In tv il mistero del suo stipendio | E Crocetta si "impappina" di nuovo

In tv il mistero del suo stipendio | E Crocetta si “impappina” di nuovo

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A Ballarò il quesito: "Quanto guadagna il presidente?". Dalla Gruber all'Ars, tutte le versioni.

La curiosità
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6 min di lettura

PALERMO – Ieri l’ultima puntata di un film che va avanti da oltre tre anni. Il titolo della pellicola? “Quanto guadagna il presidente Crocetta”. Un giallo. Il cui ultimo episodio – per il momento – è andato in onda durante la puntata di Ballarò, su Rai tre. Gli ingredienti, tutto sommato, sempre gli stessi. Un interlocutore che “stuzzica” il governatore e la reazione furente e confusa di Crocetta. Con tanto di cifre sparse qua e là, come pezzi di un puzzle da completare.

Stavolta, a innescare la miccia è stato il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, che ha puntato il dito contro il presidente: “Lei guadagna più di Obama”. La risposta è arrivata subito, con un saltello sulla sedia della Rai. Il succo? “Guadagno 5.500 euro al mese, vada a verificare sul sito della Regione, troverà tutto”.

E alla verifica arriveremo tra un po’. Di certo c’è che questa storia dello stipendio di Crocetta è ormai vicenda che ha assunto toni a volte anche comici, da commedia degli strafalcioni. E il teatro scelto è quasi sempre la tivvù. Ma anche quello più istituzionale del parlamento siciliano.

La disperazione di Lilli Gruber

Il presidente che ama la letteratura di Pasolini e Asimov, infatti, spesso finisce per fare confusione con i numeri. Una chiarissima mancanza di chiarezza, che ubriacò, ad esempio, la povera Lilli Gruber, nello studio di La 7: “Non ho capito niente”, si arrese alla fine dell’arringa economico-finanziaria del governatore. Ed è difficile biasimare la giornalista, affranta dopo la “spiegazione” del presidente: “Io – disse Crocetta – guadagno, esattamente, 2.500 euro in più, nette, come indennità che ho autoridotto come presidente della Regione. Queste 2.500 euro, nette come indennità, io entro la fine dell’anno, appena si sarà formato questo gruzzoletto, li destinerò a delle associazioni. In totale i 19mila euro lordi che lei intende, intanto sono meno questo è sicuro, sono di meno sicuramente. 3.200 sono lordi al mese, credo che sono o 3.800 non mi ricordo bene, sono per il pagamento degli assistenti dei deputati e questi devono essere assolutamente contrattualizzati e non è più come prima. E il resto è uno stipendio, lordo, come indennità lorda da parlamentare credo che sia intorno ai 7.500 più le spese di diaria e di rimborso di missione globale. La mia differenza lorda, – precisava poi Crocetta – netta, è di 2.500 euro che io destinerò ad altro entro la fine dell’anno, e quindi è impegno che assumo qui. Per quanto riguarda i parlamentari, le ripeto, sono 7500 euro più i rimborsi giornalieri di diaria più, esattamente, l’indennità del portaborse e di altre cose che devono essere fatturate. Quindi io alla fine le dico (rivolgendosi alla Gruber) che il mio stipendio non è più…per quanto riguarda me. Non è più 7.500 euro. Non solo mi assicuro anche, pago io le spese di assicurazione che pagherò per tutta la vita”.

Alla Zanzara: “Guadagno meno di un usciere”.

E vabbè. Siamo a un vago “non più di 7.500 euro”. È già qualcosa, se si dimentica il tragitto tortuoso che ha condotto a quella cifra e che portò Crocetta anche a un duro e confuso scontro col giornalista Andrea Scanzi. E del resto, ogni volta che si parla di stipendio, ecco la magagna. Avvenne pure in seguito all’intervento del presidente alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”. In quel caso, Crocetta andò per le vie brevi: “Guadagno meno di un usciere della Regione”, disse. Scateando l’ira degli uscieri, appunto, che denunciarono stipendi tra i mille e i 1.400 euro mensili.

