"Non c'è stata corruzione" | Cade un'accusa per Basile

“Non c’è stata corruzione” | Cade un’accusa per Basile

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Il patron della Ksm che era stato arrestato e posto ai domiciliari.

PALERMO – Confermato il divieto di soggiorno a Palermo, ma si affievolisce la posizione del patron di Ksm, Rosario Basile.

Il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nella parte che riguarda l’ipotesi di istigazione alla corruzione. Secondo l’accusa, Basile aveva assoldato un carabiniere per “spiare” la donna con cui aveva avuto una relazione dalla quale è nato un figlio. In cambio gli avrebbe offerto il soggiorno a Città del mare, noto albergo gestito dal gruppo Basile.

Da qui l’ipotesi di istigazione alla corruzione caduta al Riesame secondo cui, come aveva poi deciso il gip, l’indagato non doveva andare ai domiciliari. Così sostenevano i legali della difesa, Nino Caleca, Antonio Ingroia, Roberto Mangano e Francesca Russo.

Restano in piedi le ipotesi di minaccia e calunnia. Per garantire le esigenze cautelari bastava e basta il divieto di soggiorno fuori Palermo, per la precisione a Milano.

Stessa cosa per l’altro indagato Paolo Di Paola, difeso dall’avvocato Mauro Torti. Non si conosce ancora la motivazione del Riesame. Si può ipotizzare, però, che al momento non sia passata la tesi della Procura, secondo cui, Basile avrebbe costruito delle prove false per difendersi. In particolare, dei tabulati telefonici fra la donna e un altro ex dipendente Ksm, entrambi licenziati.

*Aggiornamento ore 15.53
“Continua a sgretolarsi il castello accusatorio nei confronti di Rosario Basile. Dopo la decisione del gip di revocare la sproporzionata misura degli arresti domiciliari, sostituita con l’obbligo di dimora a Milano, è arrivata la decisione del Tribunale del Riesame, che ha annullato il provvedimento nella parte relativa alla presunta corruzione, a conferma che Basile non ha corrotto nessuno”. Lo dice l’avvocato Antonio Ingroia, uno dei difensori di Basile. “Quanto alla nuova accusa di aver costruito prove false – continua – essa è tutta da dimostrare. Anzi, ho già dimostrato in udienza che molte delle cose sostenute dal pubblico ministero non corrispondono al vero. A me pare si tratti dell’ultimo appiglio di un pm in evidente difficoltà. Disporremo comunque anche noi una controperizia e vedremo se sono stati confezionati dei falsi e in caso affermativo da chi. Di certo non da Rosario Basile”.

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