PALERMO – Non basteranno quarantotto ore. Ma il nuovo governo quasi certamente sarà pronto entro questa settimana. E il Pd ha rotto gli indugi: in giunta siederanno i big. Così, Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo si preparano a essere i nuovi assessori dell’esecutivo di Rosario Crocetta. Si aggiungeranno a Baldo Gucciardi e al confermato Alessandro Baccei. Dalla conferma di quest’ultimo è passato il “via libera” anche di Davide Faraone. L’accelerazione stavolta è reale.
Non a caso oggi il segretario regionale del Pd Fausto Raciti incontrerà a Roma il sottosegretario all’Istruzione. E lì si scioglieranno gli ultimi nodi in casa dem. Il Partito democratico confermerà i suoi sei assessori in giunta. Che verranno solo “rimodulati”. L’area dei renziani dovrebbe perdere una poltrona, quella di Vania Contrafatto, e confermare Baccei e Gucciardi. Mentre gli ex “cuperliani” potrebbero proporre, oltre ad Antonello Cracolici anche Bruno Marziano e Concetta Raia. Il resto, si vedrà.
Dalla segreteria regionale sono convinti che, una volta risolta la partita tutta interna al Pd, il governo si può ritenere quasi “cosa fatta”. E l’accordo stavolta c’è. Del resto, già il 9 novembre l’esecutivo siciliano dovrà ripresentarsi a Roma per raccogliere i primi rilievi del Ministero dell’Economia e avanzare le prime proposte di riforma per apparire credibile al governo nazionale. Perché mai come stavolta, l’economia e la politica camminano insieme. La nuova giunta, di Crocetta, fanno intendere da Roma, dovrà “accettare” le condizioni dettate dal governo Renzi sul piano dei tagli alla spesa. L’unica strada percorribile per convincere appunto Palazzo Chigi ad aprire il tavolo che, tra interventi previsti nella prossima legge di stabilità nazionale e possibili revisioni dello Statuto, dovrà consentire alla Regione di ripianare l’enorme buco da 1,4 miliardi di euro nei conti.
E la disponibilità da Roma sarebbe finalmente arrivata. Anche per questo motivo i “big” del Pd avrebbero deciso di mettere la propria faccia in questa avventura. Ovviamente con l’obiettivo di portare a termine la legislatura, e presentarsi agli elettori con una coalizione che rispecchi quella che lavorerà al “nuovo” programma dei prossimi due anni.
Una coalizione che prevede, ovviamente, un asse composto da Pd e Area popolare, la formazione composta da Udc e Ncd. E all’interno degli alfaniani la tensione è altissima. Ieri, non a caso, alcuni tra i più scettici all’ingresso in giunta (tra questi i parlamentari nazionali Bosco, Minardo e Gualdani, oltre al deputato regionale Vinciullo) si sono incontrati a Roma per provare a capire quali spiragli ci siano ancora per evitare il coinvolgimento del partito nel nuovo esecutivo. “Non si può essere solo un po’ incinta”, commenta sarcasticamente uno dei presenti all’incontro. Insomma, il gioco di Ncd, a detta anche degli stessi alfaniani, ormai è chiaro a tutti. Quindi il partito, stando ad alcuni scontenti, dovrebbe decidere: “Diciamo chiaramente se siamo dentro o siamo fuori”. Ma l’intesa ormai è in una fase molto avanzata. Alcuni deputati regionali, tra cui il capogruppo Nino D’Asero e il messinese Nino Germanà, oltre al sottosegretario Giuseppe Castiglione spingono per entrare, sebbene attraverso la soluzione “intermedia” di un tecnico d’area. Che sarebbe anche stato già individuato: si tratta del docente universitario messinese Francesco Vermiglio. Verrà indicato all’interno di Area popolare, in un terzetto che comprenderà Giovanni Pistorio e Gianluca Micciché.
Tre quarti della giunta, insomma, sarebbe quasi pronta. Anzi, qualcosa di più, visto che oltre ai sei assessori Pd e ai tre di Area popolare, si aggiunge la conferma di Mariella Lo Bello, in “quota Crocetta”. Restano quindi due posti. E qui il gioco si complica. La “schiarita” tra i renziani e l’area Raciti-Cracolici, infatti, potrebbe non essere sufficiente per convincere gli uomini di Sicilia Futura. Che usano da giorni torni assai bellicosi: “La nostra posizione – conferma oggi il coordinatore regionale Nicola D’Agostino – non cambia di un millimetro. Crocetta deve garantire un tavolo attorno al quale si discuta di un programma, deve indicare le risorse finanziarie per compiere quel programma, infine deve spiegare con chiarezza quali siano le regole per la formazione del nuovo governo”. Per farla breve, gli uomini di Totò Cardinale chiedono ancora due assessori. Una richiesta “calibrata” sulla disponibilità manifestata da Crocetta ad assegnare un assessore anche a gruppi parlamentari meno numerosi rispetto a Sicilia Futura. Una richiesta, questa, che potrebbe far saltare i conti e complicare la partita. “Siamo pronti ad andare all’opposizione”, insiste D’Agostino. E in quel caso, si libererebbero posti in giunta per gli altri movimenti. Sicilia democratica, tramite il presidente Nuccio Cusumano, ha già indicato Luisa Lantieri, mentre il Psi-Megafono che oggi si è detto “preoccupato” per i ritardi nella formazione della nuova giunta, ha proposto Giovanni Di Giacinto. Ma il ruolo di questi partiti è ancora tutto da chiarire. L’impressione è che non ci sia posto per tutti. Intanto il Pd accelera. Sono pronti i big. E già qualcuno tra i democratici assicura sottovoce: “Questa è la volta buona, entro questa settimana sarà pronto il nuovo governo”.

