Il Pdl Sicilia a petto in fuori: | le cose comunque cambieranno - Live Sicilia

Il Pdl Sicilia a petto in fuori: | le cose comunque cambieranno

La reazione dei miccicheiani al premier
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Qual è stato il risveglio, questa mattina, a mente serena, in casa Pdl Sicilia? Cosa dicono i vicinissimi di Gianfranco Miccichè all’indomani della lite tra i fondatori del Pdl, durante la quale è stata tirata in ballo la questione siciliana? Il capo dei berlusconiani “ribelli”, che ieri era pronto a intervenire dal palco per spiegare ai componenti della direzione nazionale le ragioni dello ”strappo” nel partito in Sicilia, oggi tace. Lui, Gianfranco, il fedelissimo di Berlusconi, l’uomo che detiene il presente del Cipe e il futuro del Partito del Sud, oggi non spende una parola, un comunicato, una riga sul suo blog. Niente. “È un momento complicato” dicono da ambienti vicini al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Così, mentre Gianfranco medita sull’incontro col premier del prossimo martedì, abbiamo chiesto ai suoi deputati in sala d’Ercole cosa pensano della bufera in casa Pdl. “Cosa si dice in casa Pdl Sicilia? Che finalmente Berlusconi si occupa della Sicilia – dice il deputato miccicheiano Francesco Mineo – Berlusconi sa di avere sempre avuto il nostro sostegno. Perché le cose comincino ad andare meglio nel Pdl regionale è necessario che cambi la guida. Io non ho mai incontrato Castiglione nella sua veste ufficiale di coordinatore. Informalmente sì, ma non sono mai stato convocato in veste ufficiale. Ad oggi, poi, qualcuno mi deve spiegare chi sono i dirigenti di questo partito. Cosa succederà dopo martedì? Io non so ancora cosa abbia deciso Gianfranco, l’unica cosa certa è che lo seguirò, qualunque sia la sua scelta”.
Ci va più cauto, invece, il capogruppo del Pdl Sicilia in Sala d’Ercole, Giulia Adamo: “Abbiamo seguito poco la vicenda – dice Adamo – siamo stati in commissione. Siamo impegnati a lavorare nell’interesse dei siciliani. Come andrà a finire martedì? Non ne ho la più pallida idea. Quello che conta, in questo momento, è avere la capacità di portare avanti un buon programma, ed è esattamente quello che stiamo facendo”.
Anche il deputato Giuseppe Nicotra concorda sull’importanza di dare priorità ai lavori d’Aula, prima  di risolvere le questioni interne al partito: “io credo – dice Nicotra – che il problema, oggi, sia risolvere la questione siciliana e approvare il bilancio e la finanziaria. Mi pare fuori luogo, in questo preciso momento, discutere le questioni interne al partito, la nostra priorità deve essere il bilancio. Sinceramente sarei per posticipare l’incontro di martedì, ma nulla toglie che possano comunque confrontarsi Gianfranco e il premier. Purché noi deputati, intanto, continuiamo a lavorare sul bilancio. Cosa succederà dopo l’incontro di martedì? Micciché potrà fare quello che vorrà, ma continuo a ritenere utile la nascita del Partito del Sud. L’appiattimento del Governo rispetto alle pressioni della Lega è sempre più evidente, serve una risposta meridionale. Che, a mio avviso, non potrà appoggiarsi a Berlusconi. Diventerebbe una sorta di tiro alla fune tra Lega e Partito del Sud. Immagino, piuttosto, larghe alleanze con Casini, Rutelli, Fini. Senza andare troppo a sinistra, per carità, niente Grillo o Di Pietro. Ma qualcosa bisogna fare. Meglio senza Berlusconi, piuttosto che con la Lega. Il comportamento di Bossi, come quello del figlio, del resto, è andato oltre ogni limite. E nessuno alza un dito per richiamarli sui loro comportamenti. È giunto il momento di dare un freno a questi signori”.
Più polemico nei confronti del Pdl “ufficiale” il deputato Giovanni Cristaudo, che precisa: “ci sono tanti interrogativi. Non si tratta di preoccupazioni, ma di domande che ci poniamo. Lo stesso Fini ha sottolineato che sarebbe opportuno che il partito si interessasse alla “questione Sicilia”. Io leggo lo scontro tra Fini e Berlusconi non tanto in termini di rottura, quanto in termini di nuova spinta al partito e di confronto. In ogni caso bisogna tenere presente che durante la direzione nazionale del Pdl è stato citato il problema Sicilia, ma non è ancora stato affrontato. È Micciché che ha creato il partito in Sicilia. Il ruolo di Gianfranco sui fondi Cipe? In politica non si vive di sole cariche, e questo Gianfranco lo sa bene. E poi, se uno ha il Cipe e non lo può usare, che se ne fa? Io mi auguro che questa crisi di partito si possa risolvere col buonsenso. E con un serio coordinamento regionale. Parliamoci chiaro: sono un deputato regionale da un anno e mezzo e non sono mai stato convocato da Castiglione per una riunione di gruppo. Questo è un coordinatore?”.


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