Piaccia o non piaccia, la premier Giorgia Meloni è una leader politica di primo piano. E’ stata lei, dopo una lunga traversata, a condurre una destra impigliata nella retorica sulla strada di un pragmatismo che l’ha accompagnata al governo.
E’ stata lei a riportare al successo una coalizione che aveva bisogno di una guida carismatica e strategicamente accorta.
Un certo deprecabile nostalgismo sopravvive ancora nei riti di una comunità – la destra-destra – cresciuta un po’ alla macchia. Tuttavia, Giorgia Meloni è riuscita a cucire un vestito di stampo conservatore che – non piaccia o piaccia – rende possibile un cammino diverso, verso il futuro, non più declinabile esclusivamente al passato.
La premier, il referendum, le difficoltà
Giorgia Meloni è una leader politica alle prese con una crisi complessiva. Il tumutuoso scenario internazionale, la difficilissima convivenza con l’America del presidente Trump, le guerre e una fibrillazione continua trasformano tutti i passi in altrettante potenzali e rovinose cadute. La botta del referendum non sarà semplice da assorbire. Gli errori ci sono stati, perfino grossolani. Ed è certo che quel risultato ha cambiato molto del contesto, a non troppi mesi da parecchie elezioni.
Piaccia o non piaccia, una reazione si imponeva e si è vista a livello nazionale. Appare conseguente che il ‘vento di Giorgia’, come lo definisce confidenzialmente qualche militante tra lo speranzoso e il frastornato, abbia scosso persone e cose.
Il vento pure in Sicilia?
E in Sicilia? Ci sarà un ‘contrattacco’ pure qui? Derubrichiamo subito a mero passaggio polemico-politico le voci che spiegano come l’intoppo sul Ciclone Harry avrebbe rappresentato una ‘vendetta del governo’ per i risultati della consultazione al Sud. Complicato crederlo. Sarebbe, oltretutto, una mossa troppo stupida, da suicidio elettorale. (nella foto d’archivio, la premier in visita in Sicilia)
Citiamo, alla ribalta della notizie, la querelle del messaggino, raccontata da Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che ha dato fiato a nuove polemiche, tra Roma e Palermo.
Rimane la domanda: il ‘vento di Giorgia Meloni’ arriverà in Sicilia? Fratelli d’Italia soffre per le inchieste e gli scandali che hanno scavato vistose crepe nella baldanza del partito della premier. Il centrodestra regionale vive una fase delicatissima, caratterizzata da divisioni, polemiche e sciarre, non coperte a sufficienza dal ritornello del ‘tanto va bene’. Urge un cambio di passo, da quelle parti.
Il referendum ha dimostrato che la l’Isola concorre in modo determinante agli esiti nazionali. Il 2027 sarà, se non interverranno novità, l’anno delle Regionali e delle Politiche. La posta in palio coinvolge semplicemente tutto. Una leader non starà mai a guardare. Ecco perché viene facile pensare che quel vento – più prima che poi, in una forma o nell’altra – soffierà anche qui.
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