Sicilia, il Pd pensa a una causa civile contro il M5s - LiveSicilia.it

Il Pd pensa a una causa civile contro il Movimento cinque stelle

Commenti

    come siete caduti in basso voi di sinistra,fortunatamente il 26 verrete asfaltati per sempre

    L’avanspettacolo del Pd continua. Intanto, “I colonizzatori delle Politiche hanno preso di mira la Sicilia.” Ma, non solo in Sicilia, verrebbe da dire. E un motivo c’è. Non sono nient’altro che proconsoli di questo o di quel capopartito senza, tuttavia, avere la responsabilità che il patrizio romano aveva nei confronti del Senato romano e degli stessi abitanti della provincia che andavano ad amministrare. Un imperio inaccettabile che soltanto in questo Stivale sfibrato, dove la democrazia è solo nominale ma non reale, succede. Non per niente, «nel ranking generale, l’Italia si piazza in 35esima posizione, con un punteggio in netto calo rispetto agli anni passati, cosa che rappresenta il peggior score fatto registrare dal Belpaese dal 2006, ossia da quando il Democracy index è stato creato per la prima volta». Stando così le cose, agli elettori liberi da impegni ideologici o di vassallaggio nei confronti di questo o di quell’onorevole molto esperto nel gioco delle tre carte, non resta che votare secondo coscienza. Ripristinando così le regole della democrazia e del rispetto deontologico. Per non parlare del grande piacere di aver mandato al macero i personaggi in questione.

    ……o dovrebbero essere i denunciati?

    Mai pensato di mettervi una maschera?

    Quando si parla del movimento 5 stelle sembra che si abbia il dente avvelenato.Mah

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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