Il ricordo dopo l'incidente |Il murale dedicato a 'bananedda' - Live Sicilia

Il ricordo dopo l’incidente |Il murale dedicato a ‘bananedda’

Eugenio Ruscica è morto due anni fa.

il graffito
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CATANIA – Dovevano lasciare un’impronta. Un’impronta sulla città. Un monumento. E hanno deciso di fare un murale dedicato al giovane Eugenio Ruscica, morto in un incidente stradale il 28 ottobre del 2016. Era in sella al suo SH 300 quando in Corso Amedeo Duca D’Aosta si è scontrato con una Fiat Punto. Schianto fatale. Nel quartiere di San Leone, il giovanissimo era conosciuto come “bananedda”, per il nomignolo del padre Carmelo Ruscica e nipote di Giuseppe Ruscica, detto “banana”, entrambi con diversi guai giudiziari legati alla droga.

Due anni fa l’intero quartiere si era blindato per il giorno del funerale del giovane: alcuni commercianti, avevano seguito “l’invito”, ad abbassare le saracinesche. E inoltre erano stati preparati caroselli, fuochi d’artificio e magliette per dare l’ultimo saluto a “bananedda”. Un corteo bloccato sul nascere dal Questore di Catania, che all’epoca ha ordinato i funerali in forma privata. Anche dopo l’intervento del senatore del Movimento Cinque Stelle Mario Giarrusso che aveva chiesto che “il funerale di un giovane non si trasformasse nell’esibizione di forza della mafia”.

L'angolo dove sorge il Murale

“Se un giorno la velocità mi porterà via… non piangere perché io stavo sorridendo”. Recita così la frase che spicca accanto al volto del giovane raffigurato sul graffito che in questi giorni è comparso tra Corso Indipendenza e via La Marmora, nel cuore di San Leone, il quartiere dove è cresciuto Eugenio Ruscica. “Bananedda” non deve essere dimenticato. Anche nel corso delle processioni della festa di sant’Agata alcuni devoti erano spuntati con la maglietta dedicata ad Eugenio Ruscica.

Il murale dedicato a Enzo Valenti

Catania è disseminata di murales dedicati a ragazzi morti in incidenti stradali o anche uccisi. Per Enzo Valenti, il ragazzo ucciso con colpi di revolver in piazza Palestro lo scorso dicembre per una fidanzatina contesa, addirittura, ce ne sono due. Uno in via Vittorio Emanuele e un altro uguale in piazza Gassman al Villaggio Sant’Agata.

Un altro murale, nel quartiere San Giorgio, è stato cancellato alcuni anni fa dopo una precisa ordinanza del Comune di Catania. Il graffito, la cui presenza in città è stata al centro di un articolo su LiveSicilia, era dedicato al boss di San Giorgio Iano Fichera, caduto in un agguato di mafia nel 2008. Un tributo a un mafioso che doveva essere cancellato.


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Commenti

    A Catania ci sono interi territori fuori dal controllo dello Stato e San Leone è uno di quelli.

    Deleterio, tra l’altro, è il messaggio del murales, un invito a correre in moto, tanto la vita vale poco.

    Un’amministrazione comunale seria, o anche soltanto un sindaco serio, rimuoverebbe il tutto. Stiamo a vedere.

    UN GOVERNO SERIO RIPROPORREBBE UN INTERVENTO COME QUELLO DEI “VESPRI” CHE MISE I MILITARI A CONTROLLARE IL TERRITORIO.UN GOVERNO SERIO INASPRIREBBE AL LIMITE MASSIMO PREVISTO DAI TRATTATI INTERNAZIONALI E DALLE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE LE PENE PER LA ASSOCIAZIONE MAFIOSA.UN GOVERNO SERIO TOGLIEREBBE I FIGLI A CHI NON LI MANDA SCUOLA.MA NOI NON ABBIAMO UN GOVERNO SERIO.

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