla “Bacigalupo” di goal ne feci parecchi. Mi ricordo perfettamente del giovane dirigente Marcello Dell’Utri, una volta, alla “Stella Maris” mi dissero che la “Bacigalupo” voleva acquistarmi ma dichiarai che stavo bene dove mi trovavo. Il dirigente – Dell’Utri, allora non era ancora in politica ed in quegli anni imperversava la “DC” di Lima – Gioia – Ciancimino con la benedizione di Giulio Andreotti. Dell’Utri allora si spendeva per i giovani ed il campo si trovava nella degradata (più di oggi) zona dello “ZEN”. Sono certo che il Senatore, in questi anni e con i mille problemi che gli son caduti addosso, avrà ripensato tante volte alla “Bacigalupo” ed a quei ragazzi che allora, tolti dalla strada, strappati alla manovalanza mafiosa e tirati per i capelli dalla droga, pendevano dalle sue labbra ed in lui riponevano mille speranze e mille aspettative. Putroppo, come scrisse MIchele Pantaleone ” Chi vuole cavalcare la tigre deve tenere presente che può anche finire dissanguato dalle pulci”. Rosario Lo Cicero Madè

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