Meloni: "La riforma della giustizia è una questione di coraggio"

Meloni: “La riforma della giustizia è una questione di coraggio”

"Siamo gente che rispetta gli impegni presi"

ROMA – “Qui è tutta una questione di coraggio, di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile”. Così la presidente del Consiglio e leader di FdI Giorgia Meloni in chiusura della kermesse del partito per il sì al referendum sulla giustizia al Teatro Parenti di Milano. “Il coraggio di maturare le convinzioni andando nel merito nelle cose e interrogarsi oltre la cortina fumogena delle menzogne che abbiamo ascoltato”, ha aggiunto.

 “Tutti noi siamo gente che rispetta gli impegni presi e che rivendica le sue scelte. Fare la riforma della giustizia è un impegno che abbiamo preso e uno dei tantissimi che abbiamo mantenuto”.

“Perché noi la politica la concepiamo così, dando concezione pratica al concetto di responsabilità che significa rispondere a qualcuno, non a se stessi, ma agli altri e a chi ti ha affidato un mandato”, ha continuato la premier. 

“Non devo ricordare quante volte in passato gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati” a causa “dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica. Dopo decenni di rinvii e tentativi mancati – ha aggiunto – abbiamo approvato una riforma storica che affronta i principali problemi alla base del malfunzionamento della giustizia. Il compito del potere legislativo è fare leggi per correggere le storture”.

“Se la giustizia è lenta e si inceppa, le conseguenze le pagano tutti, le scelte dei magistrati impattano su tanti aspetti della nostra vita. Quello dei magistrati è un potere enorme ed è l’unico a cui non corrisponde una adeguata responsabilità – ha aggiunto -, perché se un magistrato sbaglia, non subisce alcuna conseguenza, anzi spesso avanza di carriera”.

“Prestigio della magistratura umiliato”

 “Il prestigio della magistratura è stato umiliato e compromesso dalle logiche corporative” secondo la premier Giorgia Meloni. “Il fatto che la riforma sia sostenuta da moltissimi magistrati in servizio conferma che non è contro i magistrati, ma per tutti i magistrati” ha aggiunto.

 Sulla riforma della giustizia, “abbiamo assistito all’armamentario del rischio della deriva illiberale, ma qualcosa non torna. Se si considera che la separazione delle carriere è già in vigore in 21 dei 27 paesi della Ue, io dico sono tutti in una deriva illiberale o siamo noi che siamo indietro?”.

“Chi non vuole il controllo della politica sulla magistratura voti sì”

 “C’è un eccessivo condizionamento politico” nel Csm, che “dovrebbe essere un organismo totalmente estraneo a logiche politiche. Quel condizionamento produce un meccanismo in cui si tende a privilegiare, nella scelta di chi va trasferito o no, promosso o no o sanzionato, delle logiche che non sono meritocratiche ma di appartenenza. No al controllo dalla politica sulla magistratura. No al controllo della politica sulla magistratura – ha ripetuto Meloni -. Lo dice il fronte del no e io sono d’accordo con loro, ma segnalo che allora devono votare sì”. 

Nel “sistema attuale l’appartenenza alla corrente vale più del merito. L’unica differenza in quello che introduciamo noi, è che vale solo il merito. E questo toglie alla correnti l’enorme potere che hanno non verso di noi, ma sui magistrati stessi. Ecco perché io considero che questa sia una riforma fatta per il bene di tanti magistrati capaci che nella loro carriera sono stati mortificati perché non si piegavano alla logica delle correnti” ha aggiunto. 

“Non c’è nessuna possibilità che io mi dimetta dopo il referendum”

“C’è chi dice ‘votate no contro la Meloni’, intanto non c’è nessuna possibilità che mi dimetta in nessun caso, voglio arrivare alla fine della legislatura”, ha spiegato la premier Meloni.

“Io voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro. Tra un anno, quando si andrà a votare alle politiche, avrete comunque la possibilità di mandare a casa il governo. Se votate no, vi tenete questo governo e anche una giustizia che non funziona”: così la premier Giorgia Meloni durante un evento di FdI a Milano sul sì al referendum sulla giustizia, ribadendo che non c’è nessuna possibilità che si dimetta in caso di vittoria del ‘no'”.

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