PALERMO – Multato per un cartello di un metro quadrato e costretto a chiudere cinque giorni, ma salvato in extremis dalla sospensiva del Tar. Questa la vicenda che ha riguardato il distributore di benzina di via Sampolo, aperto dallo scorso agosto (dopo quattro anni di chiusura) e che si è dovuto rivolgere ai giudici amministrativi per evitare di dover abbassare la saracinesca.
“Abbiamo aperto ad agosto del 2013 – spiega il gestore Benedetto Monte – e a settembre, per incrementare gli affari, abbiamo messo sul nostro scivolo un cartello altro poco meno di un metro per dare il benvenuto ai clienti e segnalare la nuova apertura”. Cartello però non autorizzato e per il quale è quindi scattata la multa di 168 euro il 25 settembre. “Il problema però – dice Monte – è che i vigili non avevano applicato la pena accessoria, e quindi non doveva toccarmi la chiusura. Invece mi hanno notificato la chiusura per il 7 aprile e sono riuscito a ottenere uno slittamento al 28, ovvero lunedì prossimo, ma intanto il Tar ha deciso di sospendere tutto”.
Una decisione, quella del tribunale, che non è certo la prima in questo senso. “Adesso voglio che qualcuno mi risarcisca le spese – continua Monte – e che il Comune non mi chieda altre chiusure. Ringrazio l’avvocato Domenico Dolce, la dottoressa Roberta Lo Presti e il presidente di Confartigianato Nunzio Reina”.
“Ci auguriamo che venga presa in considerazione da parte del sindaco la possibilità di non far chiudere gli altri esercenti ai quali è stata notificata la chiusura – dice Reina – si tratta di provvedimenti che danneggiano enormemente un settore già profondamente intaccato dalla crisi. Tra l’altro non riteniamo giusto che per potere lavorare si debba ogni volta ricorrere al Tar, ci sono commercianti che non possono permetterselo”.

