PALERMO – È stata una fibrillazione ventricolare a provocare la morte del ragazzo di sedici anni durante la ricreazione, sotto gli occhi dei compagni del liceo Benedetto Croce. È la forma più diffusa di aritmia cardiaca, una delle principali cause di arresto cardiaco. Il ventricolo non riesce più a pompare il sangue nelle arterie. Quale sia stata la patologia a causare la fibrillazione non è stato ancora accertato. Spesso si tratta di una cardiomiopatia. Una patologia che può anche strapparti alla vita senza darti il minimo preavviso. Nessun segnale che faccia suonare il campanello d’allarme.
La Procura ha aperto un’inchiesta e ha acquisito le cartelle cliniche della giovane vittima. Un atto dovuto, perché non si profilano ipotesi di reato. Né nella gestione medica e neppure nei soccorsi. Il procuratore aggiunto Maurizio Scalia e il sostituto Gianluca De Leo finora non hanno ritenuto opportuno disporre l’autopsia.
Una tragica fatalità, dunque. E una certezza: un ragazzo che muore quando ha ancora tutta una vita davanti e il dolore incolmabile di chi lo ha amato.
Sul fronte investigativo i dati raccolti dall’assessorato regionale alla Sanità e dalla Seus, che gestisce il servizio di ambulanze in Sicilia, sono convincenti. La telefonata al 118 è partita alle 11 e 04 di giovedì. Nel frattempo un negoziante ha fermato un altro mezzo di soccorso. Il medico e il personale a bordo hanno cercato di aiutare il ragazzo. Non c’è stato nulla da fare. Inutile è stato l’arrivo dell’ambulanza originariamente allertata e giunta in via Filippo Corazza 12 minuti dopo la chiamata.

