PALERMO – Una nuova perizia fonica potrebbe scagionare alcuni imputati, condannati in primo grado per il tentativo di omicidio dei due tamil Mohanraj Yoganathan e Naguleashworan Subramaniam che furono aggrediti a colpi di casco mentre tornavano a casa, nel quartiere Zisa, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre del 2011. Ne sono convinti gli avvocati di Vincenzo Cilona (condannato a 19 anni), Mirko Rasa e Salvatore Savignano (15 anni e mezzo ciascuno), e Massimiliano D’Alba (15 anni). Questa mattina, nel processo d’appello, è stato conferito l’incarico a un perito catanese che dovrà trascrivere quanto detto in questura da Vincenzo Di Giovanni, figlio di un boss, che ha ammesso i fatti dicendo però di essere da solo. Di Giovanni, mentre si trovava con Cilona, D’Alba e Savignano il 26 ottobre del 2011, avrebbe però detto “eramo tri (eravamo tre, ndr): io, Gaetano e Jerry”. Questa intercettazione, secondo gli avvocati, dimostrerebbe non solo che i loro assisiti sono innocenti, ma anche che ci sarebbero altri responsabili ancora liberi. Ci sarebbero, inoltre, sempre secondo i legali, anche altre frasi che in prima battuta erano risultate incomprensibili e che potrebbero affermare l’innocenza dei loro assistiti. Per lo stesso reato, Di Giovanni è stato condannato a 14 anni, in abbreviato, già confermati in appello. Omertoso il comportamento di chi avrebbe assistito al pestaggio. L’episodio, infatti, è avvenuto davanti a una panineria, i cui proprietari sono indagati per falsa testimonianza, avendo negato di aver assistito all’agguato. Stessa accusa per tre persone che quella sera chiamarono polizia e 118 e poi negarono tutto.
Una nuova perizia fonica potrebbe scagionare alcuni imputati, condannati in primo grado per il tentativo di omicidio dei due tamil Mohanraj Yoganathan e Naguleashworan Subramaniam aggrediti a colpi di casco, nel quartiere Zisa, la notte tra il 18 e il 19 ottobre 2011.
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