Iran, il mondo in ansia| Di Maio: "Attacco gravissimo"

Iran, il mondo in ansia| Di Maio: “Attacco gravissimo”

Commenti

    Secondo me Di Maio è l’unico per le sue passate esperienze lavorative a sistemare le cose invitando i contendenti con modo professionale a ” prendersi tutti insieme un caffè al bar”.

    meglio un’aranciata…

    ma che scrivete?? è la persona giusta, al momento giusto, nel ruolo piu’ adatto a convincere tutti e a calmarsi e a fare pace, Vorrei proprio vedere come faremmo senza la Presenza del M5S e del suo rappresentante, preferivate qualche altro? invece abbiamo il migliore della piazza e che il popolo Italiano ha saputo scegliere fra tanti e che con il il suo acume sta portando molto lontano aldilà di ogni aspettativa di quello che ci immaginavamo e voi state a criticare, guardate e imparate dal Migliore in Assoluto, Lui è Bravo in tutto, sia in inglese scritto e parlato e persino in Latino scritto e Parlato, l’ho sentito anche cantare in una messa provio celebrata in latino, dove questo Leader parlava come Platone, un filosofo, un filosofo, e tutti lo scredidate invece di apprezzare.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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