L’intervento “chiarificatore” all’Ars

Polemiche alle quali Crocetta provò a rispondere con un memorabile intervento a Sala d’Ercole, in occasione di una delle inutili mozioni di sfiducia presentate nei suoi confronti. E i 78 minuti di orazione furono per buona parte occupati dalla vicenda dello stipendio. “Finalmente – la trionfale introduzione del presidente – facciamo chiarezza anche di fronte al popolo siciliano, e giustizia perfino nei confronti del Parlamento”. Così, ecco l’esemplificativa descrizione del proprio stipendio: “ La mia retribuzione netta è 2500 euro in più, dopo il ribasso che io ho operato della mia indennità di presidente di 2500 euro al mese. Mi darete atto che qualche rischio – puntualizzò Crocetta – in più rispetto ai parlamentari io lo corro per cui mi sono fatto un assicurazione sulle mie responsabilità, che non sono indifferenti, che dovrò pagare per tutta la mia vita.. Quindi, giudicate se questi 2500 euro non sono assorbiti dai costi. Ma io non lo voglio dire. Guadagno 2500 euro in più al mese. Andiamo alla sostanza. L’indennità parlamentare lorda è di 10.700 mila euro”.

Tutto chiaro. Ma non finisce qui. “Dicevo, 10.700 mila euro lorde al mese. Diaria lorda, 3500 euro. Guardate che vi sto rendicontando tutto. Contributo al mio partito, 1500 euro al mese. Poi naturalmente c’è anche il Megafono, qualche spesa pure lì ci sarà, no? Visto che come dice l’onorevole Cracolici sono bigamo. Io non sono solo bigamo, sono pure poligamo. (Brusìo dai banchi dell’Aula) Posso avere il piacere di completare un argomento che, finalmente, darà anche soddisfazione a voi? Andiamo avanti. Quindi, al netto, considerato quello stipendio, diaria, indennità parlamentare, sono 7.400 euro”.

Poi, ecco le altre spese: “Per quanto riguarda i costi del rimborso del portaborse, io spendo per il compenso 1.500,00 euro, regolarmente assunto, e 606,00 euro di contributi, 475,00 euro al mese per l’affitto della mia segreteria a Gela, senza contare che la Polizia mi ha imposto, in quella segreteria, di mettere allarme, vetri anti – kalashnikov che ho fatto a spese mie e che non gravano su quelle spese. Ed impianti di video-sorveglianza, collegati con la Questura. Spese di telefono di circa 200,00 euro al mese. Ho una serie di spese per iniziative varie, ho calcolato per circa 1.000,00 euro al mese, in questi mesi, per partecipazioni a convegni, iniziative di partito o inviti in televisione che, sicuramente, non ho messo fra le missioni del presidente, ma ho pagato di tasca mia. Ho speso, come contributi documentati a iniziative politiche, 1.500,00 euro al mese. Per cui, ci sarebbe che, a fronte di 3.180,00 euro io ho speso, mediamente, in questi mesi 5.581,00 euro, cioè 2.400,00 euro in più rispetto a quello che mi si dà per il portaborse. Totale l’indennità di funzione netta è di 2.400,00 euro totale. Il mio stipendio netto è 7.495,00 euro al mese, ai quali debbo sottrarre tutte le spese che io faccio per missioni in Sicilia, per pagarmi l’affitto per stare a Palermo, perché non utilizzo l’alloggio di servizio; sicuramente, significa che quello che resta netto della mia attività sono 5.500,00 euro al mese”.

Le cifre della Regione

E ci risiamo. Ecco i 5.500 euro al mese saltati fuori anche ieri sera, durante lo “scontro” con Sallusti. “E’ così – ribadì Crocetta – vada a verificare sul sito della Regione”. Lo abbiamo fatto noi. E nella pagina dedicata a Crocetta, ecco descritti i “compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica”: 52.556 euro come “indennità di funzione annua del Presidente della Regione”, 128.460 euro come indennità parlamentare annua dell’Ars, 42 mila euro come “Diaria annuale”, 38.160 euro come “rimborso spese per esercizio di mandato”. Come si arrivi, da questi, a 5.500 euro al mese è un mistero. Che verrà svelato, chissà, nella prossima puntata.

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