Incendiati alberi alla villa comunale |Mangano: "Non ci sono parole" - Live Sicilia

Incendiati alberi alla villa comunale |Mangano: “Non ci sono parole”

Il sindaco di Paternò interviene con un comunicato sul rogo che ha danneggiato tre palme e annuncia la volontà di dare vita a un progetto per valorizzare e rendere più sicura l’area della villa comunale.

PATERNO’ – In merito all’incendio appiccato ieri sera a tre palme della villa comunale Moncada, a Paternò, il sindaco del comune etneo, Mauro Mangano, dichiara: “Come ho già detto in riferimento al furto avvenuto nella succursale del II circolo, atti del genere ci riempiono di una forte rabbia che ci dà però, allo stesso tempo, anche la forza di reagire. Non ci sono parole per commentare il gesto di chi ha deciso di dare alle fiamme gli alberi, in spregio al valore di un luogo che appartiene alla collettività – continua -, ma vorrei annunciare che è all’attenzione di questa Amministrazione un progetto per valorizzare e rendere più sicura l’area della villa comunale.

A tal proposito, domani – aggiunge Mangano – chiederò un incontro al commissario straordinario della Provincia di Catania, allo scopo di affrontare la questione relativa alla gestione dell’Albergo Sicilia”. L’immobile, di proprietà della Provincia e inutilizzato da diverso tempo, si trova proprio al confine con la villa comunale. “Crediamo che la valorizzazione dell’edificio – conclude il sindaco – possa garantire una maggiore sicurezza e vivibilità per l’intera area, su cui ricade anche il giardino Moncada, evitando il perpetrarsi di atti vandalici come quello accaduto ieri sera”.

E stamani, a controllare le condizioni delle piante date alle fiamme, è intervenuto l’assessore al Verde pubblico, Agostino Borzì, che ha effettuato un sopralluogo insieme agli uffici. “Quello compiuto è un gesto privo di logica, che ci lascia esterrefatti e sgomenti – dichiara –. Speriamo almeno che le palme possano riprendere a vegetare, anche se è molto difficile visto il danno subito, perché sarebbe un vero peccato doverle abbattere”.

 


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